domenica 14 gennaio 2007

"La banalità del male"



Hannah Arendt, filosofa


La sera,


non appena poggio la testa sul cuscino,


come un automatismo o un rito,


mi sorge la medesima domanda:

“Quale sarà l’ultimo pensiero


dell’Assassino, prima di addormentarsi?


E con quali parole, o con quali silenzi, egli


si affida ai sogni?”

15 commenti:

  1. forse il suo ultimo pensiero è quello di non avere pensieri

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  2. Che sia con la banalità?

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  3. La cosa crudele, carissimi, è che io immagino proprio questo. L'Assassino che, prima di addormentarsi, pensa: "Domani ci vuole 'na bella pasta e fagioli. E' da un po' che non ne mangio"...

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  4. l'assassino è come noi, sono sicuro, solo con qualche fantasma in più

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  5. ricordo questa frase di quel racconto di borges scritto come se a scriverlo fosse l'aguzzino di un campo di concentramento nazista c'è un passo che dice più o meno, dopo aver raccontato della sua passione per shakespeare brahms "e ogni volta che indugerete colmi di gratitudine e riconoscenza davanti ad un qualsiasi luogo dell'opera di questi beati ricordate che anche io, l'infame, vi indugiai"

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  6. Grazie, aarkel, per il passo di Borges.

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  7. Arendt, a proposito di Eichmann, parla anche di modestia, come poteva essere che lui, persona così insignificante rispetto a figure quali Hitler o Heydrich o Muller, e tanti altri studiosi della questione "soluzione finale", come poteva essere che proprio lui si opponesse a menti tanto migliori della sua? Non gli rimaneva che eseguire gli ordini.

    Credo comunque che conti molto e sempre, nei suoi diversi aspetti la diversità, in alcuni casi è la paura di apparire "diverso" ed essere confuso coi più deboli del momento, in altri è l'odio per il diverso. In questi casi, forse, si addormentano con meno fantasmi dei nostri.

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  8. Ottobre cara, io credo davvero, che, come dici tu, "si addormentano con meno fantasmi dei nostri".

    E forse questi "fantasmi", così vituperati, segni di un'amanità così forte, siano davvero da rivalutare.

    Una dolce dolce notte.

    renée

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  9. Hai provato a chiedere a Boris?

    Ho visto che ultimamente trafficava gente strana.

    :-)))

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  10. Viaggiatò, Boris traffica con gente strana per motivi "squisitamente letterari".

    :)

    bonjour

    renée

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  11. la paura di essere confuso con i deboli del momento, scrive ottobrenotte, è vero, credo, la nostra debolezza ha una parte così grande nel male che facciamo, forse sempre superiore al nostro odio,

    aarkel

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  12. Senza scomodare la fisognomica lombrosiana e l’atropologia criminale, perché mi è sempre parsa una gran cazzata quella di sostenere che esistono “facce d’assassino”, nei trattati penalistici, distinguono tre tipi di personalità: quelli che uccidono comunque e non temono la pena (anche se cercando di sfuggire ad essa); quelli che non uccidono (ma avrebbero voglia di farlo) solo perché hanno paura della pena; quelli che non ucciderebbero mai anche se non ci fossero le leggi che lo vietano. Io faccio parte del terzo tipo, salvo poi fare un incubo, avere un raptus omicida, impazzire e diventare come la mamma di Cogne o i coniugi di Erba...

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  13. "cercando" = cercano

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  14. Arciè, buongiorno.

    Macho, e chi può escluderlo?

    Qua, i raptus sono all'ordine del giorno.

    :)

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