sabato 23 settembre 2006

Claustrofobiche erranze


Ti infilano in un tubo, ti danno un campanello in mano.


-Signora, se c'è qualcosa che non va, suoni. L'esame durerà


solo il tempo necessario.-


Prima di entrare, suono di già...


per sentirmi viva.


Cominciano ad incazzarsi:


- Signora, se fa così, l'esame dovrà ripeterlo infinite volte, non ne usciremo mai...-


Ti reinfilano nel tubo.


Tu pensi soltanto: "Sarà così la morte?"


Non c'è spazio, non c'è aria.


Immagini un cielo,


un cosmico scenario.


E lì proietti le macchie interne alla tua testa


e ti chiedi quante saranno,


quanta vita ti ruberanno,


dove giocheranno...


Poi, chiudi gli occhi


e ti ripeti


quella promessa che non rispetterai:


"Niente, nessuno aggiungerà più ombre a queste macchie chiare..."


Tra un mese, al limite due, il rito si rinnova...


Sarebbe bello portarsi, là sotto, un sogno nuovo


in


un cassetto nuovo...


renée, triste, dà un po' di cibo alle sue tensioni

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