Una persona che lotta
e il suo blog.


Non come stamattina.
Eri già pronta per uscire, i fogli con la poesia di Montale attendevano all'ingresso.
“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale."
Perché è successo?
Ti alzi e non ti ritrovi più la sedia sotto il culo.
Lo vedi mentre succede, capisci che l’impatto sarà brutto.
No, questa volta la testa non la puoi parare.
E aspetti.
Poi, il colpo.
Sei dentro ad una fitta lancinante.
Sei tu.
Questa volta non ascoltano la voce che dice di no, piangendo.
Ti trascinano in macchina e ti portano in ospedale.
Attese.
E tu continui a piangere, ma il dolore manco lo senti più.
Perché piangi?
Non lo sai, le lacrime scendono e tu le lasci andare.
Pensi solo che ora dovresti essere a scuola, a leggere la poesia di Montale:
“…e ora che non ci sei,
c’è il vuoto ad ogni gradino.”
Visita neurochirurgica, tac, lastre.
Devi fare la pipì, urgentemente, ma il bagno è lontano.
Attese, dopo, ancora.
E' la realtà di un pronto soccorso, realtà aderente aderente alle cose che cerchi di fuggire.
E,oggi, ai tuoi ragazzi, avresti proprio voluto dire che, tra la realtà brutale e i sogni senza senno, esiste una terza via, una realtà invisibile che è come un canto corale del cuore, dove si condivide e non ci si sente soli, si crea, si trasforma il dolore in vita bella, si prendono in giro le perfezioni, si è insieme, vicini, ci si sente…
“…Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.”
Vuoi andare a casa, ma stai zitta, chè hai già dato il meglio ai due ausiliari esauriti che ti hanno portato avanti e indietro.
Il medico viene e ti dice che questa volta è andata bene.
Sei sollevata?
No.
Ma i tuoi vogliono un sorriso e tu glielo dai.
All’uscita, chiedi un caffè.
E ti dici soltanto che, forse, per avere un gran finale, dovresti abitarla quella poesia di Montale:
“…Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.”
Pino Daniele, Putesse essere allero
bello che tu sai qui....
RispondiEliminala poesia è splendida e questa sera ci voleva!
se vuoi ti dò il braccio ed anche un abbraccio!
iam
ciao Mosca, le sole vere pupille :***
RispondiEliminaMi hai fatto commuovere. E pensare alla vita vera, alle persone vere.
RispondiEliminaUn bacio ti mando,
RispondiEliminaecco cosa faccio.
Amica mia, i sorrisi sono importanti anche quando faticano ad uscire...
RispondiEliminaUn abbraccio
Tarlo
Continuo a tenerti stretta in un abbraccio... :****
RispondiEliminasono senza parole! ma non c'è bisogno delle mie parole, ora è passata e i ragazzi sentiranno leggere le poesie ignari delle loro vicissitudini, ciao, un saluto davvero affettuoso ,**
RispondiEliminaSe passi da me ti pffro un caffè!
RispondiEliminaBuongiorno, Renée
Kisses
Ne esistono miliardi di dimensioni renée il fatto è che siamo fragili e arrendevoli e che il dolore e l'impoternza ammutolisco e sembra vana la ricerca.
RispondiEliminaResta nella poesia di montale fintanto che ti è necessario.
Scendo le scale con te. NIKKA
mi colpisce specialmente il finale di questa poesia, che io leggo come una meravigliosa dichiarazione di fiducia...
RispondiEliminaun abbraccio, si, decisamente :))
L.
...non ci sono parole oltre quelle che tu hai già detto...... ti abbraccio, forte......
RispondiEliminaELLE
...brividi per l'intensità del pezzo , Renèe .
RispondiEliminaun bacio
le nostre stesse vite prendono in giro la perfezione, eppure è perfezione saperle trasmutare. Ma il dolore vuole solo essere abbracciato e non parole, quindi dalla distanza, purtroppo, un abbraccio.
RispondiEliminarenèe che bella che sei..
RispondiEliminaun abbraccio forte
gabriele
Buonasera a tutti.
RispondiEliminaCominciamo:
Iam, oltre al braccio, dammi pure una pizza. :*
Missmì, Mosca era tosta e Montale un grande sciupafemmine. Eppure...:*
Pyperì, il mondo esiste...:*
Eutro, dammene due. :*
Lo so, Daniele, lo so. Spero che tu abbia ritrovato orientamento. :*
Vania, e quando mai io e te ci siamo staccate dal nostro abbraccio? Siamesi siamo...:*
RispondiEliminaSì, Onda, sentiranno leggere questa ed anche molte altre. :*
Boris, passata, il tuo è un caffè forte. :*
Nikka, una ricerca, se cocciuta, si può rendere meno vana. Ora ti parlo dall'interno di un'intera raccolta di poesie. :*
Leti, quello è, una dichiarazione di fiducia. Abbraccio accolto. :*
ELLE, merci. :*
RispondiEliminaLinda, grazie. Qua, contravvenendo a tutte le regole della scrittura, come per es. quelle esposte da Vincenzo Cerami nel suo: "Consigli ad un giovane scrittore", qua, dicevo, c'è un livello altissimo di autobiografia. :*
Aminaamina, ricevuto :*
Gabriele, un bacio :*
GRACEANDGRAVITY, scusa, ti avevo saltato. Ma di certo non avevo saltato la verità delle tue parole. :*
RispondiEliminatesoro...
RispondiEliminati abbraccio
oh dicichè, questa terza via come tu la chiami resta impressa nel cuoremente ...
RispondiEliminaquesto canto corale del cuore come tu lo hai detto è una cosa così bella che ti viene da chiudere gli occhi per "sentirla" meglio, più profondamente, più delicatamente, sperando di poterla sognare, sì, stanotte, in un sogno primadopo che poi non sei più lo stesso
stanotte un abbraccio
osmin
;)...
RispondiEliminaAnch'io Shoruè. :*
RispondiEliminaOsmin, e mi sa che il sogno di stanotte farò l'impossibile, mal di testa da trauma cranico permettendo, per pilotarlo.
Che sia davvero un sogno Prima-Dopo. :*
Vaniaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa...oh. :***
RispondiElimina... e ti stavo aspettando... oh. ;****
RispondiElimina"L'essenziale è invisibile agli occhi"
RispondiEliminaSobborghi Urbani
A volte sei dolorosa da leggere...la tua forza mi annienta.
RispondiEliminaVigliaccamente cerco di non guardare...ma poi è inevitabile vederti e venire attratti da te..
Un abbraccio :*
:) Vania :*
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaVania :*****
Sobborghi, la frase più bella del "Piccolo Principe" qui ci sta bene, grazie. :***
Quero, a volte, sono dolorosa da vivere, come tutte le persone che hanno dei problemi. :***
Sei coraggiosa e intelligente.
RispondiEliminaArsenico
Arsè, dici?
RispondiEliminaSi
RispondiEliminaGià pranzato Renée? ... Abbraccio delicato ;***
RispondiElimina... Grande Grande Grande Signora tu sei....;***
RispondiEliminaRipeto: Grande Grande Grande Signora Tu sei... ; *****
RispondiEliminaVania, vediamo se ho capito: hai detto che sono una unPo'PiùCheQuarantenne, Signorina Attempata? eheheheh
RispondiEliminaNon cosa dirti. Quando racconti in questa maniera così tempestosa e fragorosa mi vien voglia di abbracciarti e di leggere una poesia di pavese o rilke.
RispondiEliminaMusica sempre bella.
Michele
Michè, di Rilke, una poesia di Rilke.
RispondiElimina:***
No affatto, dicevo che: la classe non è acqua...
RispondiEliminavania
Il senso di provvisorietà lascia sempre senza fiato e soprattutto hai il timore che Montale, non riesca a sentirci.
RispondiEliminaLuisa
Certo, vania-tesoro, certo. :*
RispondiEliminaLuisa, lui no, ma io mi infilo tra le sue poesie, soprattutto quelle di Xenia. :*
Siamo con te, renatì, e come sempre siamo in tanti
RispondiEliminaero io miss potter, alias maria francè
RispondiEliminaQuero saggia creatura
RispondiEliminaMariafrancè, grazie, e salutami Gianni. :*
RispondiEliminaMissmì, il tuo avatar mi mette allegria. :*
Dissipa tu se lo vuoi
RispondiEliminaquesta debole vita che si lagna,
come la spugna il frego
effimero di una lavagna.
M’attendo di ritornare nel tuo circolo,
s’adempia lo sbandato mio passare.
La mia venuta era testimonianza
di un ordine che in viaggio mi scordai,
giurano fede queste mie parole
a un evento impossibile, e lo ignorano.
Ma sempre che traudii
la tua dolce risacca su le prode
sbigottimento mi prese
quale d’uno scemato di memoria
quando si risovviene del suo paese.
Presa la mia lezione
più che dalla tua gloria
aperta, dall’ansare
che quasi non dà suono
di qualche tuo meriggio desolato,
a te mi rendo in umiltà. Non sono
che favilla d’un tirso. Bene lo so: bruciare,
questo, non altro, è il mio significato.
Grazie di cuore, Ledeserteur.
RispondiEliminaNessuno è come te
RispondiElimina:**
Arsenico
Arsè, gli uomini so' come gli alberi: non ne esiste uno uguale ad un altro.
RispondiEliminaSono mancato qualche giorno, leggo solo ora, un abbraccio Renée, davvero forte, così che qualche scalino ti aiuto anche io a farlo.
RispondiEliminaSergio...sei caro. Molto. :*
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