Francamente
Do i numeri e non ci badate.
Vedo, sento nemici dappertutto.
Sto male, evidente.
Alla ricerca di risorse, per quello che devo fare: la scuola, i soldi, la fisioterapia.
Un senso di oppressione potente, che scivola giù, dalla testa, lungo i muscoli del collo, le braccia, le gambe.
O lascio macerare, o cerco di reagire.
No finzioni, no savoir faire, no, non mi riesce.
Mi viene in mente una frase del mitico Calvero: “Eppure, sono morto tante volte…”,
mi viene in mente che questo tipo di malessere senza tante parole
capita quando c’è qualcosa che è necessario che muoia e tu opponi resistenza,
perché, senza di esso, ti sentiresti come una vuota struttura metallica.
Amo questo posto, amo voi.
E non voglio chiudere, come la voce distruttiva mi dice di fare.
Aspetto, da qualche parte queste risorse emergeranno.
... E di risorse tu ne hai una scorta inesauribile! E' solo questione di... tempo, intanto io cito la frase di una filosofa italica, certa Renée-diciche: "Lasciamo che i nostri mali macerino nella bellezza..."
RispondiEliminaAbbraccio forte, vania ;)**
Per fortuna c'è la volontà che aiuta.
RispondiEliminaRenèe, dalle mie parti dicono "tieni botta" (ovvero tieni duro).
:-*
Tarlo
Renata, la mia ammirazione per te è sconfinata. Tutti siamo portati ad ostentare il meglio, a far intendere come è bella nostra vita, invidiabile e piena. Io il coraggio di mostrare apertamente le mie fragilità non ce l'ho. Anche questo mi stai insegnando.
RispondiEliminaè raro incontrare una donna che riesca a dichiarare amore ("amo questo posto, amo voi.") mentre si sente attraversata dal male...è una risorsa enorme, che è già all'opera, così visibile, da lasciarsi toccare..:))
RispondiEliminaTu dai i numeri e noi non ci badiamo?
RispondiEliminaMa non vedi che succede Renatì?
Siamo sempre qui a succhiare da te, forse dovremmo semplicemente scambiarci un po' di posto :****
spero solo che sia la parte bassa di una sinusoide. e che la curva riprenda.
RispondiEliminacolpisce di te la tua forza espressiva in un corpo che non ti asseconda.
sei una persona del tutto "al di fuori della norma" che è necessario conoscere. per imparare uno stile nell' affrontare il ciclo del vivente.
Non fare scherzi Renatì!
RispondiEliminaIntervengo poco, ma ti leggo sempre, è il mio modo di starti vicino, non togliermelo ;)
Il sapere ha potere grande sul dolore.
RispondiEliminaQueste parole di Eschilo sono scritte sulla fascetta che avvolge tutti i volumetti che l'editore Apogeo pubblica per Phronesis, la scuola di Consulenza filosofica promossa e protetta da Galimberti. Sicuramente, quelle parole saranno state scelte dallo stesso Galimberti. E provengono dal saggio di Emanuele Severino Il giogo. Alle origini della ragione: Eschilo Per Severino, Eschilo è il più grande pensatore antico, perché per primo e meglio di tutti gli altri pensatori ha pensato il rapporto tra il dolore e la verità.
Al centro dell'Inno a Zeus, che è il centro del pensiero di Eschilo, viene indicata la via per cacciare via il dolore che pesa invano sull'animo e lo lascia nella follia e nell'errore. Perché la liberazione sia efficace, occorre cacciarlo con verità. Perché la via che conduce fuori dal dolore sia vera, occorre sapere che il dolore è unito alla follia e all'errore.
Il dolore autentico dispiega nella mente la sua forza e mostra il suo volto. Esso è unito alla sua vanità e alla follia in cui getta il pensiero.
Che cosa è richiesto se con verità bisogna cacciare il dolore? Zeus. Chiunque egli sia. In qualunque modo egli venga chiamato. Egli è il Principio a cui tutto occorre far risalire.
Il compito della mente è portarsi avanti, oltre il dolore, sino a stare su tutte le cose, raccogliendo sotto di sé il Tutto e dominando tutto ciò che vorrebbe farlo vacillare, per pre-vedere il Senso stabile del Tutto. Episteme è quello stare. Il cantore dell'Inno a Zeus è il filosofo, Prometeo, il previdente, colui che pre-vede e, così facendo, riesce a "sopportare" il dolore. Sopportare, non accettare. Quello di Prometeo è un "no" al dolore.
Perviene al culmine della sapienza chi, protendendosi oltre il dolore, lo caccia dalla mente.
Non è questo un pensiero accessibile, perché ad esso si giunge quando si siano soppesate tutte le cose.
Rivolgersi a Zeus - cioè all'identità che è comune a tutte le differenze - è il vero rimedio del dolore. Questo è il culmine della sapienza.
E' Zeus che guida i mortali alla saggezza. Zeus è il pensiero che scaccia via da sé il dolore.
Il sapere non è efficace ad opera del dolore, ma quando c'è il dolore, portandosi al di là di esso.
come ti capisco..
RispondiEliminanon credevo scrivessi ancora, conosco il tuo blog da un pò.
a presto :)
Negli anni di liceo, all'ultimo anno, quando più grande era l'insicurezza e più forte la paura di non farcela, ho scoperto un modo di consistere in pace, in mezzo alle tempeste che si abbattevano su di me: prima di andare a letto, la sera, leggevo una pagina del Vangelo. Una sola pagina. Sprofondavo in essa, lasciando che portasse pace nel mio cuore. Tornavo meccanicamente al passo che si chiudeva con le parole: Gesù pianse. Un'onda emotiva mi sommergeva, allora, e trovavo conforto contro la tentazione della notte.
RispondiEliminaChiunque egli sia (per te), tu devi invocare Zeus. Da lui proviene ogni saggezza, cioè dalla considerazione del sapere che libera la mente dal dolore.
Tu ti sei rivolta a noi, dicendo di amarci. Noi condividamo con te questa forma di saggezza. Siamo gli amici della noosfera. Chiedi.
Il pensiero di chiudere credo che sfiori di tanto in tanto molti di noi.
RispondiEliminaPerò poi passa.
Non chiudere il miglior luogo di conversazione e di lettura che conosco in splinder.
Sono qui. In questo modo terribilmente imperfetto, ma ci sono.
RispondiEliminarischi di trovarci tutti a casa tua...vedi tu!
RispondiEliminae tu non chiudere, non chiudere, che io sto già male di mio e se molli tu dove la trovo la forza di non mollare io?
RispondiElimina... "No finzioni, no savoir faire"... sì, è vero, non so da che parte partire... parto da un forte abbraccio..
RispondiEliminaciao grande reneè dicicheè
in questo universo di meschini depredatori di vita non ti puoi permettere di chiudere questa finestra che, anche quando rimanda cieli nebulosi....è sempre il nostro bellissimo orizzonte.
RispondiEliminasempre qui per te
iam
renèe senti l'amore che tutti i tuoi amici lasciano qua, sentilo fino in fondo.
RispondiEliminasenti anche il mio..
ti abbraccio
gabriele
Sto vivendo il tuo stesso momento. Diamoci la mano in silenzio.. NIKKA
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaNumero 1: scusatemi, nella foga da malessere viaggiante, ho cancellato tutti i vostri links, che, già l'ho detto, volevo cancellare tutto. E se ne è partito pure qualche avatar tra gli amici.
Numero 2: GRAZIE, a todos. Se già oggi mi sento molto meglio voi e le vostre parole c'entrate e tanto.
:)))
una volta dissi ad un'amica che sentivo che in una certa situazione volevano tagliarmi la testa. Mi disse di porgerla al boia, perchè sapevo che sarebbe ricresciuta. Muori ancora, rinasci ancora. Come intuisci, non resistere al dolore, diventa più vasta, così vasta da contenerlo, così vasta da superarlo, così vasta da annullarlo.
RispondiEliminaTi adoro, Grace. :)
RispondiEliminaGrace, questa è la cosa più bella che tu abbia mai scritto
RispondiEliminaShoruè, tu e Grace due grandi promesse della scrittura siete. Parola di Diciche. :)
RispondiEliminaRenatì ..non pensarlo neanche...perchè rischi quello che ha detto Onda e ti servirà una casa di mille metri quadri....
RispondiEliminaMariafrancè, e tu lo sai che io, di metri quadrati, ne avrò appena 25. Più o meno. :)))
RispondiEliminaLa fatica del leggerti...sta nel non poter allungare una mano e farti una carezza.
RispondiEliminaNon scusarti mai di esprimere, è una scossa di vita che dai...immagina quante persone vorrebbero dirle quelle cose ma non riescono... e vederle scritte in qualche modo le esorcizza....e vedere che rinasci fa rinascere anche noi.
Tutti quelli che sanno donare emozione sono grandi promesse...e tu sei una di quelle, perchè, oltre a dare, hai saputo circondarti di persone che non vogliono nulla...uno entra qui e trova sempre qualcosa dato col cuore.
:*
In effetti, Quero, bisognerebbe inventare un modo per fare passare quella mano attraverso il Pc, chè tante volte vorrei fare arrivare anche la mia. Rischieremmo di diventare tutti come la manina dello zio Ferster. :) Grazie perchè capisci e perchè ci sei. :)
RispondiEliminaSpero che le 'risorse possano emergere' in qualche modo e che io continui a leggerti. Qui o altrove.
RispondiEliminaMarinella
Marinella, tranquilla, qua ci siete voi, lasciamo aperto. Il verbo: "chiudere" è forse necessario, a volte, ma non mi è mai piaciuto. :)
RispondiEliminaBene. Mi conforta!
RispondiEliminaIntanto da me trovi un pensierino per te ;)
E' un grazie per quello che scrivi qui. (...scritto prima di leggere questo post! pensa tu!) ;)
Marinella
Arrivo, Marinella. :)
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