Fiore e Marialaura
(a.s. 2004-5)

Tutti gli altri sono convinti che nessuno dei due sia una cima…
Fiore è capitato nella nostra scuola, dopo un triennio di media in cui ha avuto un insegnante di sostegno. Fiore è alto alto, allampanato, con due occhi un po’ cisposi, protetti dagli occhiali spessi spessi. I capelli sono di un biondo un po’ rossiccio, tinto e innaturale. Mi ha colpito subito perché, già dal primo giorno, ha abolito ogni frontiera di ruoli, chiamandomi:”Signò”.
Maria Laura ha un sedere enorme, i capelli nerissimi corti corti, i denti resi grigi dai sogni già appassiti di quindicenne rassegnata…Si ricopre di tute spesse e di scarponi abbottonatissimi: mi chiedo spesso in quale angolo del corpo sia naufragata la sua femminilità..
Maria Laura piange spesso, ride ancora più spesso e, se si arrabbia con qualcuno, gli toglie il saluto de-fi-ni-ti-va-men-te. Non vive molto la classe. Vive solo in simbiosi con Ida. Quando si muove è un carrarmato, ma i suoi compagni non osano non volerle bene. Per la sua genuinità.
Fiore mi ha raccontato che, alle elementari, è stato bocciato due volte, che la scuola è molto complicata, che non capisce nulla e che è meglio per lui accudire i maiali di suo padre, costruire casette per i presepi, infilare catenine con le perline, cantare nel coro della chiesa. “Ma più di tutto, Signò, mi piace cucinare”. Fiore, vedendomi zoppicare, abbarbicata al mio bastone, mi ha "consolato", parlandomi dei suoi interventi all’anca, che gli hanno procurato una curiosa e complicata andatura a ypslon.
Lui non vive affatto la classe. Ogni tanto va in bagno a fumare, poi ritorna, appoggia la testa sul banco e si rifugia nei suoi lunghi sonni di ragazzo più che giusto.
Quando scrive, è davvero allarmante perché è uno specialista nel costruire orrori ortografici e grammaticali, talmente clamorosi che, da subito, ho pensato: questo ragazzo è un artista! Quando si muove è un carrarmato, ma i suoi compagni non osano non volergli bene. Per la sua ingenuità.
Nei miei momenti peggiori, di crisi personali, di “amori non ancora cominciati e già finiti”, di solitudine lancinante, di scazzi con i colleghi, di progressione della malattia, Maria Laura, classe
Nei miei momenti di pianto, di accorata ricerca di un minimo di senso per arrivare al giorno successivo, nei sogni di vita che vorrei loro passare, traditi dagli squilli dei telefonini, Fiore, classe IB, si avvicina: “Signò, si vede che non state bene, che avete bisogno di parlare. Ià, sfogatevi con me, poi vi sentite meglio…”
Insomma, li ho avuti intorno tutti e due per un intero anno, pronti ad offrirmi il loro aiuto ricco di un’altra grazia, carichi di occhiali spessi, di carrarmati, di tenerezza.
Molto mi hanno preoccupato, loro così capaci di percepire il mio “mondo ” e così incapaci di gettarsi nella mischia per costruire se stessi.
Perciò, ho cercato spesso di svegliarli, di prepararli alle cattiverie del mondo, rifiutandone, qualche volta, le mani: le avessero impiegate a cercare per loro un qualche piccolo, minuscolo grado di indispensabilità, di indispensabilità, sarebbe stato molto meglio.
Macché…niente.
Fiore, pluribocciato di I B, e Maria Laura, ragazza cannone di
Una mattina è successa una cosa strana.
“Giornata della creatività studentesca”, nel cortile della scuola: murales, canzoni, la musica regalata dal mio collega-amico Castello, le tarantelle e gli ola. Nell’aria, una cascata di odori di tarda primavera, nel cuore la voglia di liberare tutte le gabbie, dimenticarsi dei conflitti, lasciando correre momenti un po’ così, anarchici e casuali, senza bloccare niente.
Fiore costruisce catenine, Maria Laura disegna nuvolette.
E, fin qui, tutto normale…
Poi, sulle note di una famosa canzone di Jovanotti, me li sono visti davanti, abbracciati…Fiore-occhicisposi accarezza i fianchi enormi di Marialaura-cannone, entrambi si girano verso di me all’unisono, ridendo come matti: "Professorè, volete aiuto?”
Il loro amore circola nella scuola: si cercano, si inseguono, si scrivono lunghe, sgrammaticate lettere di passione. Affrancati, finalmente, dai pregiudizi del mondo, affrancati dalle loro paure, affrancati persino da se stessi.
Io li guardo, do qualche piccolo consiglio di scrittura, osservo il miracolo di questa curiosa intesa.
Fiore, la sua camminata strana e Marialaura, farfallina ritrovata.
18-05-05
francesco de gregori, la donna cannone
Nessun commento:
Posta un commento