L'étranger

Un dolce amico.
Lui.
Mi ha inviato un
regalo bellissimo.
Questo:
“- Ma allora cosa ami, meraviglioso straniero?-
- Amo le nuvole…le nuvole che passano…
Laggiù…
Le meravigliose nuvole… -”
C. Baudelaire
BuoniPropositi

1) …. … …. ….
2) ????? ??? ?? ??
3) ,,, ,,,,,, ,,,, ,,,
4) $$$
5) **** ******* ****
6) +++ --- +++++ ----
7) Sei viva….°°°° ….
8) Iamme, su…
9) (…) (…) (…)
10) e il cuore batte ancò.
Ecco, ho detto tutto quello che dovevo dì.
:))))))
Non li so fare gli auguri. Non ci credo. Ma, se avete un sogno grande,
realizzatelo.
Quello più pazzo, più assurdo, più impossibile.
L'anno che verrà.

"Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po',
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando.
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età...
E senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.
Vedi caro amico, cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.
E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà,
io mi sto preparando, è questa la novità"
P.S. La conosciamo tutti, questa vecchia canzò.
:)
Nuages

"Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore
Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai
Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono lì tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia. "
Fabrizio de André, Le Nuvole
Viaggi.

Oggi ho 15 anni.
Sto risalendo lo stretto budello della città vecchia,
alla fine del quale c’è il prestigioso Liceum, la mia scuola.
Ma questa parte della città è degradata assà: prostitute, ladruncoli,
e ancora liutai, falegnami, rivenditori di madonne in gesso.
Li incontro anche stamattina e li saluto con gioia:
peppe( è un magnaccia?) mi offre il solito cornetto.
Ho 15 anni e non conosco ancora il termine Estetica,
e tantomeno “Estetica del brutto”.
So solo che mi piace questo percorso e gli occhi sfatti delle donne
che ritornano a casa. Il loro trucco è davvero pesante, i
loro corpi sono come mandolini carnali e maltrattati.
Si infilano nei passaggi arabi, ma non si nascondono. Perché dovrebbero?
Io continuo a salutare tutti, anche Filomena,
che studia la matematica del lotto e ha il viso di megera.
E Antonio che apre le finestre e si è fissato con una canzone di Bennato:
“Un giorno credi di essere giusto e di essere un grande uomo,
in un altro ti svegli e devi cominciare da zero…”
Dicono sia agli arresti domiciliari.
In questo mondo, mi perdo.
A scuola arrivo sempre tardi e, come ogni mattina,
mi preparo alla lavata di testa del preside.
Uff
:)
“Tiepide dichiarazioni”.
(leggete bene bene e riflettete, mumble mumble )

“Gandhi ha sottolineato: - Un uomo che dice che farà qualcosa
“nei limiti del possibile” tradisce sia il suo orgoglio
che la sua debolezza, nonostante questo possa sembrare segno di umiltà.
Non c’è traccia di umiltà in un simile atteggiamento mentale. –
In sintesi, chi fa tiepide dichiarazioni è allo stesso tempo
arrogante e vile.”
Daisaku Ikeda, Giorno per giorno, Esperia edizioni.
Immaginatevi.

Immaginatevi un angusto paese del Sud.
30 anni fa.
Ho 11 anni e vivo spesso con mia nonna,
e con le sue amiche comari-beghine.
C’è anche una giovane donna,
considerata da tutti un povero relitto.
E’ ai margini.
Un giorno, tra le risate generali, si butta a terra,
alza gli occhi al cielo e pronuncia questa insolita preghiera:
“ Dio mio, perché non mi hai donato un po’ di intelligenza?”
E’ in queste parole che io ho incontrato il Mondo.
J'accuse :)

Ho conosciuto tanti uomini intelligenti:
curiosi, intriganti, esploratori di limiti e confini.
Ma non ho mai creduto in una “crudeltà
dell’intelligenza” (una grandiosa balla ).
Molti di loro sì, che ci credevano.
Li ho conosciuti, dicevo, e
sono diventata filosofo, architetto, manager,
jazzista, cuoco, informatico, rivenditore di stampe ( ecc. ecc. ),
per raggiungerli un po’.
Dopo averli “incontrati”, spesso, mi sono ripresa il mio mondo
e ho cambiato direzione.
Erano troppo “piccoli”: non mi interessavano più.
Socrate ed io.

Socrate, Santippe e il figlioletto loro.
Siccome le cose, anche se giuste, dette con rabbia
spaventano, ma non arrivano, ai collerici-intransigenti ( come me)
consiglio un bel ripasso del "metodo socratico".
L'essenza della maieutica moderna è questa: tu ascolti tutte le cazzate che si dicono ( segretamente conti all'infinito),
poi, zac, scegli una parola sola, la più perfida, e, con il tono più angelico possibile, la dici.
Funziona, giuro.
:)
La paura.


- Di cosa ha paura oggi Fabrizio de Andrè?-
- Sicuramente della morte , non tanto della mia (...),
quanto della morte che ci sta intorno, lo scarso attaccamento alla vita che noto in molti nostri simili,
che si ammazzano per motivi molto più futili di quanto non sia il valore della vita.
Io ho paura delle cose che non capisco e questo proprio non mi riesce di capirlo. -
P.S. Anche le parole semplici, sulla bocca di fabrizio, assumevano
un importante tono epico.
Ego.

Ego annuncio vobis:
ieri sera, me so mbriacata. :)
E ho cantato questa canzò:
"C'è la luna sui tetti e c'e' la notte per strada, le ragazze ritornano in tram,
ci scometto che nevica tra due giorni è natale ci scometto dal freddo che fa.
E da dietro la porta sento uno che sale ma si ferma due piani più giù,
è un peccato davvero ma io già lo sapevo che comunque non potevi esser tu.
E tu scrivimi scrivimi , se ti viene la voglia e raccontami quello che fai...
Se cammini nel mattino e ti addormenti di sera e se dormi che dormi e che sogni che fai..."
Natale, Francesco De Gregori.
Eternologa o illusa?

Non vivo più scadenzando progetti a lungo termine.
Per me, rientrano immediatamente nella categoria dei sogni.
Ma mi sembra di aver compreso, con il corpo innanzitutto,
una semplice modalità di “sopravvivenza non banale”.
Sono diventata ETERNOLOGA.
Quando l’evento bello arriva, io lo dilato, lo dilato,
lo dilato, in modo che in esso si imprima
una particolare “cifra” di eternità.
Una sorta di sospensione spazio-temporale in cui, per es,
un semplice abbraccio diventa un movimento cosmico,
uno sguardo ha l’effetto di un meraviglioso evento naturale, la parola silente
spalanca tutti i notturni di Chopin…
ecc ecc.
E poi, i fiumi ricominciano a scorrere, il flusso riprende,
le catastrofi avanzano,
Berlusconi e Bush continuano a parlare,
io vengo ricatapultata nella realtà.
Ma, in me, rimane come uno scrigno,
con tutti questi attimi di eterno.
Un mosaico colorato.
E intenso.