sabato 13 gennaio 2007

Consigli, non richiesti, di Lettura


Frammenti di un discorso amoroso


Gelosia: "Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca per ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri".


Roland Barthes,Frammenti di un discorso amoroso.


 



"SOTTO IL CULO DELLA RANA" Tibor Fischer


Tibor Fischer, Sotto il culo della rana


-"Essere sotto il culo di una rana in fondo a una miniera di carbone" è un modo di dire ungherese usato per descrivere una condizione di sfiga assoluta, estrema-


Collegamenti: E se uno sfigato fosse anche terribilmente geloso?


Conclusioni: C.... acidi assà.


:)

18 commenti:

  1. Eeeehhhh....renée..Roland Barthes..il mio preferito!!!!

    Nel brano scelto ci sono io.

    Eh!

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  2. Ottò, a me la gelosia dura poco: giusto il tempo di constatare che il soggetto verso cui è rivolta o non vale la pena o è abilissimo a volare.

    E potrebbe far volare anche me.

    :)

    besos

    renée

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  3. E ho meditato a lungo anche su questo:

    "Bisogna continuare? Guglielmo l'amico di Werther, è l'uomo della Morale, sicura scienza dei comportamenti. Questa morale in realtà è una logica: o questo o quello; se io scelgo (se io indico) questo, allora si pone nuovamente l'alternativa fra questo e quello: e così di seguito, fino a che, da questa cascata di alternative, sorga infine un atto puro - un atto senza rimpianti e senza tentennamenti. Tu ami Carlotta: o hai qualche speranza, e allora agisci; oppure non ne hai e allora rinunci. Questo è il discorso del soggetto "sano": o una cosa, o l'altra. Ma il soggetto amoroso risponde (come fa Werther): provo a infilarmi fra i due elementi dell'alternativa; in altre parole: io non ho alcuna speranza, ma tuttavia...O anche: scelgo ostinatamente di non scegliere; scelgo la deriva: io continuo.

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  4. Ottò, sarò tremendamente sintetica: di Goethe, preferisco "Le affinità elettive".

    Così me esco fuori, alla chetichella, dal discorso "gelosia".

    Eppò, ti giuro : sto Werther non lo sopporto più. Sarà perchè, a scuola, bene o male, lo devo sempre associà alle "Ultime lettere di Jacopo Ortis". Ce metto ancora tutta la passione possibile, ma, ormai, mi so' stufata di entrambi.

    :))))))

    abbracci forti

    renée

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  5. questa non me l'aspettavo e non dovevi farmela...Quel libro di Barthes è incredibile! Un'intelligenza davvero non comune. Hai letto quello sulla fotografia? Sono legatissimo alla mia copia di quel libro, perchè mi presi la briga (e la pazienza) di segnare i titoli dei capitoli a matita (l'unica pecca di quel libro è proprio questa: li riporta solo all'inizio)...Anche i miei amici che l'avevano comprato me lo chiedevano in prestito per questo motivo (era più comodo leggere i titoli all'inizio del paragrafo)..Non ti dico che ho dovuto fare per farmelo restituire, ogni volta...da allora, non presto più i miei libri...echecazz!



    PS: grande, Renéè!

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  6. l'altro libro non l'ho letto e quindi non posso dire nulla, tranne che la gelosia è sempre una sfiga...per me, solo chi non ama veramente riesce ad essere non geloso...

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  7. Sì, Macho. " La camera oscura", di R. Barthes è qui, vicino a me.

    Proprio sotto i miei occhi.

    :)

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  8. Scusa ma non so come commentare

    visto che non sono ne geloso ne sfigato!

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  9. Eutro commento io: beato a tteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.

    :)

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  10. sì, Renée, proprio quello...La chambre claire. Note sur la photographie. Quando Barthes morì, tra i primi dettagli che si seppero dell'investimento del 25 febbraio del 1980, all'incrocio tra Rue des Ecoles e Rue Saint-Jacques, ci fu quello che lui restò sfigurato, tanto che nessuno lì a due passi dal Collège de France, riuscì a riconoscerlo e l'ambulanza che l'aveva raccolto lo portò all'ospedale della Salpetrière come un ferito senza nome (non aveva documenti con sè) e così restò per ore in corsia...Quel libro mi riporta enorme tristezza...peggio dei "Frammenti"...lego quel libro alla sua scomparsa...

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  11. Roland fu un grande, Macho.

    E anche noi, nel nostro piccolo, lo ricordiamo.

    :)

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  12. Sì, sai che mi sto rileggendo su web tutta la sua biografia? Non trovo questa cosa dell'incidente, dicono di un furgoncino...ma che mi frega se era una sw o un tir?

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  13. ma quando la rana flatula allora ti senti avolto di un tepore dolce e morbido e puoi addormentarti per un po ...

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  14. ora sono qui in una stanza nella stanza di là suona la sonata op. 110 di beethoven ... suona lontana come un'eco e mi sembra di sentirla ancora più forte, lontana com'è, e di amarla di più e che mi manca di più ... poi alla fine posso odiarmi un po anche per le mie ire gratuite

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  15. Effetto conciliante della Musica, aarkel...

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  16. geloso sotto la rana in un miniera, cos'era, dimmelo, la voglio pure io:)

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  17. Eddà, deank, tu non ne hai bisogno.

    :)))

    Uè, sei Gian Maria Volontè, mica uno qualunque...

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