Dalle montagne scendevano i nevai

Tu mi dicesti:
-Traccia il mio ritratto.-
Io maledicevo quella notte e quel buio così salmastri,
toccavo il tuo volto con le mani
e riconoscevo un naso, delle orecchie, una bocca, ma non eri tu.
La tua vita stava nella distanza, avrei potuto cercare, cercare, cercare, rubare delle luminarie accese,
un fuoco di cartone, la luce di una candela, i lampi di un temporale di passaggio. Ma quello che avrei visto non saresti stato tu.
Servivano altri occhi ed io non ce li avevo,
servivano altre notti,
la voce del lattaio fuori la porta,
i preparativi oziosi e sonnolenti del mattino,
un banale silenzio d’intesa,
un banale silenzio d’intesa.
Quanto è ricca quella distanza!
Io me ne nutro ancora, così, come una straniera col pennello,
che non sa dipingere
e traccia una sola linea per il mare,
una linea che cambia colore
perché il mare, di notte, non è mai solo blu.
erik satie, gymnopedie n.1
bello! ciao )*
RispondiEliminami sono reso conto che questo "bello! ciao" potrebbe riecheggiare la famosa canzone partigiana :)
RispondiEliminaSi può dire che "scrivi con un pennello"; sai cos'è l'esagerazione perchè sei geniale, perchè conosci i sentimenti.
RispondiEliminaE' nostro compito custodire nel cuore la traccia di ogni intransitabile utopia.
RispondiEliminaPerché la scia lasciata nell'anima si conservi intatta, in attesa dei giorni buoni.
E' bello scoprire che dall'altra parte il cuore è impegnato nella medesima cura: è tempo di germogli e di nuovi profumi. Le membra stanche dell'inverno risorgano a nuova vita. Affacciati a spiare il sole e non smettere di sgridare i ragazzi che riempiono con le loro gazzarre la strada di casa tua.
E' primavera sul serio, credimi. Qui da noi oggi c'è una luce che commuove, quasi.
Sono stato a Pontecorvo con mio fratello al gruppo degli alcolisti. Ritorno un po' acciaccato ma felice della sua riconquistata libertà. Anche lì, emozioni a non finire. Esistenze spezzate che tornno sorridere e non smettono mai di interrogare su come e perché all'improvviso siano intervenuti pioggia e vento a spazzare la vita, turbando la quiete del giorno. Dopo quasi trent'anni d'attesa, lo vedo tornare a prendersi cura delle sue piante, delle figlie, della casa. Se fin qui non ho potuto molto per lui, scopro che ha sentito sempre la mia presenza e non si è pensato solo. Da giugno lo accompagno e mi metto in cerchio con gli altri fratelli trovati là. Questa parte dolente della mia vita ha trovato la sua cura. Chissà che non arrivino altre Primavere a ricordare ancora che c'è posto qui, c'è posto per qualche speranza in più.
Gabriele
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaIl giorno è un po' "difficile", ma amo questo mio scritto. Certe volte, in quello che scriviamo, noi sembriamo c'entrarci molto poco. Conta molto di più il valore di chi c'ispira o di chi ci ha ispirato.
Buongiorno dickie!
RispondiEliminaServivano altri occhi. Non li avevamo. Quante cose servirebbero, ma.
Anche, ora, io vorrei
una linea all'orizzonte, blu, ma cangiante
come un mare
da cartone animato
da guardare.
E grazie a te, ce l'ho!
Ti abbraccio stretta stretta.
Costanza
Buongiorno, Onda.
RispondiEliminaSebastiano, ti ringrazio.
Gabriele, dopo giorni e giorni di pioggia, anche qui, oggi, c'è il sole. Con i bambini del quartiere, è davvero una "battaglia" persa: io li sgrido continuamente, loro si nascondono per un po', poi ritornano a riprendersi la strada, rivendicando, giustamente, tutti i diritti dell'infanzia. Sono felice per tuo fratello, per la sua vita ritrovata, per l'oltre possibile che si è riaperto dopo la distruzione. Nell' "ARRIVO di Altre Primavere" io voglio davvero crederci, spalancando un po' la porta, continuando a desiderare concretamente, utilizzando le ombre per creare, con una fiducia sempre rinnovata per le parole.
Densa e intensa. Consapevole e amara. Mi piace assai questo pezzo ;) NIKKA
RispondiEliminaEcco, in questo momento mi sento come quell'ombrello trascinato dalla corrente...Ciao Renata
RispondiEliminabuongiorno a tutti.
RispondiEliminami sono un po' estraniata da questo posto, al quale, però, ritorno sempre.
Nikka, sai cos'è difficile? Il travaso della poesia dalla scrittura al quotidiano.
RispondiEliminaAlmeno le cose, Enza, non sono costrette a cercare, autonomamente, una direzione.
Costanza, ho la testa altrove e non avevo letto le tue parole. A proposito di cartoni animati, mi sto facendo una cura dei movies di Hayao Miyazaki, ma non ne finisco neanche uno: il sonno arriva sempre prima a portarmi via, quando, nelle sue storie, il Bene, che non è mai netto e assoluto, sta per prevalere.
RispondiEliminaIl travaso della poesia dalla scrittura al quotidiano.
RispondiEliminanon è poi difficile. difficile è liberarsi dello sguardo degli altri.
saluto pianeggiante
Ci sono sguardi, Antonio, che ti si ficcano dentro,
RispondiEliminanon sai nemmeno da dove vengano.
Stanno lì, come Censori.
:)
Ciao Dickie!
RispondiEliminaAnch'io ho voglia di... fantasia
ma fantasia nella vita
e anche di un bel film, sì!
Ti ho già detto de L'Arte del sogno?
Mi sa di sì, eh?
Ma se non l'hai visto, te lo consiglio
è che così ricco di immaginazione
io ora che sto un po' giù
me lo riguardo...
Un bacio graaandissimo,
Costanza :)
Grazie, Costanza. Su "L'arte del sogno", ci feci un post, qualche tempo fa.
RispondiEliminaIo i film li vedo, poi li perdo, me li "rubano", li regalo, li nascondo, mai li catalogo. Di quello ricordo tanto, soprattutto una cosa: quanta fantasia ci può essere negli esseri disadattati!
Ovviamente, questo, per identificazione, mi crea un notevole lenimento.
certe volte penso che, se non fossi buono, direi che di films, una di queste volte, te ne farai.
RispondiEliminama in senso buono, appunto.
tipo regista di una vicenda, che resta a disposizione degli altri
dico
è cosa che
s'adda fare
( non per me - io suggerisco e basta )
chiarisco
RispondiEliminas'adda fare - è cosa voluta ( no, non ho la coda di paglia )
lo scuro
che ciarisce
Renata cara, a volte leggo e rileggo le cose che scrivi e prima che mi venga un'ispirazione opportuna per dire qualcosa passano dei giorni. scrivi in modo cosi' denso e ricco che a volte voglio solo ascoltare le tue parole senza dire nulla. e ora cosi' pure che ti dico solo questo. ah no, in piu': non comprero' a breve la macchina fotografica perche' sono una frana ansiosa, ma ti spedisco delle cartoline, gia' ne ho viste molte per te. :)
RispondiEliminadelicatezza...di un azzurro pastello, direi.
RispondiEliminaoggi ho tanta voglia di salutarti:
RispondiEliminaciao dickie!
(meno di loggarmi...)
:)*
costanza
La tua vita stava nella distanza.
RispondiEliminaIo leggo in queste parole il senso del tutto. Forse sbaglio, ma le sento riecheggiare in me quasi a dirmi che sono loro la chiave
che ci ho sempre voglia di passare
RispondiElimina(passare, per dire, certo...:)
salutarti
non ho molto da esprimere, no
tranne questo
desiderio
poi sono un po' felice
un po' triste
oggi parecchio triste, sì
poi
anch'io come non so chi
vorrei mandarti cartoline
quanto mi piacerebbe!
ma ancora che non ho voglia di loggarmi
però
ciao :)***
costanza (nell'incostanza :)
Buonasera a tutti.
RispondiEliminaGrazie sempre perchè ci siete.
Io assente giustificata un po'.
Magari, poi, se non vi annoio, racconto.
:*
Antonio, si deve fare? Allora, prima o poi si farà. :)
RispondiEliminaNe aspetto tante di cartoline, Ludo, ora che l'indirizzo ho rinviato. C'è una piazza, nella periferia di Parigi, che si chiama: "Piazza del Pensatore". Se andrai al mercato delle pulci, ci passerai. Ecco, non mi dispiacerebbe rivedere, almeno in cartolina, quel luogo lì. :)
Real, pastelli a tinte forti. Ne esistono, poi? :)
Non sbagli affatto, Shoruel, sono la chiave. :)
Costanza, mentre, con mio grande piacere, passi e ripassi, dimmi: ti invio il mio indirizzo? :)
Sììì! Eddai! Sìssìssì e poi sì!
RispondiEliminaVolevo dire.
Ne sarei
lieta et honoratissima,
grazie.
:)
Cocòstanza
I PANTONI! hanno colori sgargiantissimi che gasano un sacco! ;)
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