Una bottiglia e un messaggio smarrito

Una bambina,
caparbia,
su una spiaggia, distante da tutto.
Da tutti. E’ intenta in un rito che gli altri, forse, non capirebbero.
E, comunque, non è rivolto a loro,
che sono vicini, familiari, volti dai quali ha già succhiato tutto.
Arrotola foglietti di carta, ha una busta di bottiglie, quelle per la salsa,
e tappi di sughero. Tanti. Un foglietto accuratamente arrotolato,
una bottiglia. Nel primo c’è una domanda importante, “Dio esisti?”,
alla quale nessuno ha mai saputo rispondere.
Neanche il prete del paese, che, tutti dicono, ha già tre o quattro figli.
La bambina caparbia ha molte altre domande e, su quel lato di spiaggia, ci passerà le ore.
Del mare l'attira il fatto che è un posto grande, e può contenere tante parole, quelle che a lei piacciono tanto,
“straniero”, “lontano”, “sconosciuto”,
o quelle lunghe lunghe come: “impercettibilmente”, che associa al movimento della volpe,
di notte, mentre si sente il fruscio delle foglie, ma il suo passo no.
E’ così che, dice il nonno, si mangia tutte le galline.
“Amabilmente”, invece, è una brioche appena sfornata, con lo zucchero a granelli, un po’ dorato.
“Amabilmente” è il gesto che la porge, ogni mattina, prima della scuola.
La bambina caparbia, oggi, ha un blog, e continua a scrivere parole verso
volti lontani, stranieri, sconosciuti.
Non fa più tante domande,
forse, invece, tira le somme, in messaggi molto meno lucidi di allora.
Non cerca il senso.
Però le piacciono le parole che ritornano,
che, a guardarle bene, ci vedi delle voci lontane,
delle luci straniere,
un modo di appoggiarsi al mondo “impercettibilmente sconosciuto”.
A volte, qua e là, a gustarle, le parole che ritornano hanno il sapore di brioche.
Con lo zucchero a granelli, un po’ dorato.
Angelo Branduardi, Se tu sei cielo
La tua "favola" è dolce. La curiosità che ci rende piacevoli, interessanti e unici nelle tue parole sono tutte presenti. Grazie.
RispondiEliminaLuisa
renèe e le tue parole aprono mondi..
RispondiEliminati bacio
gabriele
colgo quelle parole
RispondiEliminacosì lontane così vicine
e sento echi percettibili di conosciuto
seppur provenienti da un luogo ignoto
neppure tanto remoto
quasi fosse il fruscio misterioso
dell'affabulare di renata
Buona sera.
RispondiEliminaLuisa, grazie a te. :*
Gabriele, e le tue, nelle parole incisive e semplici, me ne aprono molti altri.:*
Onda, infatti. La bambina caparbia ha dimenticato di dire quale gioia suscita in lei scoprire, anche a distanza, frammenti di "comprensione" e di ""identità". :*
Magia: metto un altro commento e ricompare il primo. :*
RispondiEliminaBello e molto delicato.
RispondiEliminaHo trovato una bottiglia chiusa da un tappo di sughero,veniva da "lontano". Dentro c'era un biglietto "amabilmente" arrotolato che odorava" impercettibilmente" di brioche appena sfornata. Un "impercettibilmente sconosciuto" vi aveva scritto sopra " Si, Dio esiste."
RispondiEliminaBuonanotte Renè :*
sono sfacciata e ti ho rubato un pezzettino di brioche
RispondiEliminaun bacino Renà, un minuto prima di chiudere tutto qui, noi si va :***
brioches, caffellatte e buongiorno a te bonne dimanche
RispondiEliminaBuongiorno a tutti. Vento limpido, aria limpida, cielo limpido, a Sud.
RispondiEliminaIo?
Non tanto.
:*
Buongiorno Mishima. :*
RispondiEliminaEnza, sei fortunata, questo messaggio a me non è mai arrivato. :**
Missmì, è vero, tu parti. Bon voyage mon amie. :*
Onda, che dice il mare tuo, che dice? :*
Dicichè, salutami quella deliziosa bambina.
RispondiEliminaMondipervè, sarà fatto. :*
RispondiEliminaIl mare, le onde, la corrente che porta via la bottiglia lontano... un bimbo che la raccoglie, apre il tappo e guarda il foglio un po' scolorito, si chiede cosa ci sia scritto. E' troppo giovane per poterlo leggere e allora ecco che quel foglio diviene una mappa del tesoro e il bimbo comincia a contare i passi, a scavare nella sabbia con la sua paletta. Ed ecco il tesoro apparire, conchiglie e biglie colorate con cui continuare il gioco. Il bambino guarda verso il mare e sorride a chi ha lanciato la bottiglia.
RispondiEliminaTarlo
Daniè, molto bella.
RispondiElimina:*
ehila', renee, eccomi qua da lontano.
RispondiEliminal'immagine e' fiduciosa pero', mi sa di babbo natale (no?) con quel nastro rosso e una cosa che sembra agrifoglio...
mi sa di affetti, di abbracci, di occhi in cui riconoscersi, di parole che sorridono... e poi se tu mi chiedi se Esiste, io rispondo: nella misura in cui esiste la vita sottile ed intima degli affetti, si'
Ludo, che ti devo di'? Già voglia di vacanze?
RispondiEliminaQuella era una domanda di bambina, la risposta l'ho data negli anni. Ma un semplice "No" sa di rinsecchito. La tua è più ariosa ed è più bella.
:***
Sai che c'e': a me il Natale piace moltissimo. Non l'ossessione del regalo. Il resto, che non so cos'e'. Da quando avevo sei anni a Natale mi travestivo da Babbo Natale alle feste di famiglia. Forse perche' qui piove, sento le dita dell'inverno che mi solleticano. Qua e' mattino.
RispondiEliminaMa Renee, quella domanda la', nuda e cruda, io ti devo dire non me la sono mai fatta. Forse perche' ho paura di questa non-domanda. I nostri sogni e le radici del nostro vivere: quello basta. Poi ora mi verrebbe da scrivere un romanzo su tutte le mie convizioni 'vitalistiche'. :) E poi non e' una questione di eta'...
un abbraccio
piove piove pare che verranno giu' litri d'acqua
:*
Un certo Agostino che se ne andava meditando sul mistero della Trinità, quando vide un bambino che con un secchiello versava l’acqua del mare in una buca nella sabbia. Il Santo bonariamente lo avvertì dell'inutilità dello sforzo, ma il bambino, rivelatosi poi un angelo, gli spiegò che una buca nella sabbia può contenere il mare più facilmente di quanto la mente umana possa contenere il mistero della Trinità.
RispondiEliminaBeh tu pressapoco hai fatto il processo inverso di questo bambino :-" NIKKA
Ludo, figurati a me quanto me ne importa dell'ossessione dei regali. Tra l'altro, ho pure la scusa per non farli. Sgancio qualche soldo ai nipoti e finisce lì. Ehi, mo mi interessa solo una cosa: pioggia, sole e umidità a parte, voglio che tu, là, stia bene. :***
RispondiEliminaNikkaaaaaaaaaaaaaa, non la conoscevo questa storia. E il "lavoro" dell'angelo è, filosoficamente, molto molto interessante. :***
Hei!
RispondiEliminaÈ cambiata l'immagine!!
Eutrò, mi fai morì, mi fai, eheheheheh. Non può essere, invece, che hai avuto un' "epifania"?
RispondiElimina:***
Senti caparbia,
RispondiEliminaè molto bello il modo in cui racconti
essere stata infante…
ma non voglio farti morì…
e poi io "epifanie" ne ho continuamente!
A proposito
RispondiEliminanon riesco a dar risposta alla tua domanda:
una bottiglia è un messaggio smarrito?
no, non ho risposta.
e se posso dirti una cosa
RispondiEliminaquesta bambina mi piace molto
(detto da un'altra bambina caparbia)
e quello scricchilare dello zucchero sotto i denti è davvero qualcosa di ineffabile, sa della bontà della vita
un percorso meraviglioso: dai messaggi in bottiglia di ieri alle parole-fune, come diresti tu, di oggi
RispondiElimina:))
Mi piace questa caparbietà della bambina che non ha orizzonti, limiti e barriere.
RispondiEliminaMichele
Eutrone, e comunque il morire dal ridere è un morire bello. Una bottiglia è il suo messaggio, forse così risponderebbe McLuhan. :***
RispondiEliminaSo, Lisa, che quelle due bambine avevano molte cose in comune. :***
Letizia e magari domani ci saranno altre trasformazioni, in uno stesso percorso. Perchè, banalmente, io sono convinta che l'uomo è la sua infanzia, con tutta una serie di semini che, messi allora, a secondo del "clima", avranno o meno il loro sviluppo. :***
Michè, allora si poteva. :***
Son capitato qua per caso. Spero che non sia un problema se sbircio un po' in giro :-)
RispondiEliminaBuona domenica e buon inizio settimana
"Del mare l'attira il fatto che è un posto grande, e può contenere tante parole, quelle che a lei piacciono tanto..." anche a me, talmente tanto che spesso ci annego... ;****
RispondiEliminaUn abbraccio AmabileCaparbia
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaA Sud, sole limpido e aria di tramontana. :*
Ram87, fai con comodo e buon inizio settimana anche a te. :*
Vania, leopardiane siamo...:*
ecco perchè sei uscita così bella buona e brava...
RispondiEliminacon qualche tocco verso il loro contrario!
:-)
''...sei la strada accogliente che il mio passo sa già''...
RispondiEliminaSbagliato Qwe: so' acida, cattiva e perfida. :*
RispondiEliminaQuellochemanca, buongiorno. :*
si si! E' vero che le parole hanno echi lontani, portano con sè ogni volta che sono state pronunciate, ogni persona che le ha dette, tutta le genesi della lingua a cui appartengono.
RispondiEliminaEccerto, Grace. :***
RispondiEliminaNon potevo resistere alla tentazione di augurarti BUONGIORNO alle sette di mattina tue!!!!!!
RispondiEliminaqueste si' che sono soddisfazioni!!
:))))
Ludo, da te che era? Mezzanotte?
RispondiEliminaBaci.
Le parole che tornano sono echi lontani di ciò che urli dalla vetta.
RispondiEliminaBella l'idea della bottiglia, peccato non avessi il mare ...
Joncur, visto che abito tra aspri monti, il mare, allora, solo d'estate io. :*
RispondiEliminache bella renatì.....mi batte il cuore!
RispondiEliminamariafrancè, dimmi, ma dove eri sparita? :***
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