In principio.

Rossana Campo
Lo ammetto.
Quando voglio rilassarmi un attimo (si dice così, no? )
ritorno ai libri di Rossana Campo.
In particolare a: “In principio erano le mutande” ( il primo? )
Due “sventurate” alla ricerca perenne d’amore.
Due “linguaggi sventurati” alla ricerca perenne
di un ordine grammaticale.
C’è una scena, in questo libro, in cui le due decidono di andare al mare.
Arrivano, e la giornata volge immediatamente al brutto:
fulmini, pioggia, disagi, sabbia bagnata.
Una della due dice: “Cazzo ci siamo venute a fa', qua, oggi?”
Una domanda semplice.
E chissà, quante volte,
ognuno di noi se l’è posta.
Si chissà quante volte, anche se le giornate che volgono al brutto hanno un loro fascino. E "Il pieno di super" ti è piaciuto?
RispondiEliminaTangerì, mi piace lei. Anche se, qualche volta, "toppa"...
RispondiEliminaE, di lei, ho letto tutto.
:)
Buongiorno
renée
Lo confesso, non ho letto nulla, da dove inizio?
RispondiEliminaDa questo, Ottobre.
RispondiElimina:)
renée
Tutta l'opera di Rossana Campo è pubblicata in un'unico volume da Adelphi (renée correggimi se sbaglio).
RispondiEliminaHo scritto poco; avrei potuto scrivere di meno. (Rossana Campo)
Buongiò
Boris, io, in verità, le suo opere le ho lette tutte pubblicate in Feltrinelli...
RispondiEliminaSì, ho controllato. Feltrinelli.
:)
BuongiornoBò.
Renée, ho controllato, esiste un'altra scrittrice: Cristina Campo (la mia è stata una svista) e le sue opere sono pubblicate da Adelphi. Anche quella citazione in corsivo è sua.
RispondiEliminaSì, Boris, Cristina e Rossana Campo: due scritture, due generi completamente diversi.
RispondiEliminaLa prima indaga quello che c'è, nelle nostre profondità oscure. La seconda fa finta di giocare con il macello che emerge in superficie.
quando uno dice cazzo ci sono venuto a fa è bellissimo
RispondiEliminaAarkel, liberatorio, soprattutto...
RispondiElimina:)
bonjour
renée
Cristina Campo, quando si chiamava Guerrini, faceva le cose che Rossana Campo racconta molto bene nei suoi libri perloppiù d'ambiente parigino. Poi dopo è diventata santa, anche grazie a mons. Roberto Calasso. Discreta traduttrice di John Donne (ma non a livello di Valduga, la divina, la superna, l'irraggiungibile)
RispondiEliminaGh7, se giri un po' nel Blog, trovi anche Patrizia Valduga.
RispondiElimina:))))
Non l'ho citata per caso. A te ti si vuol trattare con cura. Sei un essere di pregio, che credi?
RispondiEliminaGh7, e prendiamoci 'sta carezza, va...
RispondiElimina:)
Non era solo una carezza, come noto, ma se ti va di derubricarla, chi si è noi per impedirtelo? Santa la polenta.
RispondiEliminaUn beso