venerdì 5 gennaio 2007

Oggetti poetici





L'Acchiappasogni.


Pare che gli indiani d'America lo utilizzassero


sulla culla dei bambini. La retina centrale


serviva per filtrare i sogni: separando quelli buoni


da quelli maligni, allontanando gli incubi.


Bello bello.


:)


Un acchiappapensieri non c'è?

10 commenti:

  1. Dottor Freud, aspettavo giusto lei.

    Una consulenza urgente.

    E' in vacanza?

    La raggiungo. Questione di poco: due o tre nevrosi nuove, niente di che...

    :)

    merci pour le cadeau.

    renée

    RispondiElimina
  2. da ragazzo, mi piaceva suonare lo scacciapensieri...faceva dleng dleng, poi mi tagliaii la lingua con la lamella e l'ho buttato via...:(

    RispondiElimina
  3. machoviledo, anche quello è un grandioso oggetto poetico.

    Dammi un po' di tempo per le spiegazioni informatiche.

    Giuro, te le darò.

    :)

    renée

    RispondiElimina
  4. Un acchiappapensieri funziona se si è in due.

    RispondiElimina
  5. l'acchiappapensieri è un cuore generoso

    RispondiElimina
  6. Ho un acchiappasogni appeso sopra il mio letto :-)

    Tarlo

    RispondiElimina
  7. Tarlo, allora tu stai a posto. Molto gradite definizioni di "acchiappapensieri", come quelle di arsenico e aarkel.

    :)

    giorno

    befana-renée

    RispondiElimina
  8. Evidentemente i miei non lo sapevano e hanno fatto un pò di casino coi filtri...

    :-)

    RispondiElimina
  9. Già Echì. Tu non sei "il tuo incubo peggiore" ?

    :)

    RispondiElimina
  10. Il mio e degli altri...

    RispondiElimina