lunedì 24 novembre 2008

Le voyage



C’era la luna quella sera, la città urlava,


ma urlava piano.


Misi nella valigia lo stretto necessario: una scatola di madreperla, con dentro le conchiglie, il sorriso delle cicogne color maestrale, una vecchia barzelletta non tanto consumata, una tartarughina eterna per ricordare la pazienza.


C’era la luna quella sera, un vento placido che accoglieva solo le foglie, la città urlava,


ma urlava piano.


Una vecchia signora fuori tempo batteva i suoi tappeti per mezzo di un sonoro battipanni, con una mano. Con l’altra accarezzava le figlie mandorlate di un’agave ormai appassita.


In macchina accesi la radio e chiusi tutti i finestrini.


La città smise di urlare, risucchiata in un montaggio serio e muto.


Io chiesi, sorridendo, concordia e plauso ad uno dei tanti cieli capovolti, perché venivo, venivo da te.


 



the pogues and the dubliners, jack's heroes

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