martedì 26 dicembre 2006

J'accuse :)



Ho conosciuto tanti uomini intelligenti:


curiosi, intriganti, esploratori di limiti e confini.


Ma non ho mai creduto in una “crudeltà


dell’intelligenza” (una grandiosa balla ).


Molti di loro sì, che ci credevano.


Li ho conosciuti, dicevo, e


sono diventata filosofo, architetto, manager,


jazzista, cuoco, informatico, rivenditore di stampe ( ecc. ecc. ),


per raggiungerli un po’.


Dopo averli “incontrati”, spesso, mi sono ripresa il mio mondo


e ho cambiato direzione.


Erano troppo “piccoli”: non mi interessavano più.

8 commenti:

  1. Ti credo sulla parola...

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  2. Mh, pensavo di meglio riguardo il cuoco ...

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  3. La crudeltà dell'intelligenza, una balla dici...Uhm, in vero non ne sono persuasa.

    Ma voltarsi verso il proprio mondo, per quanto piccolo sia, è spesso l'unica cosa giusta, per far ritorno a quel luogo che solo, può definirsi perfetto.

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  4. crudeltà dell'intelligenza o della mente?

    un saluto slo-gato

    C.K. :-))

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  5. Questo perché non hai mai

    pensato di diventare una eutrona!



    :—((( (mi sotterro).

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  6. Eutrò, dove ti sotterri?

    E' interessante.

    :)))))

    giorno

    renée

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  7. Chi riesce ad imparare, ed essere anche qualcos'altro da sè, ama e vive la propria intelligenza.

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