Une résonance magnétique

Domani mi infilano nel tubo e sono 17 anni che entro nel tubo.
Dovrei esserci abituata.
E invece no,
ricordo ogni volta, ogni singola volta che nel tubo mi ci hanno ficcata.
Nilde era la caposala del reparto, fu lei a scoprire, una di quelle volte, che mi ero nascosta in bagno,
a piangere come una disgraziata, che il pianto era talmente forte da coprire il respiro.
Entrò e mi prese la mano, vieni, dai, vieni, ti do le gocce prima di entrare, ti racconto una favoletta,
e Nilde aveva i capelli biondi biondi come la moglie di Angiolino, in Paolo Conte. Per questo, solo per questo, io la seguivo.
Quell’altro ospedale era iperrealistico, invece, un ospedale- jazz, e mentre ero già nel tubo mi chiesero se volevo sentire musica. Mozart, sì, risposi io, ma non le Sonate, no, visto che già sono qua dentro, Dio bono, metteteci il suo Requiem e non se ne parli più. Nel tubo arrivò una sonora risata e un po’ sorrisi anch’io.
Il tubo più sconvolgente fu quello in cui mi infilò Antonio, amico mio radiologo, scrupoloso, scrupoloso assai, ci entrai alle 8 di mattina e mi tirò fuori a mezzogiorno e Antonio scrupoloso, in testa e nella spina dorsale, oltre alle macchie mie, ci trovò tante e tante di quelle cose che, per fortuna, poi non c’erano, ché l’unico strumento ipersensibile, troppo sensibile, l’avevano messo proprio lì, nell’ospedale suo.
Lui, poverino, firmò un’infinità di diagnosi sballate. Compresa la mia.
La cosa più simpatica sono i preliminari al tubo. Ti fanno l’intervista, signora lei è allergica, no no, signora lei è claustrofobica, SI SI SI, e questo, dicono, è un bel problema, siccome però non possiamo farci nulla, lei deve stare tranquilla tranquilla e sopportare. Allora, dico io, santa peppa, che me lo chiedete a fare?
Là dentro, chiudo gli occhi, ripenso a Woody Allen in un suo famoso film, quando rimane bloccato in ascensore, e grida, grida come un pazzo: “Io sono, io sono, si si, un meraviglioso cavallo bianco, che corre, corre in una prateria…”
Poi immagino che vada via la luce e che non riescano più a tirarmi fuori, si incastra pure la manovella e magari io, i tecnici e i medici tutti dobbiamo rimanere tre giorni ad aspettare
l’arrivo di oscuri e salvifici addetti alle macchine per risonanza, franco- olandesi. Lenti, a differenza di quegli altri mitici e volanti. Nell’attesa, io dentro al tubo, loro tranquilli fuori, improvvisiamo una non stop di terapia di gruppo. Il radiologo racconta di quando, da bambino, gli hanno rubato la macchinina, l’infermiera della sorella cattiva che le tirava le trecce, il tecnico grassone del frigorifero, sua unica, grande passione, io invece tiro fuori la storia della bici-graziella mia, che è proprio commovente, fa piangere sempre tutti…
A volte, giuro, là dentro, mi è capitato pure di dormire, almeno finchè non arrivano le martellate, tomp tomp tomp, tomp, le vibrazioni forti, ghirighiri ghirighiri, ghirighiri, le urla di una vergine impazzita, laralallara, lalallaralarallara, larallà.
Ecco.
Un pensiero serio, là dentro, un unico pensiero serio ce l’ho anch’io. No, assolutamente nessuna tirata vittimistica, della serie: ma cazzo, proprio a me 'sta cosa doveva capitare, marò quanto sono disgraziata io, macchè, no. Quelle sono menate, menate sole.
E’ una cosa che confina con la rabbia, la rabbia poi confina con la grinta, e di confine in confine non si finisce più.
“Cristo, Budda, Maometto, fatemi uscire da qui, ed io prometto, sì, prometto, che prenderò a calci nel culo tutti gli stronzi che mi capiteranno a tiro, gli ignavi e stolti che impiegano questa cacchio di vita per rompere le palle agli altri, poi prometto, e questa è personale, che non permetterò a nessuno, dico a nessuno, di entrare nei mondi miei per depositare solo deserto, e deserto, ancora deserto, grigio, per giunta.”
E, in questi anni, di deserti io ne ho accolti tanti,
perché le promesse sono così: poi, si dimenticano.
J
Ciao, Renée,
RispondiEliminami ci vuoi con te nel tubo, domani?
Mi vorresti con te nel tubo domani?
RispondiEliminaIo ci verrei.
So che riusciremmo anche a farci qualche risata.
Ti abbraccio, mia cara.
Un sorriso di luce per te
Aura
Sai perchè so che qualche risata potrebbe saltare fuori strette in quel tubo?
RispondiEliminaPerchè quel tubo ha fatto parte (e potrebbe esserci in futuro) di una parte della mia vita...
Ti abbraccio veramente, Renatì! (come ti chiamamano gli altri).
Ti sono vicina.
Aura con un sorriso
Una mia carezza veramente sentita, Renée, domani suoi tuoi capelli.
RispondiEliminaSenti le mie dita prima di entrare nel tubo.
Ti continueranno a massaggiare la testa se vuoi...
Con l'immaginazione tutto è possibile.
Un sorriso dolce
Aura
[ti bacio renata...è la prima volta che ti chiamo per nome qui.]
RispondiEliminao bestemmio o sto zitto. starò zitto, che è meglio...
RispondiEliminaLe vergini suicide... dico, tutte con te lì nel tubo?? No che prima che compiano il desiao destino, si potrebbe fare qualcosa secondo me...! Ehmmm, brindo con caffé a mille altre promese disattese e poi reiterate, che poi un deserto magari è una piana fertile che dopo si desertifica. O il contrario, boh! In bocca al lupo!
RispondiEliminaentrare in un tubo e non poterci fare un tubo...
RispondiEliminaRenèe, sopporta che tanto se la devi fare non ci puoi fare un tubo.
... sarai nel tubo o sarai già fuori? ... avrai già mangiato una enorme fetta di anguria seduta all'ombra? chissà... e io che sono venuta tutta orgogliosa a dirti "ce la sto facendo, sto riuscendo a stare ferma, a non trottolare su me stessa inutilmente, ho preso per la coda la pazienza questa mattina e almeno fino a questa sera non la mollo"... ecco, adesso mi sentirei pure un po' scema, ma ... pazienza... : )
RispondiEliminail tubo ti rende essenziale nel vivere, sai usarlo nel modo giusto.
RispondiEliminaTi abbraccio.
Bonjour à tout le mond.
RispondiEliminaImmaginate questa scena: c'è una musica di sottofondo, identificativa della regione Calabria. E quale può essere? "Calabrisella", no? "T'haiu vistu alla funtana chi lavavi, calabrisella mia chu st'uocchi scuri,
mentre allu muru i panni tu ligavi, t'haiu arrubbatu 'u miegliu maccatturu...
tirullalleru, lalleru, lallà,
sta calabrisella murire me fa..." eccì, eccì.
Poi esce Raffaella Carrà, sì, proprio lei,
che dice così:
"Direttamente dal Tubo,
Diciche è quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii"
:)))
E, dunque, sono qui.
E pure stavolta è andata.
RispondiEliminaTutti gentili gentili, stamattina.
Imbranati, ma gentili.
Per prendermi la vena per il contrasto, due tecniche mi hanno praticamente dissanguata.
Sempre con il sorriso, però.
:)
E certo. Non dovremmo mai lasciare che nessuno entri in noi a creare deserto. Via, distanti da noi promesse e i giuramenti. Se imparassimo a scannerizzare tipo quel tubo lì e a leggere il responso meticolosamente (ma non come il tuo amico) forse saremmo anche in grado di sconfiggere la claustrofobia.
RispondiElimina[:-)]
RispondiEliminaSì, Prisma, praticamente ci siete stati. :)
RispondiEliminaPure tu, Aura. Merci, merci beaucoup. :)
Morfea, e mi piace tanto tanto che mi si chiami per nome. :)
Ramificazioni, mo puoi pure parlare, sì, sì. :)
Moscow, più che suicida, oggi il coro di vergini era, come dire, decisamente isterico. Merci. :)
Ho sopportato, Daniè, alla grande. :)
Sonic, l'anguria è proprio qua, davanti a me. E quello che dici di te mi fa assai piacere, assai. :)
Hai ragione, Grace. Quel tubo, in parte, dovrei anche ringraziarlo, sì. :)
Nikka, questa cosa, forse, la si potrebbe anche proporre. :)
RispondiEliminaMorfea, carissima, buongiorno. Sei proprio carina quando ridi. :)
mi sa che arrivo un po' in ritardo
RispondiEliminavabbè
un sorriso lo stesso Renée
:)
[grassie:*]
RispondiElimina[la Valduga l'ho scoperta tardi...ma da quando l'ho letta è mia mia dentro]
Grazie, Just. Arrivi al momento giusto. :)
RispondiEliminaMorfea, i suoi sonetti erotici sono straordinari. :)
eccola eccola, è tornata! ... sì, significa più o meno "fuori dal blu e dentro al nero", con un gioco di parole perchè se non sbaglio "out of the blue" significa anche "all'improvviso"... è un verso di una canzone di Neil Young (credo My My Ehi Ehi... credo eh?), tutto molto metaforico e cromatico... : )
RispondiEliminaci sono entrato una volta! Una voce registrata, neanche bella di una dotoressa dava le indicazioni...ho sbagliato tutte le respirazioni ed erano fuori sincrono, come Ghezzi a fuori orario hai presente?...inspirare, trattenerere, espirare...pare fosse tutto mosso...
RispondiEliminaSonic, grazie delle spiegazioni: i giochi di parole sono troppo importanti per perderli. :)
RispondiEliminaOnda, la cosa di Enrico Ghezzi mi ha fatto ridere...:)
Tubi Meravigliosi Svendesi!...Trasparenti con vista sul Mare!...come andò, Proiettil-Renée?
RispondiEliminaAugura-Zaius
Bene, DrZaius, andò bene. Merci. :)
RispondiEliminaSei tu. Senza aggettivi. Nessun altro avrebbe saputo rendere umoristica questa cosa che fa un male cane.
RispondiEliminaChapeau.
Buonanotte, Renata :)
RispondiEliminase vuoi ci vado io al tuo posto, che tanto a me non da problemi starmene li stesa e ferma, al massimo mi addormento o mi annoio un po', ma pura, no, non ne ho!
RispondiEliminaSto per partire quando torno ti reupero tutto il non letto: promesso
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaIeri sera, con i film, è stata drammatica, uno più brutto dell'altro. Adhunc, stamattina, con vostra buona pace, Diciche non ve ne segnala neanche uno.
:)
Esagerato, non sei chiassoso tu, ma sei davvero uno simpatico, tu. :)
RispondiEliminaBuongiorno, Sebastià :)
Sho, arrivata tardi, già fatta. :) E pensa a farti sta vacanza in santa pace, senza blog. :)
Morfea, buondì. Ma che bella questa foto! :)
[ehm...ok diciamo che non sono vizi:-P...ohhh merci merci ma belle:)...a breve fuggo a lavoro...e voglia zero...oggi sarà una giornatina da paura al ristorante...]
RispondiEliminaDai, lavori in un ristorante...
RispondiElimina:*
iamme, bella, su, non ti abbattere, confida nella gioventù. :)))
[che meravigliaaaaa...merci merci merci****]
RispondiElimina[essì...addetta ai dolci...e ai primi:-)]
RispondiEliminaVisto, Morfè, come sono belle le donne di Araki?
RispondiEliminaE dunque, Morfè, sei addetta all'essenziale. :)
Vedo che anche per questa volta è andata. Almeno prendi la cosa con lo spirito giusto, e questo aiuta a sopportare anche questi esami che, credo, eviteresti molto volentieri.
RispondiEliminaAdesso regalati qualcosa che ti piace, è molto consolatorio.
Sì, Pyperì, ho deciso: mi compro un bel paio di scarpe, 4 film DVD introvabili su Emule, 2 libri, un rossetto, due soli puntini sospensivi, tre parolacce nuove, e credo basti così.
RispondiElimina:)
per le tre parolacce nuove
RispondiEliminadico
poi passale
che io uso anche quelle di seconda lingua
va bene anche se in un'altra lingua, dico
buongiorno
Ramificazioni, buongiorno.
RispondiEliminaLe parolacce, te lo dico subito, saranno in francese.
:)
francese?
RispondiEliminain francese?
del francese, non capisco un tubo ( appunto )
chi non sorride, che venga colto da piorrea galoppante
;-)
La prima, rivolta a cattiva donna fatale: ce qu'ils vous cultivent quelques moustaches réfractaires à chaque cire de la chaussure.
RispondiElimina:)
Vabbuò, sperando che a me la piorrea non galoppi, ti faccio la traduzione: "Che ti crescano dei baffi, refrattari ad ogni ceretta".
RispondiElimina:)
ma no, scherzavo, non l aauguro a nessuno, nè quella nè altro
RispondiEliminaci mancherebbe
questa cosa, ora che l'hai tradotta, mi fa sorridere
;-)
forte
( come quei baffazzi )
Ehila' Renata! Si' tu prendi vita da ogni cosa. E la distribuisci poi a larghe mani.
RispondiEliminaI deserti rifiutati: bella, bella cosa. Ti stritolo in un abbraccio, ma non sono un tubo :)
Ramificazioni, la mia non la ritiro.
RispondiEliminaNonostante bellissima intesa con/per le donne in genere, rispetto alla fatalone nutro una radicalissima allergia. :)
Forse è tutta invidia, boh. :)
Ludo e, ogni volta, io sono strafelice di vederti qui. E vorrei chiederti mille cose e ricordarti che, quando torni dagli States, devi cantare almeno tre canzoni per me, au telephone.
RispondiEliminapreparati.
:)
[ahahahah baffi refrattari a qualsiasi ceretta ahahahah...ri-bonjour:)]
RispondiEliminaMorfè, tu lo sai quello, per noi donne, che cacchio di guaio sarebbe...:)))
RispondiEliminamozart?
RispondiEliminameglio toumani diabatè.
perfetto per la sua introspettività ed estroversione.
nello stesso tempo.
la kora ( l'arpa con la pancia di zucca) che lui suona funziona su tre registri: basso, melodia, improvvisazione
anche tu funzioni su molti registri come quando metti assieme disperazione, realismo, depressione, umorismo
a presto, a ancora, a sempre
Amalteus, buondì. Allora, sai che faccio? Toumani Diabatè lo metto a scaricare, subito, subito. Bonne journée al Galantuomo che ti abita.
RispondiElimina:)