venerdì 19 ottobre 2007

Fotogrammi/Inversioni



(riflessioni sbilenche, ed anche un po’ inutili, alle due del pomeriggio)


Una delle espressioni più usate, “Tu non mi incanti più”,


sembrerebbe, a prima vista, semplicemente il contrario di “Mi incanti”.


E Stop.


Invece, ad analizzarla bene, forse qualcosa in più se ne può ricavare.


(Starò diventando  come Piero Angela? Boh)


L’espressione sottende un insieme di piani temporali:


c’è stato un Prima, una fase dell’Incanto,


nella quale il Soggetto ha volontariamente contratto l’Area Razionale,


allargando sempre di più quella che gli esperti chiamano: “Sospensione dell’Incredulità”.


Succede, per es., che essa venga attivata al Cinema, a Teatro, e in tutte le situazioni che


richiedono allo spettatore un patto: far finta che ciò che si sta vedendo non sia solo finzione.


Woody Allen ne ha dato un esempio potente ne: “La rosa purpurea del Cairo”,


la “povera” protagonista, che noi vediamo intrappolata in una realtà dilaniante,


si ritrova contesa tra due Personaggi del film che lei sta vedendo, i quali oltrepassano la Soglia, e  si intrufolano nella “vita reale”(metalinguaggi).


Oh, dunque, dove eravamo? Ah, sì, nel momento in cui l’Incanto finisce, ecco scattare il desiderio


di esplicitare linguisticamente il fatto con : “Tu non mi incanti più”.


Ennò, signori e signore, questo non significa affatto che l’Area razionale riprende il suo spazio.


Ahimè no, c’è qualcosa di diverso.


Essa ha subito un contraccolpo reattivo, si è apparentemente allargata a dismisura, in realtà


è solo distorta, ma può essere pericolosa assai perché, in questa nuova fase,


è una produttrice spontanea di CINISMO.


E allora? Dove è stato l’errore?


Scordarsi che nella Vita, così come al cinema, le storie che noi viviamo


spesso sono solo FINZIONE, che ad un certo punto l’Incredulità bisogna riprendersela, prima che finisca il “film”.


Dite che sono CINICA?


E che vi devo di’?


Forse, pure io, sono in quella fase là.


J


 P.S. grazie per la pazienza.




Stranglers, Outside Tokio

31 commenti:

  1. La rosa purpurea del Cairo è un film davvero bello...

    Ci son giorni (parecchi) in cui mi sento come la protagonista... vivere sogni e bruschi risvegli potrebbe essere il mio mestiere...

    Un abbraccio

    Tarlo

    RispondiElimina
  2. tenero Daniele.

    Vieni qua, che ti abbraccio io, oh. :*

    RispondiElimina
  3. ...dolce, bizzarro, ironico e malinconico...

    Ti abbraccio, Tenera :***

    RispondiElimina
  4. in effetti ci dev'essere in corso un passaggio astrale alla Piero Angela che ci rende un tantino complicate (penso a me e alla "promessa" ...)ma tant'è peggio sarebbe un passaggio astrale alla Bruno Vespa ...

    cinica? ma no dai, che tanto si sa che ci si riprende l'incredulità per u po' e poi la si smolla per un nuovo incantamento e poi da capo...

    (meglio stoica..) :)))

    RispondiElimina
  5. Premessa a risposta commenti: ahahahahhahahahahahahhahaahh. Ed io che pensavo di aver fatto un discorso lineare. :))))

    RispondiElimina
  6. Lisa, un CINISMO bello tosto si può definire ingenuo? Non so...:)))

    Vania, no tenera io, CINICA...Non ci credi, ve' ? :)))

    Letì, mi hai fatto morire dal ridere. Ed hai capito bene, ma tutto tutto, quello che volevo dire.

    Dicichè al grido: "Bruno Vespa mai! Meglio morì..." :)))

    RispondiElimina
  7. più che "Tu non mi incanti più" potrebbe essere "Io non mi faccio incantare più da te" o ancora "Io non riesco più a farmi incantare da te"...potrei continuare un po' ma per me, Renatì, tu sei l'incanto

    notte not

    RispondiElimina
  8. La sospensione dell'incredulità la mettiamo in atto spesso, anche nella vita, faziosamente, strumentalmente, necessariamente, perchè ci piace o "serve" credere che quanto sta accadendo sia vero oppure no...

    RispondiElimina
  9. Osmin stamattina, ma forse non solo stamattina, in questi giorni sente il proprio encefalogramma un po' lento, quasi addormentato. Forse è il reale che si espande. Ma quando dico il reale dico e involontariamente penso sempre al reale nella sua versione più prosaica. Poi c'è il reale poetico che è più reale del reale perchè cambia le cose e non semplicemnte "sta" "è", quel reale quando lo conosco lo amo per sempre, con la mia discontrinuità ovvio. Tranne quando viene tradito. E resta sempre con me presenteassente assentepresente come tutte le cose più meravigliose che averle del tutto non si può mai.

    Osmin

    RispondiElimina
  10. ... buongiorno diciche :)

    RispondiElimina
  11. la penso un po' come multiversum e ondalungablu e un po' come la penso io...che e' un tema che mi sta a cuore



    cioe': 1) si' e' vero e' tutto un loop, un ciclo che si ripete... 2) crediamo a quel che vogliamo credere, vediamo quel che vogliamo vedere, ma 3) dove sta in tutto questo il vero e la finzione? dov'e' il confine?

    tu non mi incanti piu' e' esattamente questo: tu non sei piu' quel che io pensavo tu fossi o che pensavo che tu volessi essere per me, e potrebbe essere anche l'inizio di:



    io sono. e tu chi sei?



    oppure no. solo un punto fermo e un ciao e grazie, e non ti far piu' vedere per carita'.



    ci si incarta, ci si maschera, si finge per necessita', per amore, per disperazione, per paura, oppure si pensa di volere la verita', ma quale verita'?, tutto e' vero in un certo senso, anche le maschere a loro modo.



    ma infine, non e' quello il rischio piu' grosso? di vedere l'altro per quello che e'? un altro che non incanta affatto, ma e' invece fragile, e incerto, e mascherato per chissa' quale motivo?



    e allora, a quel punto, sta solo a te decidere se vuoi chiedere: e tu chi sei esattamente che ho perso il filo?

    e a volte questa domanda non e' il caso di farla ma a volte invece si' credo.



    o forse dico stoltezze...

    (e buongiorno)



    RispondiElimina
  12. ciao, riflessioni sbilenche, posso dirti che sei simpatica?

    buona giornata

    RispondiElimina
  13. E buongiorno.

    A Sud, pioggia e nebbia. Nella testa, solo pioggia. :*

    RispondiElimina
  14. Buongiorno, mia piccola Orax :*

    Sì, Osmin, averle del tutto non si può mai. :*

    Ludo, sei lucidissima, altro che stolta...:*

    Prisma, certo che puoi dirlo, così gongolo un po'. Bonne journée. :*

    RispondiElimina
  15. Ondaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, ti avevo saltatoooooooooooooooooo.

    E, comunque, è proprio come dici. :*

    RispondiElimina
  16. No, non ci credo, no.

    Tu, no. ;*****

    RispondiElimina
  17. Vania, ogni tanto sì. :***

    RispondiElimina
  18. ...ed eccomi qui con te in questo capanno

    nel bosco senza nessuno e deserto

    come nella canzone

    i viottoli e i sentieri

    già quasi li cancella l'erba...

    RispondiElimina
  19. Onda, visto che siamo qui, ce lo mangiamo un bel panino? Oppure, un piatto leggero, tipo: Gnocchi alla sorrentina. Dai, dì di sì...:***

    RispondiElimina
  20. ahaha, si! questa è poesia! ,***

    RispondiElimina
  21. ahaha!, si! questa è poesia! ;)***

    RispondiElimina
  22. Tu sei troppo lucida, non omologabile. Questo, forse, è il tuo guaio.

    RispondiElimina
  23. Onda, vera poesia, sì, soprattutto per chi sta a dieta (sigh). :***

    RispondiElimina
  24. Esagerato, touchée. :*

    RispondiElimina
  25. Lo stupore è un pò come l'ingenuità. Nella parola finzione c'è mezza parola fine. Saper incantare il cinismo è un'arte per pochi e raramente si gira. NIKKA

    RispondiElimina
  26. Chissà, Nikka, anche il cinismo, dovuto alle contingenze, magari, prima o poi passa...:***

    RispondiElimina
  27. Dicichè, ammetto che l'atteggiamento è da perdenti, ma io curo il cinismo con la speranza.

    RispondiElimina
  28. Mondiperversi, non è affatto da perdenti, è da Grandi. :*

    RispondiElimina
  29. renèe non ci credo tu non riusceresti mai ad essere cinica

    gabriele

    RispondiElimina
  30. Gabriè, c'hai ragione. :*

    RispondiElimina