Fotogrammi/Inversioni

(riflessioni sbilenche, ed anche un po’ inutili, alle due del pomeriggio)
Una delle espressioni più usate, “Tu non mi incanti più”,
sembrerebbe, a prima vista, semplicemente il contrario di “Mi incanti”.
E Stop.
Invece, ad analizzarla bene, forse qualcosa in più se ne può ricavare.
(Starò diventando come Piero Angela? Boh)
L’espressione sottende un insieme di piani temporali:
c’è stato un Prima, una fase dell’Incanto,
nella quale il Soggetto ha volontariamente contratto l’Area Razionale,
allargando sempre di più quella che gli esperti chiamano: “Sospensione dell’Incredulità”.
Succede, per es., che essa venga attivata al Cinema, a Teatro, e in tutte le situazioni che
richiedono allo spettatore un patto: far finta che ciò che si sta vedendo non sia solo finzione.
Woody Allen ne ha dato un esempio potente ne: “La rosa purpurea del Cairo”,
la “povera” protagonista, che noi vediamo intrappolata in una realtà dilaniante,
si ritrova contesa tra due Personaggi del film che lei sta vedendo, i quali oltrepassano
Oh, dunque, dove eravamo? Ah, sì, nel momento in cui l’Incanto finisce, ecco scattare il desiderio
di esplicitare linguisticamente il fatto con : “Tu non mi incanti più”.
Ennò, signori e signore, questo non significa affatto che l’Area razionale riprende il suo spazio.
Ahimè no, c’è qualcosa di diverso.
Essa ha subito un contraccolpo reattivo, si è apparentemente allargata a dismisura, in realtà
è solo distorta, ma può essere pericolosa assai perché, in questa nuova fase,
è una produttrice spontanea di CINISMO.
E allora? Dove è stato l’errore?
Scordarsi che nella Vita, così come al cinema, le storie che noi viviamo
spesso sono solo FINZIONE, che ad un certo punto l’Incredulità bisogna riprendersela, prima che finisca il “film”.
Dite che sono CINICA?
E che vi devo di’?
Forse, pure io, sono in quella fase là.
J
P.S. grazie per la pazienza.
Stranglers, Outside Tokio
La rosa purpurea del Cairo è un film davvero bello...
RispondiEliminaCi son giorni (parecchi) in cui mi sento come la protagonista... vivere sogni e bruschi risvegli potrebbe essere il mio mestiere...
Un abbraccio
Tarlo
tenero Daniele.
RispondiEliminaVieni qua, che ti abbraccio io, oh. :*
ingenuo cinismo?
RispondiElimina...dolce, bizzarro, ironico e malinconico...
RispondiEliminaTi abbraccio, Tenera :***
in effetti ci dev'essere in corso un passaggio astrale alla Piero Angela che ci rende un tantino complicate (penso a me e alla "promessa" ...)ma tant'è peggio sarebbe un passaggio astrale alla Bruno Vespa ...
RispondiEliminacinica? ma no dai, che tanto si sa che ci si riprende l'incredulità per u po' e poi la si smolla per un nuovo incantamento e poi da capo...
(meglio stoica..) :)))
Premessa a risposta commenti: ahahahahhahahahahahahhahaahh. Ed io che pensavo di aver fatto un discorso lineare. :))))
RispondiEliminaLisa, un CINISMO bello tosto si può definire ingenuo? Non so...:)))
RispondiEliminaVania, no tenera io, CINICA...Non ci credi, ve' ? :)))
Letì, mi hai fatto morire dal ridere. Ed hai capito bene, ma tutto tutto, quello che volevo dire.
Dicichè al grido: "Bruno Vespa mai! Meglio morì..." :)))
più che "Tu non mi incanti più" potrebbe essere "Io non mi faccio incantare più da te" o ancora "Io non riesco più a farmi incantare da te"...potrei continuare un po' ma per me, Renatì, tu sei l'incanto
RispondiEliminanotte not
La sospensione dell'incredulità la mettiamo in atto spesso, anche nella vita, faziosamente, strumentalmente, necessariamente, perchè ci piace o "serve" credere che quanto sta accadendo sia vero oppure no...
RispondiEliminaOsmin stamattina, ma forse non solo stamattina, in questi giorni sente il proprio encefalogramma un po' lento, quasi addormentato. Forse è il reale che si espande. Ma quando dico il reale dico e involontariamente penso sempre al reale nella sua versione più prosaica. Poi c'è il reale poetico che è più reale del reale perchè cambia le cose e non semplicemnte "sta" "è", quel reale quando lo conosco lo amo per sempre, con la mia discontrinuità ovvio. Tranne quando viene tradito. E resta sempre con me presenteassente assentepresente come tutte le cose più meravigliose che averle del tutto non si può mai.
RispondiEliminaOsmin
... buongiorno diciche :)
RispondiEliminala penso un po' come multiversum e ondalungablu e un po' come la penso io...che e' un tema che mi sta a cuore
RispondiEliminacioe': 1) si' e' vero e' tutto un loop, un ciclo che si ripete... 2) crediamo a quel che vogliamo credere, vediamo quel che vogliamo vedere, ma 3) dove sta in tutto questo il vero e la finzione? dov'e' il confine?
tu non mi incanti piu' e' esattamente questo: tu non sei piu' quel che io pensavo tu fossi o che pensavo che tu volessi essere per me, e potrebbe essere anche l'inizio di:
io sono. e tu chi sei?
oppure no. solo un punto fermo e un ciao e grazie, e non ti far piu' vedere per carita'.
ci si incarta, ci si maschera, si finge per necessita', per amore, per disperazione, per paura, oppure si pensa di volere la verita', ma quale verita'?, tutto e' vero in un certo senso, anche le maschere a loro modo.
ma infine, non e' quello il rischio piu' grosso? di vedere l'altro per quello che e'? un altro che non incanta affatto, ma e' invece fragile, e incerto, e mascherato per chissa' quale motivo?
e allora, a quel punto, sta solo a te decidere se vuoi chiedere: e tu chi sei esattamente che ho perso il filo?
e a volte questa domanda non e' il caso di farla ma a volte invece si' credo.
o forse dico stoltezze...
(e buongiorno)
ciao, riflessioni sbilenche, posso dirti che sei simpatica?
RispondiEliminabuona giornata
E buongiorno.
RispondiEliminaA Sud, pioggia e nebbia. Nella testa, solo pioggia. :*
Buongiorno, mia piccola Orax :*
RispondiEliminaSì, Osmin, averle del tutto non si può mai. :*
Ludo, sei lucidissima, altro che stolta...:*
Prisma, certo che puoi dirlo, così gongolo un po'. Bonne journée. :*
Ondaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, ti avevo saltatoooooooooooooooooo.
RispondiEliminaE, comunque, è proprio come dici. :*
No, non ci credo, no.
RispondiEliminaTu, no. ;*****
Vania, ogni tanto sì. :***
RispondiElimina...ed eccomi qui con te in questo capanno
RispondiEliminanel bosco senza nessuno e deserto
come nella canzone
i viottoli e i sentieri
già quasi li cancella l'erba...
Onda, visto che siamo qui, ce lo mangiamo un bel panino? Oppure, un piatto leggero, tipo: Gnocchi alla sorrentina. Dai, dì di sì...:***
RispondiEliminaahaha, si! questa è poesia! ,***
RispondiEliminaahaha!, si! questa è poesia! ;)***
RispondiEliminaTu sei troppo lucida, non omologabile. Questo, forse, è il tuo guaio.
RispondiEliminaOnda, vera poesia, sì, soprattutto per chi sta a dieta (sigh). :***
RispondiEliminaEsagerato, touchée. :*
RispondiEliminaLo stupore è un pò come l'ingenuità. Nella parola finzione c'è mezza parola fine. Saper incantare il cinismo è un'arte per pochi e raramente si gira. NIKKA
RispondiEliminaChissà, Nikka, anche il cinismo, dovuto alle contingenze, magari, prima o poi passa...:***
RispondiEliminaDicichè, ammetto che l'atteggiamento è da perdenti, ma io curo il cinismo con la speranza.
RispondiEliminaMondiperversi, non è affatto da perdenti, è da Grandi. :*
RispondiEliminarenèe non ci credo tu non riusceresti mai ad essere cinica
RispondiEliminagabriele
Gabriè, c'hai ragione. :*
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