" Incontro con uomini straordinari"

foto francesca woodman
Mal sopporto il mio egocentrismo.
Mal sopporto l’egocentrismo degli altri.
Darei tre dita, tre, per parlare due ore
con un artista vero: uno che abbia saputo “viaggiare”
nelle vite dell’Altro.
Un uomo (o donna) ho detto, non un santo.
Quell’uomo ne avrebbe di cose da raccontare, e non risulterebbe arido, noioso, ripetitivo.
Marco Paolini e I Mercanti di liquore, I nomi delle stelle
e davvero ne avrebbe di cose da raccontare
RispondiEliminase il tuo desiderio non fosse di parlare con , ti direi di leggere un libro di Marai; ma poi, in fondo, quando si tratta di viaggiare leggere,parlare, ascoltare non fanno differenza..
RispondiElimina(sbaglio o sei due o tre dita arrabbiata?...;) :))
Shoruè, parliamo? :*
RispondiEliminaLeti, tu sei una donna acuta, assai. La sottoscritta soffre, ogni tanto, di qualche accesso di insofferenza, per tutti i mondi piccoli, compreso il suo. :*
no comment
RispondiEliminaa dir la verità mi vedo meglio come scalena che come acuta...ad ogni modo, soffro di qualcosa di simile, che definisco "mi peso" :)
RispondiEliminama l'hai letta la cazzata che ho scritto sopra? :D :D
RispondiEliminaMal sopporto le sofferenze, essendo sofferente.
RispondiEliminaIl mio ego lo lascio in disparte. Quello altrui non mi tange.
Suppongo. Essendo supponente!
Osmin, in una sera come questa, di un giorno come questi, nell'aria che trema dei suoi timori e delle sue paure, pensa che qualche persone di queste lui le ha già incontratre. E che la cosa meravigliosa che gli sembra a Osmin è che queste persone per cui oggi sarebbe senza dita, ormai, aprano luci, anche da lontano, anche quando non le sente. Sapendo che ci sono.
RispondiEliminaOsmin
ma renee... non sono d'accordo :)
RispondiEliminati spiego la mia teoria: gli egocentrismi, locali, diciamo quelli che vanno e vengono, hanno misura nulla: non contano. e poi spezzano la ricerca di perfezione, di onesta' ossessiva. perche' gli egocentrismi locali sono sempre contradditori, combattuti, e accompagnati da cotanto contorno di sensi di colpa. e lasciano l'amaro in bocca, per autopunizione. viviamoli con leggerezza, osserviamoli con allegria. e poi ritorniamoci sopra con amore: uno puo' dire 'scusate' oppure 'mannaggia a te' oppure 'mannaggia a me'. la noia, l'aridita' che ne seguono, vissute oppure viste, a volte fanno scoprire strade. a volte sono un campanello di allarme. l'egocentrismo 'globale': di quello invece credo si possa rimanere secchi. e infatti: dichiariamo la sua non-esistenza. In qualcosa uno deve pure avere fede: nelle persone (? si)
Ti abbraccio, come sempre mi fai pensare, e allora poi mi allargo a scrivere ...
Ciao Onda :*
RispondiEliminaLeti, ma zitta, che tu cazzate non ne dici mai. A proposito, mi hai fatto ricordare che, due anni fa, stavo leggendo "Il villaggio sul mare", di Anita Desai, e che quel libro non l'ho mai finito. :*
Boris, ahahahahahah, grazie, mi fai sorridere sempre. :*
RispondiEliminaBello, Osmin. :*
Ecco, Ludo, allargati spesso, così si crea una bella spirale di riflessione.
:*
l'ego degli Artisti amica mia, è un incubo. Quando troverò un artista senza ego, troverò una persona spirituale e quindi non un Artista. Penserà che ciò che fa lo attraversa e non è suo. Si può passare la vita a mostrare quanto si è bravi, che angoscia.
RispondiEliminaChe angoscia, Grace, sì. :*
RispondiEliminaio non ho poi così tante cose da raccontare :)
RispondiEliminaShoruè, magari no, però sai raccontarle. :*
RispondiEliminagrazie :)
RispondiEliminaNemmeno io sopporto il mio. Quello degli altri poi...
RispondiEliminaSei brava tu con le parole. Molto brava. Vedi cara, tu dello scrivere hai capito una cosa fondamentale: la raffinatezza non sta nelle parole difficili, ma nel fatto che chi legge dopo si alzi ad aprire le finestre, per riprendersi quella porzione di vita vera che potrebbe vivere.
RispondiEliminaIl solito che se ne intende.
Esagerato, i nostri, quelli degli altri, sempre irritanti so'. :*
RispondiEliminaGentile utente anonimo, le ho risposto sopra. :*
Dicichè sono scettico, non credo esistano.
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