A modo mio, solidale.

monaci buddisti costruiscono un mandala.
Ci vogliono ore per costruirne uno.
I mandala sono un simbolo importante.
L’impermanenza delle cose di questo mondo,
negli oggetti, nei colori, nella carne, nelle emozioni,
nei sogni, nei progetti,
l’impermanenza del vivere in quanto uomini,
foglia, onda,
cielo bellissimo di una mattina di primavera,
estasi.
Loro lo sanno.
Predicano un amore totale, ma non l’attaccamento.
Impiegano ore per costruirne uno,
accuratamente, minuziosamente,
perché così dovremmo viverla la vita,
intensità, passione, attenzione, cura
per i “passaggi” fragili, bellezza.
Poi, una volta finito,
disperdono tutto, regalano i colori al vento, o alla pioggia.
Un non senso, che racchiude in sé il senso più profondo:
per quanto rinchiusi in un limite temporale,
noi siamo in grado di progettare,
amare, regalare al mondo creatività, armonia,
arte vera, e sì, diciamola questa parola inflazionata, pace.
Scivolerà tutto via, dopo che avrà esaurito il suo tempo.
Dopo.
Come un mandala.
Ecco perché quei monaci, oggi,
con il loro saio rosso, hanno deciso di lottare.
Ivano Fossati, C'è tempo
Così viene una grande risata, quando il vento si porta via la sabbia colorata. E' un insegnamento meraviglioso l'impermanenza.
RispondiEliminaSì, Grace, ma noi siamo "uomini" e continuiamo a crederci dei Gilgamesh immortali. :*
RispondiEliminaun'arte difficile quella del saper lasciar andare :**
RispondiEliminaMissmì, te lo dissi una volta da lisa e te lo ripeto. Te lo tieni pure, vabbè? Tu sei una delle persone più acute, triangolo acuto, capì?
RispondiElimina:*
Ciò che non mi convince è l'impermanenza. L'idea che tutto si disperda è solo fisica, ma QUEL mandala permane. Esisteva prima d'essere composto e continuerà ad esistere dopo la dispersione.
RispondiEliminaOvviamente, non ne faccio una questione di fede, ma di pura micro-filosofia-spicciola.
Joncur, forse le persone care, che non ci sono più, non rimangono in noi?
RispondiEliminaQua non si tratta di microfilosofia spicciola, ma dei cardini di una Filosofia, che è anche una Fede, quella Buddista.
Brava Renèe, un bellissimo post!
RispondiEliminaTarlo
Quando parlavo di micro-filosofia-spicciola mi riferivo alla mia affarmazione ... ;)
RispondiEliminaNel mio caso sono molto lontano dal concetto di fede. La mia personalissima idea voleva infatti proporre qualcosa che andasse al di là di ogni tentativo di racchiudere un "fatto" in una professione di fede.
Ma forse sto andando un po' fuori contesto.
La tua riflessione mi trova pienamente d'accordo. Quando riusciremo, se ci riusceremo, a ridare senso all'universalità delle cose e dei sentimenti sarà sempre troppo tardi.
RispondiEliminaMichele
Ciao Daniè :*
RispondiEliminaJoncur, per capire ciò che succede, a volte, bisogna spostarsi dal proprio asse e cercare di entrare in altre "mentalità" (apparentemente altre, ci riguardano, c'è l'Uomo in mezzo, eccome se ci riguardano ). In quella buddista, tre elementi sono importantissimi: Fede, Pratica e Studio. Qua discutiamo, ma sono certa che tu, vista la tua sensibilità, questo lo sai benissimo. :*
Ecco, Michè, appunto. :*
Ciò che passa e non resta spesso lascia di più. Forse perchè insita in noi è la consapevolezza dell'irrealtà di ogni cosa. L'attaccamento credo sia la paura di crederci. Bellissimo post ;) NIKKA
RispondiEliminaSì, Nikka, forse l'attaccamento è anche quello. :*
RispondiEliminaimpiegano anche giorni a crearne...
RispondiEliminaconcordo sul fatto che amare è lasciare liberi
a occhio a stare delle ore così mi verrebbe un mal di schiena permanentissimo.
RispondiElimina(ciao reneù)
hai detto bene " a modo mio solidale" hai preso la cosa da un punto di vista decisamente eccentrico e non posso che congratularmi con te ;*
RispondiEliminaSì, Shoruè, a volte ci vogliono giorni:*
RispondiEliminaRagnè, se tu fossi un monaco buddista, avresti un'alta tolleranza al dolore, pure a quello di schiena. :*
Onda, molti sono i punti di vista e molti i modi di vedere le cose. (Tra parentesi, io sono buddista, una buddista stravagante, ma buddista.)
:*
bellissimo.
RispondiEliminaComporre, ricomporre, è come la nostra vita, prenderla sul serio ma dandogli la misura e il senso giusti.
RispondiEliminaLuisa
Luisa, c'est vrai...:*
RispondiEliminama che strano...ad ogni passaggio trovo una risposta ai miei mille perchè.
RispondiEliminaoggi questa..molto importante per dare un valore ad una cosa molto importante.
che dirti Renèè....tre sorrisi e grazie
iam
Impermanente.
RispondiEliminaCome faranno nel prossimo Tempo, Mondo, Universo
senza Te?
Mi fanno pena, poveretti...
Impermango molto con quei monaci,
RispondiEliminae con te.
si questo è amore. vero
RispondiEliminaGià.
RispondiEliminaDifficile per noi occidentali raggiungere la saggezza degli orientali, della loro filosofia di vita.
Difficile separare "amore totale" da "attaccamento", difficile accettare l'impermanenza di tutto, di noi stessi e di tutto ciò che ci circonda. Il nostro Occidente ci insegna il contrario di ciò che loro predicano da secoli..
A tutti, salve.
RispondiEliminaArrivata ora da scuola.
E la scuola non sorride.
:*
Iam, prego. :*
RispondiEliminaUtenteanò, sì, da anonimi è più facile prendere per i fondelli. E c'amma fa'. :*
Eutro, impermaniamoci, va...:*
Sì, lisa, facile da dire, difficilissimo da applicare. :*
Glisparisopra, molto bello il tuo intervento. :*
renée sto post E' il senso
RispondiEliminaun bacio
Ehi, Menteur, grazie...:*
RispondiEliminaun nichilismo solo apparente...in realtà 'na mano santa per il vero nichilismo occidentale ma è così difficile, in certi casi, stringersi le mani...
RispondiEliminaLetizia, a volte, sembra impossibile, ma a furia di insistere (dagli e dagli),
RispondiEliminaqualcosina in più ( meglio, in meno)...
:*
renèe qui leggo, mi commuovo e sto zitto
RispondiEliminagabriele