mercoledì 9 luglio 2008

Da qui


Pełny ekran



Che poi passi pure un intero pomeriggio a sentire tarantelle


e a vedere l’anima muoversi


oltre le forze di gravità,


e non si fa mica male il peso dell’ottimismo


quando cade,


ma quella domanda


quella domanda


entra


“da qui a lì che vedi?”


Non vedo storie,


no,


sento la solita mano immaginaria


sulla testa,


la mano mi tiene sempre


quando cade,


ma è muta,


non posso controllare la


sua punteggiatura


non ne ha,


non so nemmeno se è stonata


la mano


o se canta parallela


in un film di inizio Novecento.


Sta lì,


magari dovrei pure ringraziarla,


la mano,


ma è sempre e solo una mano muta sulla testa,


mi irretisce,


non parlo.


Non ditemi "è questione di momenti che poi passano”,


meglio essere muti che quel linguaggio lì,


è che vorrei insegnarle l’altra vita


a questa mano,


quando il peso di 5 dita sulla testa


lasciava le sue impronte,


solo impronte,


eppure


chiazze di un rosso così vivo.


Sul viso.


 



 

Samuele Bersani e Pacifico, Da qui

(bel pezzo, con refrain bellissimo)

27 commenti:

  1. Lo so che non si capisce una mazza,

    ma un senso,

    a modo suo,

    ce l'ha.

    :)

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  2. no, non ti potrei mai dire che poi passa

    ti dicevo che ci sono alti e bassi. parlavo della tua soggettività.

    la mano qui è oggettiva

    si può imparare a convivere con una mano così pesante e spingente?

    forse tu lo fai dandole il nome: ... mano ...

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  3. Quella mano..., muta, forse anch'essa un po' autistica..., leggera, anche un po' stonata..., magari starà "pensando" come raggiungerelo quel viso per lasciarvi chiazze di rosso vivo... Sporgiti un altro po'... Buonanotte, piccolè ;)*

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  4. aldiladellospecchio9 luglio 2008 alle ore 12:36

    Il flusso tra sentire e ricevere tra sollievo e bisogno è in mano alla nostra percezione. Con quella tu dai mano alla mano. NIKKA

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  5. Bonjour, Madame, pour vous...

    http://www.youtube.com/watch?v=-6Zh8ypPPTY&feature=related

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  6. Buongiorno a tutti.

    Ho una lista di blog che considero particolarmente brutti, ma ci vado spesso, ce l'ho tra i preferiti (non i vostri, per carità, non i vostri). Una specie di gusto dell'orrido che mi pervade, specie in certi momenti. Forse anche un interesse antropologico-sociologico che mi spinge ad individuare anche qui, specchio virtuale del reale, mi spinge, dicevo, a cercare le strutture del Nulla che si organizza, e fa branco, e si autocompiace di se stesso.

    Ho detto.

    :))

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  7. [spero di non essere fra gli orridi...ti sfioro da un pò...curiosa e ammaliata dalle foto del mediablog...sempre d'impatto emotivo...e questo post...è come se si cadesse dalla bicicletta e temi di non sapere risalire e cerchi perenne il conforto della mano che sorregge anche se la mano è mutata...nel tempo]

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  8. La lista di quei blog? No, non posso farla, questione di netiquette. :)





    Amalteo, galantuomo, te lo ribadisco, te lo ripeto, le tue parole eleganti sono sempre state di stimolo e di calore, per me, qui. :)



    Babel, magari starà pensando proprio questo. :). Grazie del link. Come ti dicevo stamattina, io Yves Montand lo amo. Un uomo con quegli occhi e con quella voce non può non incarnare un ideale. Ed io, io sarò mica la reincarnazione di Simone Signoret? :)

    Ok, Nikka, oggi mi dedicherò a sollevare un po' le percezioni positive. Et merci. :)

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  9. Vedi, Morfea, anche solo leggendo le parole che hai deciso di regalarmi stamattina, non credo proprio che ti inserirei in quella "lista". Non credo, no. :) Passerò a trovarti. :)))

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  10. [t'attenderò...]



    [sei impronta di cipria

    mistica rimescolanza

    fra ondulate notti]

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  11. Morfea, stasera passo. Se tu potessi farmi trovare anche una pizza al forno a legna, giusto così, per gustare meglio le tue parole, ecco, non sarebbe male. :)

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  12. Invece si capisce tutto.

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  13. Mi conforti, Esagerato. Sono meno ingarbugliata di quello che penso. :)

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  14. [oddio pizzaaaaa...ecco solo a parlare la mia lingua s'impasta...io amo la pizza]

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  15. ma perchè, quando si parla di qualcosa di noioso, si dice, che pizza?



    ( non c'entra, ma c'entra - scentrato )



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  16. Morfea, moi aussi. :)

    Ramificazioni, questo modo di dire, per la pizza mia, è una grande offesa.Può essere che sia derivato dalla Regina Margherita, magari era un piombo. Poi, per traslato, è passato sul dono che quel geniale cuoco napoletano aveva preparato per lei. :)

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  17. sicora che quella che mangi tu è di sola farina fatta?

    ;-D

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  18. Sicura no. Può essere pure che la Signora Elena, madre mia, ci aggiunga qualche fogliolina strana, pensando che sia basilico. E invece no.

    :)))

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  19. [magari me la fai conoscere che assaggio pure io la pizza con fogliolina strana???: ))))]

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  20. Buongiorno a tutti.

    Non riesco a leggere i commenti al post su Yves. Voi li vedete?







    Morfea, magari sì. :)

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  21. Niente,

    non riesco a leggere i commenti.

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  22. tesoro, ma quella mano di chi è?

    Prova a carezzarla, prova...

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  23. Quella mano, Sho, è appunto immaginaria. :)

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  24. anche le mani immaginarie apprtengono a qualcuno, dai, non barare! ;-)

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  25. Dai, Sho, per una volta sola, fammi barare. :)

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  26. e dov'ero che non l'ho letto questo post? ora l'ho letto e ho ripreso in mano la situazione..un saluto

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  27. Onda, le situazioni complesse si riprendono con la mano sinistra. Così, almeno, diceva Castaneda. :)

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