No, no, no.

i miei attrezzi da lavoro
Lo so, è sabato, c’è il sole, dopo una settimana di lavoro uno vuole avere la testa libera,
è giusto, mangiare, andare al mare, fare l’amore e rigenerarsi,
ubriacarsi di leggerezza, vivre. Ma se vi trovate a passare da queste parti, per favore,
non saltate questo post.
C’è un altro piccolo spaccato di questo paese, che non voglio rimanga un mio solo problema personale, perché non lo è.
Voglio che la mia voce si amplifichi,
anche se non ci sarà un ritorno.
Ora vi racconto una storia:
nei campi di concentramento, non so se ricordate o se sapete,
non ci spedivano solo gli ebrei, i Rom, gli omosessuali. No.
Ci sono finiti anche molti ariani, razza purissima, per carità,
quelli però, che ivi venivano condotti, avevano un unico difetto: soffrire di malattie inguaribili,
degenerative e quant’altro. Quel geniaccio di Goebbels, per giustificare tutto ciò,
realizzò un filmato in cui una giovane, bellissima donna malata di sclerosi multipla (toh, la mia stessa malattia! ) recitava a memoria, di malo modo, una sorta di mantra
per la preservazione della razza da possibili impurità genetiche,
dichiarando di accettare la sua necessaria fine e invogliando tutti gli altri
a fare altrettanto. Ovvio, per il bene della Patria!
Adhunc, se fossi vissuta in Germania, a quei tempi, in una camera a gas ci sarei finita anch’io.
Subito, subito.
Ma andiamo avanti.
Ora, altri tempi, ma, attenzione, non è proprio così e la situazione politica attuale, l’enfasi del “pensiero” di destra lo dimostrano ampiamente.
Ora, volontariamente, non si uccide nessuno, no, dio mio, non diciamo cavolate, siamo figli del liberismo e della democrazia, oh…
Le tecniche si affinano, ragazzi, si affinano.
Apparentemente non si uccide più nessuno, ma, specie sui luoghi di lavoro,
spesso, attraverso modalità di restrizioni ripetute di spazi vitali, si cerca di spingere
al suicidio i “portatori di problemi”. Certo, non il suicidio reale, quello simbolico-metaforico.
E siccome io sono tornata dal lavoro con il pensiero di non andarci più, forse è meglio che la trasformi subito questa cosa, ora, qui.
Le ragazze che mi portano sulla sedia a rotelle, dalla classe alla macchina (due, in genere), vivono ormai con naturalezza questa cosa: si ride, nel frattempo, si giochicchia, cose così.
Trovo che sia bellissimo tutto ciò,
E vabbè.
Oggi,
dello Stato,
colei ha sempre in bocca la parola “integrazione”,
ritenendo che “questo assurdo schifo” dovesse finire,
ha dato disposizioni perché le mie alunne non mi accompagnassero più.
Questioni altisonanti di ordine scolastico.
Questioni vitali, come potete ampiamente immaginare.
E non è l’unico né il solo intervento che
Sperando cosa? Che a 43 anni me ne vado in pensione?
La logica, di per sé, è talmente semplicistica da risultare aberrante:
il Diritto riguarda soltanto gli esseri perfetti o pseudo tali: gente che cammina veloce, che risponde agli ordini veloce, che ha l’intelligenza di rispettare le infinite postille della burocrazia.
Il Diritto e l’Efficienza non permettono che una mente non proprio malaccio,
inserita in un corpo problematico,
distribuisca un po’ di bellezza e la sana abitudine alla ricerca di modalità creative,
perché non ci siano così tanti abissi tra l’uso delle parole e le loro cose.
Ecco.
Diciche non ha mica scoperto l’acqua calda.
Ma prima, prima ancora di pensare a possibili strategie di sopravvivenza,
per non lasciarmi sopraffare da sterili impotenze,
volevo gridare “No”,
con tutta la voce che ho in gola.
Dicendo a chi vive situazioni simili alle mie
di non morire nell’ombra.
E voi, voi che siete sani, guardatevi intorno e se notate
qualche insolito posto mancante, lì dove lavorate,
chiedetevi se qualcuno, esasperato da continue pressioni,
non abbia scelto “volontariamente” di ritirarsi a vita privata.
E sentitevi degni di abitare questa degna Repubblica,
in cui regnano l’ordine, la disciplina, l’onore.

NON GETTARE LA SPUGNA, cara Renee Diciche, gridalo quel no, non morire nell'ombra. se fossi lì lo griderei io per te e con te a quella destrissima, stronzissima e oscura figura di una dirigente.
RispondiElimina.. da una che abita in una indegna repubblica.
p.s.: lo so che è duro e non dignitoso per sè doversi continuamente battere per garantire i propri diritti.
Renata, il tuo no lo dico anche io insieme a te.
RispondiEliminaMi sento impotente dinanzi a ciò che racconti, a quanto ti accade, alla lucidità che hai nel narrare tutto ciò...
Tu - che per davvero possiedi le parole come attrezzi del mestiere - dimmi, dicci, in che modo noi (io ed il resto di questa tua preziosa famiglia) possiamo sostenere il tuo sfogo, dare voce ad un'ingiustizia subita.
Te lo chiedo per l'amicizia che va tessendosi qui da te giorno dopo giorno. Te lo chiedo perché non abbia a vergognarmi oltremisura del Paese nel quale abito. Te lo chiedo per i tuoi ragazzi, che nell'incontro quotidiano con te imparano a riconoscere la bellezza.
Marinella
mi è rimasta nella penna una cosa importante:
RispondiEliminaun abbraccio, cara renée.
poi volevo dirti che mi hai fatto ricordare un periodo incasinato della mia vita. gli anni della scuola superiore. io ero balbuziente moltissimo più di adesso e avevo una prof. di tedesco, tetesca di cermania, stronzissima. pensa che non ci vedeva bene ma non lo ammetteva e non metteva gli occhiali. sarebbe stato un disonore per lei, la sua razza purissima non ammetteva difetti. e lei si schifava della mia balbuzie. 'sta stronza interrogava 5 studenti alla volta, in piedi, appoggiati al muro. solo chi rispondeva per primo aveva la sufficienza. io, balbettando, non sono mai riuscita a rispondere per prima così ogni volta me ne tornavo al posto con "zero meno" unito a "giù dal monte.. ti sbatterei giù dal monte.. ".. e più io o qualcuno per me osava contestare, la pagavo il doppio. ma era considerata una scuola buonissima, serissima e preparatissima. .. e io ogni volta a cercare di salvarmi con lo scritto.
pensa che ancora almeno una volta all'anno la sogno.. ogni volta sono sulla metropolitana, si apre la porta ed entra lei. e io cosa faccio? cerco di nascondermi riempiendola di insulti tra me e me e scendo appena mi è possibile. ma ogni volta mi dico, sempre tra me e me, non scendere monica, non scendere, affrontala, 'sta stronza...
ancora ciao
e che tu possa trascorrere un buon pomeriggio
questo che leggo è assurdo, ma so che è vero, tra l'altro sono arrivato alla conclusione che per essere presidi, direttori, dirigenti ecc... si debbano avare precise caratteristiche che con il senso dell'umano hanno ben poco a che spartire. Mi chiedo quali siano le motivazioni che impediscano alle ragazze di accompagnarti...cmq guarda, la diffidenza del "potere" riguarda anche chi non ha atteggiamento di sottomissione e dia l'impressione di avere un suo modo di pensare...perchè loro lo sanno che conosci i loro limiti, che sarai critico, e pertanto preferiscono non averti tra i piedi
RispondiEliminaNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
RispondiEliminaSENZ'ALTRO E SENZA ALTRO
bacio, leti
Cazzo, Renata, cazzo, mi è salita una rabbia terribile da questa storia.
RispondiEliminaBuonasera a tutti.
RispondiEliminaIl mio personalissimo mantra pomeridiano, oggi, è: contieni la rabbia, contienila, curati la nuova otite bilaterale, ignorando la quale, sei andata a lavorare, placa tua sorella avvocato, che vorrebbe stendere denunce su denunce, e, come hai fatto tante altre volte, cerca una personalissima via d'uscita alle difficoltà. Che lasci un piccolo segno non distruttivo.
Per te, per gli altri.
:)
Monica, non ho nessuna intenzione di mollare, te lo giuro! Devo solo riacquistare un po' di lucidità per effettuare qualche azione incisiva. Magari, me ne starò a casa, un paio di giorni, per staccare con l'ambientaccio. Ma poi ritorno. E allora sarà inevitabile affrontare. Come dici tu. Grazie della presenza e di aver ricordato, con la tua storia, quanto possono essere brutti i personaggi che incontriamo sulla nostra strada. E che finiscono nei nostri sogni. Come incubo. Però.
RispondiEliminaMarinella, carissima, ti giuro che non lo so... Risulto ridondante e retorica se ti chiedo di migliorare, per quello che ti è possibile, l'ambiente in cui vivi, in cui lavori, non lasciandoti trascinare dal "divide et impera", astuzia dei "potenti"?
RispondiEliminaE se c'è qualcuno, intorno a te, che cammina sul filo e che ha bisogno di un sostegno qualunque, tu, senza lasciarti divorare dalle sue difficoltà, daglielo.
Grazie, Marinè.
Onda, hai colto, preferiscono non avermi tra i piedi. E continueranno, con i loro alibi, a crearmi situazioni disagevoli. Per questo urge, urgentemente urge, che io mi inventi qualcosa.
RispondiEliminaCosa?
Ancora non lo so.
grazie
Letì, il tuo No è stato talmente potente che ha scavalcato la pagina. Grazie, professoressa, di aver urlato insieme a me. :)
RispondiEliminaEsagerato, non fare come mio padre, che, stamattina, vedendo la cosa, sembrara un toro incazzato...:)
Sì, è l'humus fertile di cui prendersi cura ogni giorno, perchè TUTTI possano esprimersi al meglio.
RispondiEliminaQuanto al resto, qui e altrove (per quel che può servire), io per te ci sono. Niente, solo questo.
...Ti servisse solamente qualcuno per gridare anche più forte... ché la voce ce l'ho buona... ;)
Un bacio sugli occhi.
Marinella :)
Certo che non lo ho saltato questo post. Anzi vorrei che questa cosa, così ingombrante che mi è salita addosso leggendo, non esca mai più da me, non mi si stacchi di dosso. Ieri qui vogliono iniziare con le ronde, le ronde dell'orrore, nuovo abisso di questa vita ...
RispondiEliminaabbraccio renata
Marinella, parole chiave le tue : "che TUTTI possano esprimersi al meglio". Ti abbraccio.
RispondiEliminaBuongiorno, Osmin. Lei, con il suo lavoro, potrebbe, come ha già fatto, recuperare il verso bello del Diritto.
non so se servono queste parole ma io te le scrivo lo stesso, a nome degli sconosciuti e degli ultimi.
RispondiEliminagugl
Tutto serve, Gugl, tutto, specie se proviene dal calore degli "ultimi".
RispondiEliminagrazie.
:)
Ti racconto un aneddoto.
RispondiEliminaC'èra un genitore sulla sedia a rotelle che non poteva andare a parlare con gli insegnanti, perchè la sala ricevimento era al secondo piano e qualche volta mal accettavano di andare giù per ricevere lui (!), come se fare una rampa di scale li facesse abbassare dal loro status d'insegnanti, ergo umiliarli.
Ormai il primo figlio è andato, ora fa le superiori, ma per la piccola, ha tre anni per recuperare visto che hanno adottato la scuola con un ascensore e gli scivoli adatti, così da rendere lui e tutti quelli che verranno, autosufficienti.
Per quella preside non riesco nemmeno a sentire rabbia...solo tanta pena.
Per te, un ulteriore moto d'affetto, sapendo che ne uscirai, eccome ne uscirai!
Non in piedi forse...ma a testa alta!
T'abbraccio
Quero, anch'io ti abbraccio.
RispondiEliminaIo magari ne uscirò, in un modo o nell'altro, cercando alternative valide ai rifiuti. Perchè è davvero assurdo arrancare per vivere e, in più, sentirsi un cesso.
Però, credimi, questa cosa non mi basta più. Devo trovare la voce anche per gli altri, chè la fragilità e il desiderio di chiusura, in situazioni analoghe alle mie, sono sempre dietro la porta.
Capita a tutti, e capita anche a me, a volte, di sentirmi vigliacca.
Ma questa voce, non so ancora come, dovrà uscire fuori.
Vedrai che le faremo un "mazzo" così... (posso permettermi di dirlo vero?) Ora più che mai è indispensabile che le parole "agiscano"...
RispondiEliminaTi abbraccio. forte
Non credo tu ne soffra e neppure ti abbia assalito la rabbia. Sei persona ormai troppo distante dalla stupidità e l'ignoranza di certi sistemi e certa gente. Urli per gli altri per chi è come te ma più debole di te. Ecco lucidità hai detto la parola giusta, troverai il sistema che sarà pure una grande lezione di vita di intelligenza coraggio "eleganza" e giustizia. Ti appoggio se necessario ;) NIKKA
RispondiEliminaBabel, tu lo sai cosa voglio io: fare il mio lavoro in santa pace. tutto qua. :)
RispondiEliminaPurtroppo, Nikka, ti devo contraddire: ne soffro, provo rabbia, le pressioni le sento tutte. Diciche sta perdendo la spina dorsale. :)
se basta un no allora comincio a costruirne uno in legno per piazzarlo nello sterno della zoccola...poi vedi tu Renata, quando ti sembra chiama e io accorro
RispondiEliminaAppunto! :)
RispondiEliminaOrax, gesù, che immagine . Peccerè, merci :)))
RispondiEliminaBabel, stai facendo molto per me, compreso il fatto di entrare tra leggi, commi e capodicavolo al posto mio. :)))
Io non ho fatto proprio nulla, e poi diciche, sapessi quanto hai fatto tu per me... ;)
RispondiEliminababel sloggata
Dici che devi ritrovare la lucidità.
RispondiEliminaRileggiti, Renata, sei di una lucidità che fa paura.
"trovare una personalissima via di uscita"
RispondiEliminamolto lucidamente e non frettolosamente.
buona serata.
aura
E poi danno lezioni a destra e a manca sulla sacralità della vita, sulle meraviglie della vita sempre e comunque e bla bla bla.
RispondiEliminaPurché non diventi un problema per loro.
Solo una parola: vergogna.
Forse ti sembra perchè tenere sempre alta la guardia è estenuante. Sei molto stanca. Ma nelle tue parole non c'è segno di resa. Non mollare renée. NIKKA
RispondiEliminaSai il lavoro che svolgo (svolgevo). Dopo 30 anni l'ho lasciato. L'ultimo incarico era di maggior responsabilità, lo avevo voluto, lo avevo cercato, avevo lottato ...
RispondiEliminaE voi, voi che siete sani, guardatevi intorno e se notate qualche insolito posto mancante, lì dove lavorate, chiedetevi se qualcuno, esasperato da continue pressioni, non abbia scelto “volontariamente” di ritirarsi a vita privata.
Si, ho fatto così...
Per il resto si vedrà. Buonanotte.
RispondiEliminaTu si che sei 'na cosa grande!
Bacioni!
Dì ma se loro (le alunne) continuano a fare ciò, che fanno le radiano da tutte le scuole del Regno?!?!?!?!
Eu
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaE dunque sono a casa, perchè ho le orecchie otturate dall'otite e i suoni del mondo arrivano in un gran frastuono.
E dunque sono a casa anche per riposare un po' la testa e mangiare ciliegie. :)
Al di là di ogni fottutissima sociologia dei blog ( teorizzazioni e comprensioni solo cerebrali, al momento, non mi interessano), voglio a voi ribadire che siete importanti.
Io, poi, ho una fortuna ulteriore: qua dentro entrano persone intelligenti, abitanti l'"altra Italia", che pure c'è, che pure esiste.
Merci.
Babel :***
RispondiEliminaeSAGERATO, allora meno male che non sono del tutto rimbambita. :)
Buongiorno Aura, sei quindi riuscita a rientrare nel mio blog. :)
Pyper, l'hai detto tu, l'ho detto io, lo diciamo in tanti. E, anche se sembra inutile, dovremo continuare a ripeterlo puntualmente.
Nikka, non si molla, no, si continuerà a vedere dove e come cercare un proprio spazio. Lavorare è sacrosanto per tutti. Anche per me. Anni fa, mi sono fatta un culo enorme per vincere il concorso, l'ultimo che è stato fatto. Mesi e mesi di studio matto e disperatissimo. Stavo meglio, e non avevo ancora nessuna legge che mi favorisse e mi proteggesse. Ho fatto tutto da sola e l'ho vinto. Ho ribaltatato molti eventi sfavorevoli, molti. Quest'anno, per le situazioni fisiche un po' più disagiate, ho dovuto "accettare" l'ausilio che tanto temevo. Ma ho sempre detto che a lavorare ci sarei andata anche su una barella. :)
RispondiEliminaArsenico, dunque hai lasciato il lavoro...
Eutrone, a loro non le cacciano, no, che sono l'utenza e ne hanno bisogno. Casomai, provano a radiare me...:)
Giorno rena', siamo sempre qui dunque ... con qualche tarlo in più sulle cose da fare.
RispondiEliminaGiorno, Osmin, e, ormai, avremmo dovuto raggiungere una pacata familiarità con i tarli...:)
RispondiEliminatu sai Renatì che di malesseri così ne conosco un bel po'
RispondiEliminaed è una cosa che mi ha sempre amareggiata, sì, perchè non è solo la malattia (o un handicap) con cui devi fare i conti ma quella quotidianità a cui ti inchiodano costantemente, facendoti sentire menomata, quando basterebbe poco, davvero poco
a savona c'è voluta la visita del papa, ad esempio, per adeguare i marciapiedi
ovviamente quelli intorno alla piazza dove sua santità ha celebrato messa, per gli altri aspettiamo..
un bacione stella, non ti arrendere
nulla è peggio quando una procedura burocratica si mette in connessione con una persona moralmente insensibile e di poca cultura.
RispondiEliminaquello che mi impressiona è che tu e le due ragazze avevate trovato una soluzione pratica, semplice, spontanea.
uno soluzione di buon senso e di buona relazione.
spero ci siano nella tua regione gruppi ed associazioni capaci di denunciare e reagire.
qui ci sono anche leggi violate. oltre che la tua forte e potente reazione.
mi sembra un compito onerosissimo il tuo. quello di continuamente trovare nuova forza in un anbiente così ostile.
un caro saluto, mia cara renèe
Entro nel tuo blog con estrema difficoltà.
RispondiEliminaBuona serata con un sorriso per te.
Aura
visto che in questo blog si parla anche di libri e visto il nom de plume che ho qui sopra, invito a leggere "Aura" di Carlos Fuentes, la storia di una donna e del suo doppio (o triplo).
RispondiEliminaun caro saluto
gugl
vista la pssione per i libri e visto il nom de plume qui sopra, invito tutti a leggere "Aura" di Carlo Fuentes, storia di una donna e del suo doppio (o triplo).
RispondiEliminaun caro saluto
gugl
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaCaldo umido a Sud.
Mi viene in mente una filastrocca calabra: " Ad aprile un cangiare vestire,
a maggiu fa' cumu te pare,
a giugnu jette 'i filari".
Semplice da tradurre, no?
:)
Miss, aggiungi altri elementi. Ma la cosa contro la quale ci si trova più a lottare è un sentimento interno di immobilità, di cose che sembrano funzionare secondo le medesime logiche, senza una testa. Il Santo Padre gode di ottima salute e gli auguriamo, nonostante non goda delle mie simpatie, lunga vita. Il precedente, almeno, mettendo in evidenza la propria sofferenza, ha dato grande lezione di come la vita, in tutte le sue forme, non vada mai rimossa. :*
RispondiEliminaAmalteo, l'hai detto: il buon senso non è amico della burocrazia. E' tanto che non vengo tra i tuoi scritti. Dopo, passo. :)
Buongiorno, Aura. Visto che il tuo nome "segna" un libro? :)
RispondiEliminaGugl, grazie. Non conoscevo il romanzo in questione. Ho letto la trama su Google e mi sembra alquanto intrigante. Anzi, in tuo onore, lo aggiungo nella libreria a sinistra. Così ricorderò di comprarlo. :)
Una società accettabile si guarda dalle condizioni dei bambini e degli adulti e mi ferno qui.......
RispondiEliminaIl buonismo che è la molla "infetta" di questa società non riesce più a dare misura, valore alle cose e alle persone. I vari Goebbels e direttrici e funzionari in varie vesti sono dei replicanti senza anima e senza mente.
Ciao Michele.
ci vuole “solo” una bella insubordinazione
RispondiEliminaogni tanto
a dimostrare
che non tutto è consentito
senza catene e urla
un semplice non rispettare certi "ordini"
il giardino pareva bello e fiorito
ma le radici
quelle non le vedeva nessuno
una sassata
grazie Renata: è un libro pieno di mistero ed ha uno stile al quale il Calvino del "se una notte d'inverno..." deve qualcosa.
RispondiEliminagugl
Michele, "replicanti". Ma quelli di Blud Runner erano, di gran lunga, migliori.
RispondiEliminaRamificazioni, davanti alla mia scuola, manco a farlo apposta, c'è un bel giardino fiorito. Di quello, così visibile, se ne ha gran cura...
"Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo -Se una notte d'inverno un viaggiatore- di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.".
Grazie a te, Gugl.
Siccome l'hai nominato, mettiamolo qua l'incipit del romanzo di Calvino, uno degli incipit più belli della letteratura italiana.
La frutta più bella. Ho accanto un vassoio di ciliegie rosse rosse. Me le guardo a lungo, prima di mangiarle.
RispondiEliminaSono quelle grosse e dure, tipo Ravenna.
In bocca scricchiolano, croc croc.
Nella casa dell'infanzia, le raccoglieva il nonno. Io aspettavo sotto l'albero.
Il nonno mi diceva di non aprirle. Se ne perdeva il gusto
a controllare
continuamente
se esse contenessero "altri abitanti".
:)
domani ti posto l'incipit di fuentes, intanto buona notte.
RispondiEliminagugl
Cara Renata
RispondiEliminaSono allibita e schifata da ciò che racconti.
Sono terribilmente dispiaciuta per te, ma incavolata nera con un sistema falso e ipocrita, con un sistema che urla all'eugenetica nazista di fronte a un genitore che decide di abortire un figlio fortemente malformato ma che al contempo fa di tutto per emarginare i diversi.
Sono incavolata perché per me la soluzione è quella di integrare chi è diverso, non di vietare gli aborti e poi dire: bene ora questo essere umano vediamo di tenerlo abbastanza lontano dalla vita "normale".
Troppo comodo giocarsela così, sulla pelle di altri, troppo comodo etichettare una ragazza come ritardata solo perché sorda (questo l'ho visto accadere io mentre io sbraitavo che non era giusto, che non dovevano permettersi ecc... fino a mio sbattimento fuori dalla scuola visto che non ero una docente ma stavo solo passando di li), troppo comodo dire, se vuoi puoi e poi rendere le cose impraticabili, troppo comodo essere falsi e ipocriti, farsi vedere bravi buoni e belli e poi pugnalare alle spalle, negare i diritti basilari umani (perché il lavoro è un diritto basilare umano), troppo comodo.
Sono così arrabbiata che se vivessimo più vicine andrei a tagliarle le gomme dell'auto alla tua dirigente!
Il libro che ha per titolo il mio nome è molto intrigante.
RispondiEliminaRicordo che vi sono parti belle.
Dovrei rileggerlo.
Aveva lasciato il segno.
Buona notte, diciche.
Con un sorriso
Aura
Un libro magico.
RispondiEliminaIo lo ricordo così.
Buona giornata.
Con un sorriso
Aura
Oh Dio Renata. Che incazzatura. Che male che mi fa sentire quanta sporca idiozia sia tra noi. Questo e' quello che ci degrada come paese. Mi viene da dire: resistenza. Hai provato a parlare coi ragazzi? Loro cosa ne pensano? Non posso pensare che i ragazzi non siano incazzati come noi. Quale altra soluzione ti ha proposto la meschina? Ti toglie le ragazze e poi? Chiama a te chi e' disposto a lottare con te. Perche' non e' una lotta solo tua, e' una lotta di tutti!! Io grido NO da qua. Ludo
RispondiEliminaDolce Renée, buongiorno... Passo per un saluto.
RispondiEliminaHo visto che è venuto a farti visita il mio amico Gugl: qui da te c'è pane per i suoi denti... ;)))
Marinella
sai che è un commento "alla Nanddrunr"
RispondiEliminaso che la situazione non è facile...
...
però te lo debbo dire:
dopo aver letto e riletto...
ho avuto la "visione"
di te che entravi a scuola
chiassosa-festosa-vittoriosa e irriverente
trainata da una muta di cani da slitta... che la Dir. se l'è fatta sotto o forse è ancora li con la bocca spalancata...
Bacio
Sono Roberto, renata.
RispondiEliminaL'idea del commento precedente mi sembra fantastica!
ecco l'incipit di "Aura": "Leggi quell'annuncio: un'offerta del genere non la fanno tutti i giorni. Leggi e rileggi l'annuncio. Sembra diretto a te, a nessun altro. Distratto, lasci che la cenere della sigaretta cada dentro la tazza del tè che stavi bevendo in questo baretto sudicio ed economico. Lo leggerai ancora. Cercasi storiografo giovane. Ordinato. Scrupoloso. Che conosca la lingua francese. Conoscenza perfetta, scritta e parlata. Capace di svolgere attività di segretario. Età giovane, conoscenza del francese; preferibile se vissuto in Francia per qualche tempo. Tremila pesos mensili, pasti e comoda camera, assolata, adatta studio. Manca solo il tuo nome. Manca solo che le lettere più nere dell'annuncio, quelle che più risaltano, dicano: Felipe Monterò. Cercasi Felipe Monterò, già titolare di una borsa di studio alla Sorbona, storiografo imbottito di dati inutili, abituato a esumare carte ingiallite, professore supplente in istituti privati, novecento pesos mensili. Però se leggessi proprio questo, ti insospettiresti, penseresti a uno scherzo. Donceles 815. Presentarsi di persona. Senza telefono. Ritiri la borsa e lasci la mancia. Pensi che un altro storiografo giovane, in condizioni simili alle tue, avrà già letto quello stesso annuncio, ti avrà preceduto, soffiato il posto. Cerchi di dimenticartene mentre ti dirigi all'angolo della strada. Aspetti l'autobus, accendi una sigaretta, ripeti in silenzio le date che devi sapere a memoria per farti rispettare da quei distratti di ragazzi. Ti devi preparare. "
RispondiEliminaanch'io suggerisco: ti devi preparare la slitta e le pernacchie da fare alla preside.
gugl
E buonasera a tutti.
RispondiEliminaDomani, ritorno a scuola.
Intanto, non riesco a voltare pagina rispetto a questo post.
:)
Gugl, grazie. L'incipit mi piace assai ed oggi stesso ordinerò il libro. Ora cerco di strapparti una promessa: quando "trovi" parole belle, o anche logore, solitarie o desiderose di compagnia, se non sapessi dove metterle, vieni a posarle qua. :))
RispondiEliminapromesso!
RispondiEliminagugl
Sho, hai aggiunto cose importanti. Se dovessi ascoltare la mia rabbia, lancerei un urlo da qui fino all'Australia. Invece, tocca trovare parole centrate ed efficaci. Perchè, quando si urla, poi, non ti ascolta nessuno. Verissimo e lancinante è quello che tu dici su una società che si finge favorevole alla vita, fin dal suo embrione, limitandosi però a fare di tutto ciò solo un astratto e rigido principio.
RispondiEliminaBene, Aura, adesso lo leggo pure io.
RispondiEliminaPoi, magari, se ne riparla qua. :)
Ludo carissima, i ragazzi è meglio lasciarli fuori, chè già hanno le problematiche loro.
Tornatene dall’America, ludo, che questo paese ha bisogno di sensibilità come la tua. Finisci il master e torna. :)
Marinella, ormai buon pomeriggio. Sì, il Signor Gugl ( sembra un epiteto alla Gaber :) ) arriva qui dalle pagine tue, da lui ho visto le sue tenaci passioni poetiche. Bella gente, voi, e non poteva essere altrimenti. :)
Nanndrunnr, proprio questo tuo modo di dire, nel tempo della tua latenza, mi è mancato molto.
RispondiEliminaOra rido, rido in maniera grassa, all'immagine surrealista di me che entro a scuola con i cani da slitta, il Sole,
le pernacchie di Gugl.
E, visto che ci siamo, pure qualche trombetta!
:)))
Robè :)))
trombetta sì, basta che non sia quella dantesca :-)
RispondiEliminagugl
Oh Gugl, per quelle ci vuole davvero un'anima grandiosamente, meravigliosamente irriverente. :)))
RispondiEliminae sopratutto senza puzza sotto il naso :-)
RispondiEliminagugl
con 4 T, eh, che poi mi dai l'insufficienza :-)
RispondiEliminaProfessor Gugl,
RispondiEliminatranquillo,
l'insufficienza non la metto nemmeno
a chi mi scrive, come stamattina, : " Io avevo andata per un colloquio, ma avevo arrivata tardi...". M., I C, 16 anni, due anni ripetuti alle scuole medie.
Al che, le ho raccontato quella famosa barzelletta che finisce così: " Ho caduto o sono caduto, sempre per terra ho andato".
:))
non c'è limite al fondo, lo so.
RispondiEliminacom'è andata la giornata?
gugl
Gugl, grazie della domanda.
RispondiEliminaUna piccola domanda che la dice lunga sulla tua sensibilità.
Bene, Gugl, oggi è andata bene.
:)
Posso dire di sentirmi un po' orgoglioso di lavorare dove lavoro? Certo, un'azienda commerciale, di profitti e molto bistrattata - spesso a ragione - dai proprio clienti. Eppure questa azienda mi fa sentire orgoglioso d'appartenervi, proprio per le politiche sociali del posto di lavoro che l'ha portata a dire no alle barriere architettoniche, no alle discriminazioni, sì a politiche di pari opportunità fra i uomo e donna. Grazie a te ho riscoperto questo orgoglio.
RispondiEliminaPerturbamento, il tuo orgoglio non solo puoi dirlo, devi dirlo.
RispondiEliminaConforta anche me sapere che esistono posti così.
Grazie.
:)
Dici
RispondiEliminaspero che tu abbia risolto, se non hai risolto non m'importa se stiamo distanti: le gomme vengo a tagliargliele lo stesso!
Per inciso, ci ho ragionato e penso che se le tue alunne sono minorenni la preside può tenerle all'interno della struttura scolastica (e sarebbe stronza), ma se ad aiutarti sono le maggiorenni non può fare nulla, devono essere loro a decidere e potenzialmente (se la preside rompe ancora) possono fare un permesso di uscita e uno di entrata 5 minuti dopo quello di uscita ogni giorno senza che la preside possa far nulla :-P
Bacioni
Con me ci stanno riuscendo!
RispondiEliminaIn tanti, compresi quelli illuminati e di sinistra, che parlare con una che ha seri problemi di udito e con la quale si deve sollevare il tono di voce...è così tanto sconveniente!!!!
Perché non mi tolgo dalle palle, pensano i cari "amici", colleghi miei.
Sho, al momento, pur lasciando fuori le ragazze, la cosa si è un po' risolta. Ma stamattina, quando una mia collega cara mi ha annunciato di aver avuto il trasferimento in un'altra scuola, l'ho guardata con un po' d'invidia, ja. :)
RispondiEliminaOttobre, e non ci Devono riuscire, no, cacchio!
non capisco perchè plachi la sorella avvocato
RispondiEliminaSai perchè Grace? Mi è sempre piaciuto uscire dalle difficoltà con "formule" umanizzanti.
RispondiElimina:)
dici, da me i professori di una scuola si sono messi a far guerra alla preside, tu non immagini le risate che mi faccio a sentire i resoconti, ora sono in causa legale, tutta la scuola contro di lei... vorrei che succedesse anche alla tua preside
RispondiEliminaQua, Sho, sembra ( o è ) tutto terribilmente complicato. :)
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RispondiEliminaNon ho saltato questo post. E ti dico: Ho capito. Ho capito, non Ti capisco. Quei Ti capisco non li dico mai a nessuno.
Affermare come ti capisco è tipico di chi non capisce un cazzo.
Grazie, Boris, per la tua franchezza. La apprezzo, è molto.
RispondiEliminaSono allibita e incazzata....ma sicura anche della loro gelosia per il tuo rapporto personalissimo e fecondo con le tue alunne e i tuoi alunni....non ti curar di loro e compatiscili...
RispondiEliminaVoglio raccontarti: mio fratello amerigo, sai bene che ha problemi grossi di deambulazione...ebbene la sua mogliettina (che ha divorziato da lui ma continua a vessarlo per farsi i fatti suoi) gli ha fatto comprare una casa "popolare", umida, squallida, situato in un seminterrato per accedere alla quale si devono scendere scale ripide e pericolosa...In questa casa lo lascia solo venerdì , sabato e domenica e le feste comandate....vorrei sbatterle in faccia la mia rabbia ma lui me lo impedisce....trovare una soluzione per aiutarlo mi è ora difficilissimo
Mariafrancè, sono assai brutte le questioni di "non amore". E mi sembra di ricordare la faccia un po' cattiva della tua ex cognata, ed il suo dire da piccola Madame Bovary di provincia. Qualche cosa bisogna pur fare, no? Mica si può lasciare Amerigo in questa situazione...
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