Anche questa è poesia

foto burt
“ Io sono quel bambino antipatico con la faccia sporca che ti guarda sotto gli enormi lampioni illuminati o sotto le puttane anch’esse illuminate.
O davanti alle fanciulle che sembrano lievitare.
Io sono quel bambino antipatico con la faccia sporca che proietta l’insulto della sua faccia sporca.
Io sono quell’antipatico bambino di sempre arrabbiato e solo e ti lascio l’insulto di quell’arrabbiato bambino di sempre e ti avverto:
se ipocritamente mi accarezzi sulla testa io colgo l’occasione per rubarti il portafoglio.
Io sono il bambino con la faccia sporca davanti al panorama di terrore imminente, lebbra imminente, pulci imminenti, di offese e crimini imminenti.
Io sono quel bambino dispettoso che improvvisa un letto
con un vecchio scatolone e che aspetta, certo che verrai con me”
kd lang, costant craving
E questo, se non sono rimbambita del tutto, è il finale di "Prima che sia notte", film che ho visto un sacco di tempo fa, biografia dello scrittore cubano Reinaldo Arenas.
RispondiEliminaParole che ho cercato spesso, senza trovarle mai, incrociate stamattina, per caso.
A Sud, oggi fa molto caldo.
l'esperienza di lavoro nel sociale e con le scuole, mi ha insegnato che spesso ci si aspetta che un bambino proveniente da situazioni con disagio sia "buono" e "simpatico" come ai tempi del libro cuore. Egli sembra non chiedere altro che una "carezza sulla testa" per genuflettersi al cospetto del benefattore. Invece questi bambini o ragazzi sono pieni di rabbia e diffidenza, mettono alla prova, hanno acquisito comportamenti che possono non piacere, anzi disturbano la quiete della classe e più generalmente della società...e con tutta la "comprensione"!...SONO EMARGINATI! ...e peggio!
RispondiEliminama tu queste cose le sai meglio di me
Degli antipatici ci si può fidare: dicono quello che pensano. E se sai in anticipo che ti fottono non te la predi più di tanto: era messo nel conto. Che loro hanno un po' allegerito. :-)
RispondiEliminaBel testo!
Buongiorno Renata.
RispondiEliminaalleggerito (errata corrige)
leggo quel bambino antipatico così metaforico in questo momento...
RispondiEliminabuona giornata a te :)
ti lascio un sorriso dicichè
RispondiElimina:)
Buongiorno a tutti e grazie.
RispondiEliminaBambini reali e bambini metaforici.
Entrambe le cose.
Infanzia innocente, infanzia consumata.
Quella che circola, spesso, nel nostro essere adulti.
Volevo, però, soprattutto ricordare Reinaldo Arenas, la sua storia di "diversità" sotto il regime cubano.
Le dittature sempre si sono schierate contro le diversità.
Sto leggendo le sue poesie, a volte terribili, a volte tenui come fili di vento.
Missmirror, avrei voluto chiamarti tante volte. Ma mesi fa, nel passaggio dal telefonino vecchio a quello nuovo, ho perduto un sacco di numeri. Compresi i tuoi.
RispondiEliminaCerto eravamo in tanti!Poveri,ma acuti!Certo migliori di tanti figli di pseudo signori e la rabbia ci ha portato lontano!Violenti?Chissà,certo ,però,odiavamo gli ipocriti ed eravamo capaci di toccare il cielo!!!!!!!!!Ciaooo Renata!!!!
RispondiEliminaAdoro i bambini con la faccia sporca....nella mia collezione di foto ne ho una con una bambina con la faccia e il vestitino sporchi...è deliziosa e dà un senso di libertà...
RispondiEliminaciao Renatì mi sei mancata molto...
Luigi, ma il gentile anonimo sei tu?
RispondiEliminaMariafrancè, ha ragione una mia alunna quando mi ricorda che i rapporti, malgrado il "mondo", hanno bisogno di essere nutriti. :*
Ciao Renata,
RispondiElimina"gli angeli dalla faccia sporca" mi è piaciuta!Come stai?Io conduco la mia guerra quotidiana contro me stesso,prendo tante pillole,in verità 9, e percorro sette km.Da tempo non partivo da casa alle 5.30 ed è molto bello.Lungo la strada incontro nuovi amici: un vecchio cane lupo,un gatto nero ed il solito falco.Il gatto mi vene dietro per un tratto,chissà se un giorno agirà da cane!Sabato andrò in ospedale per un elettrocardiogramma sotto sforzo,se non andrà bene,dovrò fermarmi per qualche giorno,ma penso andrà bene:percorro 7km con una media di 105 passi al minuto e la sera faccio tre rampe di scale per 15 volte,inoltre sono dimagrito di 4kg e le ultime analisi sono mostruose:colesterolo totale 120,trigliceridi 84, solo l'HDL è ancora basso:33.Ho iniziato a lavorare con una certa intensità e soprattutto provo pena per molti pseudo normali.Ad un microcefalo ho fatto un regalo eccezionale:andavo a camminare e si è offerto di venire con me;arrivati al capolinea,per tornare indietro si devono percorrere 2,5 km di salita.Allora ha iniziato a camminare veloce, 110 passi al minuto,e così alla fine era disintegrato e non riusciva quasi a stare in piedi.Ha capito che era lui ad avere problemi, pur restando "micro"!Ultimamente ho visto Antonio Ber..... insegnava fisica con noi,ricordi?Siamo molto amici ed ha detto che mi ha intercettato più volte con un binocolo mentre camminavo di buon mattino.I nostri paesi sono dirimpettai.Non è favoloso?O forse la follia non ha limiti.Comunque ti farò sapere come evolverà il mio vivere quotidiano: certo è già cambiato molto e chissà forse l'anno prossimo festeggerò non un compleanno mai festeggiato,ma il 14 febbraio,che adotterò come mio giorno di nascita.Ti abbraccio Luigi.
Luigi, sei sempre tu, infarto o non infarto.
RispondiEliminaTu sei lo spirito in grado di parlare con gli esseri naturali, di incantarli e di farti seguire. Tu sei il Grande Elfo che io ho avuto la fortuna di incontrare e che mi ha protetto, per un anno, dalle cattiverie umane dei microcefali.
Sai, Luigi? Non è il luogo adatto, questo, per le confessioni, ma sono passati tanti anni e te lo posso anche dire: ti ricordi quando sono caduta, concretamente caduta, in tutta quella polvere? Il modo in cui mi hai raccolta da terra, quel modo affannato e nel contempo gentile...Ecco, in quel momento avrei voluto baciarti, ma poi il pudore è emerso e tutto si è fermato lì.
Antonio il prof di fisica lo ricordo: testa pelata e grandi occhiali scuri. A me incuteva soggezione, anzi, più che soggezione, non lo capivo. Ed i ragazzi avevano una paura tremenda di lui. Ecco la differenza: a te ti adoravano, invece.
un caro abbraccio.