"Quando il bambino era un bambino"

Era lui il primo ad inerpicarsi,
e fingeva sicurezza e nascondeva la paura:
non voleva che lei pensasse che fosse un bambino
troppo fragile o troppo debole.
Lei lo seguiva; studiava i punti precisi dove lui
metteva i piedi e rifaceva gli stessi gesti, sì, con fatica.
Ma non lasciava mai la sua mano, era dolce affidarsi
e il sudore di quella mano la faceva sentire al sicuro:
non si sarebbe mai abbandonata ad uno stupido essere
troppo deciso, troppo forte.
E così, lentamente, di ramo in ramo,
si ritrovarono sull’ultima cima dell’albero
e nessuno dei due aveva il coraggio di
guardare giù.
Lui valutò la forza di uno di quei rami ,
delicatamente la fece sedere e, poi, fece lo stesso.
L’azzurro era più vicino, il vento più forte,
il verde più verde e la corteccia meno consumata.
E c’era una strana cosa nel cuore,
ma nessuna parola per poterla esprimere.
Si abbracciarono d’istinto,
ed un cielo di aprile
li guardò a lungo,
intensamente.
Arbre Magique!?!
RispondiEliminaScusa l'irriverenza... "Tu" sei magica... e ti voglio bene. Buona giornata Renée.
:-)
RispondiEliminaEcco come funziona, passo da te e mi sento meglio.
RispondiEliminaBuongiorno renèe
gabriele
davvero un bel blog... mi sono fermato ascoltando L'illogica allegria.... sono particolarmente affezionato a quella canzone... un saluto
RispondiEliminacodice
immagine molto molto bella,
RispondiElimina(quella descritta) e anche franco fontana (se è lui!?) non è male! ciao renèe
Buongiorno e Buon EquinoZio, Renée
RispondiElimina:)
.....
RispondiEliminaalcune mattine, mentre vado al lavoro fuori città, fotografo mentalmente paesaggi come questo...e ciò mi ristora...c'è sempre un alberello sullo sfondo...
RispondiEliminaMelisande "oh ne me touchez pas"
RispondiEliminaGolaud "ne criez pas. Je ne vous toucherai plus. Ma venez avec moi. La nuit serà très noir e très froid. Venez avec moi"
M. Où allez vous?
g. "je ne sais pas- Je suis perdu aussi"
ho sempre amato da morire questo passo del libretto e della musica del Pelleas e melisande di debussy ... dal quale tra l'altro ho tratto il nik aarkel storipiando un po arkel
venez avec moi renée je suis perdu aussi
Alors, bonjour, mi allontano un attimo e, sulla tavola, trovo i segni del vostro passaggio: come al solito, vi siete mangiati tutto. vabbù.
RispondiEliminaBuongiorno nanndrunnr, lise, codice (benvenuto, anch'io la amo questa canzone), Boris ( mi freghi sempre con i giochi di parole :) ), Ondalunga ( sì, caro, è Fontana: stile netto, colori che parlano )
aarkel ( tu di alberi sei un esperto, no? :) )
gabriele ( conciso e dolce, come sempre...)
Alors, allons aarkel, je viens...
RispondiElimina:)
Renèe come un'infanzia...
RispondiElimina:-)
claudio
Ciao, Clà, ogni tanto fai capolino tu, dicendo cose che mi piacciono assai.
RispondiElimina"Sardegna come un'infanzia", lui, Elio Vittorini.
Mi piace ricostruire le "quasi-citazioni "
:)
merci
Sono magici i cieli di aprile ;) NIKKA
RispondiEliminaBuongiorno! ...es-vous revenue, madame ?
RispondiEliminaDelusi o contenti?
RispondiEliminaE' magico immaginare ( o ricreare), Nikka, un'intesa bellissima ed imperfetta:)
RispondiEliminaOui, Blu, elle est deja finie :)
Magnifico post...Commentandolo ne rovinerei l'incanto...
RispondiEliminaun ricordo tiepido in colori vivaci e mani bambine :) bellissimo
RispondiElimina:) sei seduta sull'albero e ti senti bene, un bacio
RispondiEliminaSì, infatti, menteur, il raccontino si collega a pennello alla frase del blog.
RispondiEliminaGrazie :)
Jonnhy e tu, non dicendo, molto hai detto...:)
Sarò strana Renè ( e lo capirai conoscendomi ;) ma i miei sensi sono stati rapiti dai colori pria che dalle parole ( forse è meglio che mi vado a rifare il caffè!!) besos
RispondiEliminaE mi sa, Enza, che il "problema vero" so' proprio tutti sti caffè.
RispondiElimina:)))))
da piccola li chiamavo gli alberi fermi, quelli che se ne stavano soli sulla collina
RispondiEliminaE' vero Renèe sono proprio un'incoscente ;)...e mi fanno pure male...
RispondiEliminabonne nuit
RispondiEliminafrancè
E buonanotte enza, tangerine..
RispondiEliminaHerr Doctor Freud, buonanotte pure a lei, anche se mi procura una certa soggezione augurarle sta cosa, che mi immagino che lei, per stare dietro a tutti i sogni degli altri, di suo, non dorma mai...E stasera si beva un buon litro, Doctor, e, per una notte almeno, si riposi. La sua scelleratissima allieva, io, renée.
:)
E dormite pure voi altri. Ma solo se non avete di meglio da fare.
E..boris è arrivato in ritardo, e fatemi da' 'sta buonanotte italica pure a lui...
RispondiElimina:)
:)
RispondiEliminastupendo...
RispondiEliminagrazie phabia, benvenuta a "casa mia".
RispondiElimina:)