lunedì 18 febbraio 2008

"Il mestiere di vivere" scrivendo



foto René Groebli


Ma sapete che c’è?


Io sto bene solo quando scrivo.


Nella scrittura sola sento il profumo del possibile.


Chiamatela masturbazione semplice o amore con fantasmi in carne ed ossa.


E non lo so perché,


non mi  interessa scandagliare più di tanto.


Succede.


Come succede, sempre, di respirare.


Come se ci fosse una veranda, seduta sulla quale guardo gli andirivieni del mondo.


Visioni screziate,  “sporche”, da specchio smerigliato.


Ferma, bloccata, immobile.


Se arrivano parole,


io oltrepasso.


E abito.


Io vivo solo quando scrivo.


Per un po’.


Prima di mangiare, prima di desiderare,


prima di annuire o di ostentare rifiuti.


Dopo aver recitato qualunque forma di presenza attiva.


E la notte, prima di “morire”, c’è sempre una mano pietosa e vigile che, le ultime parole, le accoglie.


 Anche per me.


 



P.S. Per tutto il resto? Je suis un être friable, comme les biscuits


 



Lucio Dalla, Le rondini

56 commenti:

  1. e a me fa stare tanto bene leggerti. un abbraccio Renatì

    RispondiElimina
  2. Orax, tesoro, pure a te. :)

    RispondiElimina
  3. e come i biscotti ti lasci assaporare :)

    RispondiElimina
  4. Buona notte, per te, Renata.



    :)

    RispondiElimina
  5. L'immagine di te oltre la veranda con specchio smerigliato la vedo nitida stasera. Quasi ti tocco. Notte. NIKKA

    RispondiElimina
  6. Ma sapete che c'è? Io sto bene solamente quando leggo, quando ti e vi leggo... Scrivi Renée, scrivi, ché per gli occhi miei è proprio luce, luce e colori.

    Marinella

    RispondiElimina
  7. "E abito" , dici e noi abitiamo la tua scrittura - dico io - che diventa spazio di coesistenza. Altro che masturbazione o amore di fantasmi...

    buona notte biscuit ! :)))

    RispondiElimina
  8. devi cucire ogni volta il vestito del mondo

    RispondiElimina
  9. Buongiorno a tutti.

    Sapete che c'è? Oggi non ce l'ho fatta ad andare a scuola: mal di gola, mal di testa, male alle ossa. E forte stanchezza cerebrale. Sensi di colpa, ora, striscianti assai.

    :)

    RispondiElimina
  10. Miss, mangiatemi tutta tutta, capì? :)

    Buongiorno, per te, Sebastiano. :)

    Nikka,, so, so per certo che, anche nelle distanze, io e te ci capiamo. :)

    RispondiElimina
  11. Marinella, ma da quale mondo buono provieni tu? :)

    Grazie, leti, forse puoi immaginare quanto questo spazio di coesistenza sia importante e necessario, per me. :)

    Onda, mi hai regalato un'immagine bellissima. :)

    RispondiElimina
  12. E' la più bella contraddizione dell'essere umano, fra le tante che lo contraddistinguono. Noi, monadi isolate che stiamo bene solo se comunichiamo, ognuno nel modo che è più congeniale. Un sorriso, allora, a chi raccoglierà queste parole, questa comunicazione.

    Buona giornata

    RispondiElimina
  13. non mi occorre immaginare, cara amica, mi basta leggermi dentro e ascoltare la stessa importanza e necessità per me..:))

    (concordo con perturbamento, del resto sono una "perturbata" assai ..)

    buona giornata:)

    RispondiElimina
  14. L'Ossimoro è una figura bellissima, vero Perturbamè? Un bacio, a te. :)

    Leti, si percepisce assai il valore che,per te, hanno le scritture. In quanto a Perturbamento, credo che siamo in tanti a volerci appropriare, legittimamente, del suo Nick. :)

    RispondiElimina
  15. Quando diverrò venale, lo metterò all'asta e si aggiudicherà il mio nick il miglior offerente :)

    RispondiElimina
  16. Ecco, Perturbamè, mo non facciamo anche dell'essere costituzionalmente inquieti una questione di soldi...:)))

    RispondiElimina
  17. Ciao Renatì, la tua scrittura ci fa crescere e amare la vita...

    Sono a Cosenza, a casa di mia suocera da un bel pò di tempo...così non ho potuto venire da te....ma appena ritorno ti verrò a trovare...ho comprato un libro di Bachelard ...il suo linguaggio è difficile ma bello...lo capisco solo attraverso l'intuito....l'iniziativa alla Casa delle culture è stata bella...ma sono in angoscia perchè mia cugina dice che non dovrei addentrarmi nel mondo magico .....

    RispondiElimina
  18. Sto bene quando riesco a scrivere e se non riesco a scrivere scrivo di quello che non riesco a... Talvolta le cose restano in sposeso.



    Come una sposa che non si sposa.

    Come un velo che non si svela.

    Come una vela senza vento.

    Come vantarsi senza avere talento.



    Perdonalo Boris, non ha ancora preso le medicine...



    RispondiElimina
  19. Misspotter, torna presto, mai stare tanto a casa delle suocere. 2) Contenta per te, per l'iniziativa. 3)Quale cugina? :)

    Mi piace assai Boris, anche senza le medicine. :)

    RispondiElimina
  20. Non farmi i complimenti, Renà. Potrei approfittarne e dirne di meglio, o di peggio. :-)





    RispondiElimina
  21. Boris, qua, per te, zona franca è. :)))

    RispondiElimina
  22. Anche da me, Franca, cioè Renata, scusa volevo dire Diciché :-)))





    RispondiElimina
  23. Wè, boris, bella la cosa ultima che hai scritto. :)

    RispondiElimina
  24. Mi piace l'ultima frase, anche perchè la leggerezza va d'accordo con la scrittura.

    Ciao Michele

    RispondiElimina
  25. Boris, :)

    Misspotter, chissà perchè l'avevo immaginato...:)

    Michele, la scrittura "leggera", quella più difficile da raggiungere, quella che io preferisco. :)

    RispondiElimina
  26. Il post scriptum è delizioso, ma tu non mi sembri affatto una persona fragile.

    RispondiElimina
  27. Senza menarsela tanto, lo si è anche, Esagerato, lo si è. :)

    RispondiElimina
  28. tesoro, ti capisco, ti capisco al 100% anche per me è così



    Ti abbraccio

    RispondiElimina
  29. credo bene che stai bene quando scrivi.

    sei una bella penna.fantasiosa, colta, elegante, ironica quanto basta.

    ogni appuntamanto con te ha inserbo qualcosa di speciale.

    una idea, uno svolazzo, un ricordo speciale.

    sì: è bello leggerti

    RispondiElimina
  30. Ciao Sho :***

    AMALTEO, dimmi dove lo trovo io un altro Galantuomo che riesce a dirmi le cose come me le dici tu. Mi rammarico di non aver lasciato, ultimamente, da te, molti segni del mio passaggio: tu lo sai, di fronte ai discorsi "politici", mi incarto. E preferisco non dire nulla, piuttosto che lanciare lì qualche banalità. :)))

    RispondiElimina
  31. hai ragione mia cara renèe. è che sono davvero molto "preso" da questa campagna elettorale.

    mi rendo conto di essere un po' monocorde. e sapevo amche che tu non intervenivi per questo.

    ma forse nei prossimi giorni esco da questo mio blocco.

    e in ogni caso ti voglio bene anche se non vieni da me. tanto io qui mi sento a casa

    ciao

    RispondiElimina
  32. Renata a me la tua scrittura piace perche' e' vorace, perche' osa, perche' mischia le carte, perche' gioca, perche' e' leggera e vitale, perche' mi ci riconosco e a volte no, perche' mi tenta a vivere le cose in modo diverso, perche' ha una geometria estetica che mi e' congeniale, perche' stringe e allarga come una musica, perche' e' una scrittura sana e radicata, perche' combatte le paure inutili, perche' ride come piace ridere a me.

    RispondiElimina
  33. Ti dispiace se mi siedo accanto a te, su quella veranda... ed ascoltare ... le rondini, sentire il profumo del possibile e guardare gli andirivieni del mondo... :)***

    Un bacio, adorabile Renata

    RispondiElimina
  34. Buongiorno a tutti.

    è ritornata l'influenza. Ha detto che con me si trova bene.

    :)

    RispondiElimina
  35. Amalteo, sembra ridicolo dirlo qua sopra, sembra che qualcosa si svilisca, ma anch'io ti voglio bene e tanto :)

    On, se le cose che scrivo ti piacciono per questi motivi, l'ultima cosa scritta non la posterò. :)

    Siediti, babel. :

    RispondiElimina
  36. Osmin oggi resiste, sia alla tentazione di dire quanto siano forti e dolci queste tue parole, sia a quella di dire cosa è diventata per la sua vita ... la sua fragile scrittura. Resiste e respira l'emozione, il pensiero, la luce che gli viene da questo scritto. Resiste e respira.

    RispondiElimina
  37. p.s. come può notare cara Dicichè Osmin è patologico e anche nel dire: "faccio un passo indietro" inconsapevolmente antepone la sua prima (terza) persona. Devi prendertelo così com'è.

    RispondiElimina
  38. Tu non sei una donna,

    sei uno strumento musicale,

    un gereroso pianoforte o un aristocratico violino.

    Però, a volte, le tue parole vibrano

    come il suono di un'armonica.

    RispondiElimina
  39. diciche, tesoro, lo sai che ti voglio bene?

    RispondiElimina
  40. Salutemela l'influenza, ...visto che ti è cara; però guarisci, Renatina ;)

    Marinella

    RispondiElimina
  41. per me scrivere è una medicina

    RispondiElimina
  42. “Anju,…sorella del mio cuore”, entrambe, qui “dalla parte sbagliata del cielo”… ma, poi penso che dalla parte giusta, non avremmo mai goduto di quei “minuscoli pori luminosi nella pelle del cielo”…

    :)* vania

    RispondiElimina
  43. mezza influenzata pure io

    tu come stai? abbraccio virulento ;)))

    RispondiElimina
  44. Sono qui per defenestrare l'influenza da casa tua e disinfettare un pò :-" NIKKA

    RispondiElimina
  45. tesorino, stai bene? io 'sto stanca!

    sogni d'oro! :-)

    RispondiElimina
  46. Diciche saluta tutti, è in un momento delicatissimo dal punto di vista fisico. Spera di uscirne presto e intanto, vi abbraccia. :)



    "vania, sua sorella"

    RispondiElimina
  47. Due anni fa un mio alunno di quarta liceo si è avvicinato felice alla cattedra e mi ha sussurrato ad un orecchio: Professore, mi sono messo a scrivere. Semplicemente. Non dise ltro. E poi non mi ha fatto sapere niente della sua scrittura. Evidentemente, scrive per sé.

    Io credo, cara dicichè, a questa forma di scrittura in pubblico che tu associ felicemente alla masturbazione mentale.

    Nel 1969 i ragazzi del Movimento studentesco dell'Università di Roma contestarono le lezioni frontali con il seguente argomento. s trattava soltanto di masturbazioni in pubblico. Lo scrissero anche sui muri dell'Università.

    Nei decenni successivi salendo sulla cattedra sono stato sempre attento a non masturbarmi troppo. Che errore!

    Oggi non faccio altro che improvvisare. Mi spendo in acrobazie linguistiche ardite. Mi perdo in sublimi astrazioni. Parlo dell'anima. Dello spirito. Della carne. Discuto di tutto. Anche del punto G.

    Riempio la lavagna più volte nel corso di una lezione con parole greche tedesche francesi latine e perfino italiane. La classe in silenzio mi ascolta smarrita. Quando suona la campana, in preda all'orgasmo, raccolgo le mie carte e me ne vado.

    Nelle notti insonni, quando nessuno mi vede, non potendo gridare, come sono solito fare quando mi ritrovo da solo sulle solitudini della montagna, scrivo. Non la Divina Commedia né La terra desolata. Ma quello che scrivo - e che nessuno leggerà mai - mi piace terribilmente.

    Raccomando ai miei alunni dal primo liceo di fare altrettanto. E' importante ascoltarsi vivere. E godere di sé. A crepapelle. Fino all'esaurimento di sé.

    RispondiElimina
  48. Ascoltando Nina Simone.

    RispondiElimina
  49. Torna presto.



    Sebastiano.

    RispondiElimina
  50. che passi presto questo momento delicato

    un bacio

    leti :))

    RispondiElimina
  51. Eccomi qua.

    Voi ci credete sì se vi dico che, anche corali, i baci che vi mando adesso sono veraci?

    Con un non so che di sensuale, e con un carico notevole di bacilli?

    :)))

    RispondiElimina
  52. kensington, quello che dici è bellissimo



    diciche

    ti credo :)

    RispondiElimina
  53. Shoruel, confermo. Le parole di Kensington sono bellissime. Da esse spira sempre un "non so che" di autentico.

    :)

    RispondiElimina