J'accuse :)

Ho conosciuto tanti uomini intelligenti:
curiosi, intriganti, esploratori di limiti e confini.
Ma non ho mai creduto in una “crudeltà
dell’intelligenza” (una grandiosa balla ).
Molti di loro sì, che ci credevano.
Li ho conosciuti, dicevo, e
sono diventata filosofo, architetto, manager,
jazzista, cuoco, informatico, rivenditore di stampe ( ecc. ecc. ),
per raggiungerli un po’.
Dopo averli “incontrati”, spesso, mi sono ripresa il mio mondo
e ho cambiato direzione.
Erano troppo “piccoli”: non mi interessavano più.
Ti credo sulla parola...
RispondiEliminaMh, pensavo di meglio riguardo il cuoco ...
RispondiEliminaLa crudeltà dell'intelligenza, una balla dici...Uhm, in vero non ne sono persuasa.
RispondiEliminaMa voltarsi verso il proprio mondo, per quanto piccolo sia, è spesso l'unica cosa giusta, per far ritorno a quel luogo che solo, può definirsi perfetto.
bel post :)
RispondiEliminacrudeltà dell'intelligenza o della mente?
RispondiEliminaun saluto slo-gato
C.K. :-))
Questo perché non hai mai
RispondiEliminapensato di diventare una eutrona!
:—((( (mi sotterro).
Eutrò, dove ti sotterri?
RispondiEliminaE' interessante.
:)))))
giorno
renée
Chi riesce ad imparare, ed essere anche qualcos'altro da sè, ama e vive la propria intelligenza.
RispondiElimina