Le parole non spiegano. Ci sono. Ed è uno dei nostri modi di essere. Quando finiscono in un sottoscala, come quelle di Osmin, in questi giorni, non è un esserci senza spiegazioni, ma un non sapere dove andare ... come la parte centrale di questa musica che hai messo Dicichè, poi il piano cerca di riprenderla ma ha meno forza e sempbra abbandonare il campo. Comportamento abbastanza usuale per Osmin, meno per Dicichè.
p.s. quando le parole di Osmin stanno nel sottoscala Osmin non è felice e preferirebbe non dirlo. ma a volte lo dice.
E comunque anche nei giorni un po bui Osmin vede il colore di quelle "non spiegazioni" Sì e il colore di quell'"esserci" fatto di fiori, fiori che cingono i nostri pensieri.
ti confesso una cosa: questo post nasce dalla notizia che una donna giovane, da me conosciuta, ha varcato la soglia mitica. Ho sempre la solita reazione, io, che nella morte, un po' ci vivo: accettare il dolore,domandarmi l'inutile, credere nei piccoli miracoli, e nell'esserci, così, in un fluire naturale, che qualunque volo di mosca potrebbe modificare. In meglio. :)
"Avrei incontrato la Maga? Tante volte mi era bastato affacciarmi ,arrivando a Rue de Seine,all'arco che dà sul quai de Conti,e appena la luce di cenere e di olivo sospesa sul fiume mi lasciava distinguere le forme,subito la sua figurina sottile si disegnava sul Pont des Arts,qualche volta muovendosi da una parte all'altra,qualche altra ferma contro la ringhiera di ferro,china sull'acqua.
Ed è così naturale attraversare la strada,salire i gradini del ponte,penetrare nella sua sottile vita ed avvicinarmi alla Maga,che sorrideva senza sorpresa,convinta quanto me che incontrarsi per caso non era un caso nelle nostre vite,e che la gente che si dà appuntamenti precisi è la medesima che ha bisogno del foglio a righe per scriversi o che preme dal basso il tubetto del dentifricio."
Leti, l'incipit de "Il gioco del mondo", di Cortazar, uno di quei libri che non sono mai riuscita a leggere, dall'inizio alla fine, ma solo aprendo a caso. E forse così andavano letti.
Ogni tanto, malgrado la necessità dei grandi, fragili progetti, ritorna la voglia di affidarsi al grande Caso. :)
Diciche, che quando scrive solo due parole, poi, si rifà nei commenti. :)
"con la Maga parlavamo fino all'esaurimento perché anche a lei capitava (e il nostro incontro consisteva in questo e in tante altre cose oscure come il fosforo) di cadere continuamente nelle eccezioni, di trovarsi fino al collo in caselle che non erano di tutti, e questo senza disprezzare nessuno, senza sentirci dei Maldaror in liquidazione o dei Melmoth privilegiatamente erranti...."
Rayuela, letto e riletto da tutte le parti, a caso, all'indietro, a salti..certe parti anche a singhiozzi ..:)))
"...Da dove iniziare? Se fosse possibile, inizierei contemporaneamente da ogni parte...".
E così ebbe inizio.
Continuiamo ad "asserci", viaggiatrici della vita con un comune itinerario, dirette verso una sempre maggiore consapevolezza, senza mai perdere "quell'illogica allegria" ;)*
Ne La camera chiara Roland Barthes 'commenta' foto storiche dicendo di un particolare le emozioni che suscitano in lui, di che cosa sono frammento; in ogni caso, cosa segnalano, in che senso sono evento per noi. Penso che conserverò questa foto, ché mi ha piacevolmente turbato il colore del copricapo della figura femminile in primo piano. Su di esso si potrebbe scrivere a lungo. Imbastire un monologo. E' singolare il fatto che nei Frammenti di un discorso amoroso egli dica del soggetto che ama che il suo è un discorso di solitudine. Un monologo? Ci inviti a raccontare il nostro amore terreno? So bene che basta esserci, se con Esserci traduci Da-sein. Rilke chiede le sue dieci elegie con il suo Essere qui è bello, che da solo suggella un'intera esistenza, una Divina commedia e una Bibbia: il nostro amore per la vita.
Qualcuno ha detto qualcosa di più alto di John Donne: tu così viva / che pensarti basta / a fare veri i sogni e le favole storia ?
Cara Renee, grazie per farmi pensare che un giorno qualcuno potrebbe esserci al di là della fretta, delle parole, solo per il piacere di esserci. Senza spiegazioni. Gratis. Senza farselo chiedere. Esserci solo perchè ne ho bisogno... La presenza è qualcosa di maleddetamente evidente.Quando c'è si sente,come questa musica.
Onbeauty, mi hai fatto venire in mente dei versi che qualcuno mi ripeteva quando ero piccola: "Non sono nè vecchio nè giovane, ma è come se dormissi sognando entrambe le due età. " :)
Kensington, la passione per la fotografia, sempre passiva e non da fotografa, mi venne proprio leggendo Roland Barthes. Dalla "Camera chiara", passando per i segni e le figure di "Frammenti di un discorso..." in cui, in fondo, è proprio la "grande mancanza" a rendersi attrice monologante, attraverso il cuore dell'uomo. Se un invito mi diverte fare, è proprio quello di sollecitare "parole vere", anche quando registrano un autoinganno, una chute, una dimenticanza del sè. Grazie per Rilke e per John Donne. :)
Le parole non spiegano. Ci sono. Ed è uno dei nostri modi di essere. Quando finiscono in un sottoscala, come quelle di Osmin, in questi giorni, non è un esserci senza spiegazioni, ma un non sapere dove andare ... come la parte centrale di questa musica che hai messo Dicichè, poi il piano cerca di riprenderla ma ha meno forza e sempbra abbandonare il campo. Comportamento abbastanza usuale per Osmin, meno per Dicichè.
RispondiEliminap.s. quando le parole di Osmin stanno nel sottoscala Osmin non è felice e preferirebbe non dirlo. ma a volte lo dice.
Esserci, come una mano, come un delirio, come una voce fresca.
RispondiEliminaE comunque anche nei giorni un po bui Osmin vede il colore di quelle "non spiegazioni" Sì e il colore di quell'"esserci" fatto di fiori, fiori che cingono i nostri pensieri.
RispondiEliminaE questi rimandi di colore dicono a noi, anche in un post di quattro parole, che è un post di Dicichè.
RispondiEliminaascolto e ti immagino
RispondiEliminaOsmin più triste sopra,
RispondiEliminaOsmin meno triste sotto,
ti confesso una cosa: questo post nasce dalla notizia che una donna giovane, da me conosciuta, ha varcato la soglia mitica. Ho sempre la solita reazione, io, che nella morte, un po' ci vivo: accettare il dolore,domandarmi l'inutile, credere nei piccoli miracoli, e nell'esserci, così, in un fluire naturale, che qualunque volo di mosca potrebbe modificare. In meglio. :)
...che poi di là dell'angolo c'è sempre qualcuno che aspetta...
RispondiEliminao qualcosa...
e quel non esserci al di qua lascia il ricordo quasi a quel voltarsi e non poter vedere...
ecco il viola e l'arancio insieme che ricordano un po' gli anemoni, mi piacciono un bel po' :)
RispondiEliminae tu ci sei
Esagerato, hai accolto la mia "provocazione". :)
RispondiEliminaAmalteo, queste note, quella storia, quel film, credo che ce l'abbiamo dentro tutti. Grazie. :)
Anche tu, Qwe, hai accolto la mia "provocazione": dare il "la" alle vostre parole. :)
RispondiEliminaMiss floreale, io ci sono, tu ci sei e speriamo di esserci ancora a lungo, rompendo un po' le p...., di qua e di là. :)
esser-ci, stare qui e ora, starci così come si è, stare al gioco, il gioco infinito del mondo che c'è, così come è..
RispondiEliminaOk ci sto :)))
Bene, Leti, andiamo.
RispondiElimina"Avrei incontrato la Maga? Tante volte mi era bastato affacciarmi ,arrivando a Rue de Seine,all'arco che dà sul quai de Conti,e appena la luce di cenere e di olivo sospesa sul fiume mi lasciava distinguere le forme,subito la sua figurina sottile si disegnava sul Pont des Arts,qualche volta muovendosi da una parte all'altra,qualche altra ferma contro la ringhiera di ferro,china sull'acqua.
Ed è così naturale attraversare la strada,salire i gradini del ponte,penetrare nella sua sottile vita ed avvicinarmi alla Maga,che sorrideva senza sorpresa,convinta quanto me che incontrarsi per caso non era un caso nelle nostre vite,e che la gente che si dà appuntamenti precisi è la medesima che ha bisogno del foglio a righe per scriversi o che preme dal basso il tubetto del dentifricio."
Leti, l'incipit de "Il gioco del mondo", di Cortazar, uno di quei libri che non sono mai riuscita a leggere, dall'inizio alla fine, ma solo aprendo a caso. E forse così andavano letti.
Ogni tanto, malgrado la necessità dei grandi, fragili progetti, ritorna la voglia di affidarsi al grande Caso. :)
Diciche, che quando scrive solo due parole, poi, si rifà nei commenti. :)
Che poi si è anche senza esserci sia di qua che di là dell'angolo :-" NIKKA
RispondiElimina"con la Maga parlavamo fino all'esaurimento perché anche a lei capitava (e il nostro incontro consisteva in questo e in tante altre cose oscure come il fosforo) di cadere continuamente nelle eccezioni, di trovarsi fino al collo in caselle che non erano di tutti, e questo senza disprezzare nessuno, senza sentirci dei Maldaror in liquidazione o dei Melmoth privilegiatamente erranti...."
RispondiEliminaRayuela, letto e riletto da tutte le parti, a caso, all'indietro, a salti..certe parti anche a singhiozzi ..:)))
"...Da dove iniziare? Se fosse possibile, inizierei contemporaneamente da ogni parte...".
RispondiEliminaE così ebbe inizio.
Continuiamo ad "asserci", viaggiatrici della vita con un comune itinerario, dirette verso una sempre maggiore consapevolezza, senza mai perdere "quell'illogica allegria" ;)*
renee, esserci come radice, esserci come acqua salata, esserci come legame, esserci come apertura, esserci come nuovo e vecchio insieme
RispondiEliminaNe La camera chiara Roland Barthes 'commenta' foto storiche dicendo di un particolare le emozioni che suscitano in lui, di che cosa sono frammento; in ogni caso, cosa segnalano, in che senso sono evento per noi. Penso che conserverò questa foto, ché mi ha piacevolmente turbato il colore del copricapo della figura femminile in primo piano. Su di esso si potrebbe scrivere a lungo. Imbastire un monologo. E' singolare il fatto che nei Frammenti di un discorso amoroso egli dica del soggetto che ama che il suo è un discorso di solitudine. Un monologo? Ci inviti a raccontare il nostro amore terreno? So bene che basta esserci, se con Esserci traduci Da-sein. Rilke chiede le sue dieci elegie con il suo Essere qui è bello, che da solo suggella un'intera esistenza, una Divina commedia e una Bibbia: il nostro amore per la vita.
RispondiEliminaQualcuno ha detto qualcosa di più alto di John Donne: tu così viva / che pensarti basta / a fare veri i sogni e le favole storia ?
Pardon: Rilke chiude...
RispondiEliminaah l'hai visto!? fa per conto suo pur di esserci, ma vedo arrivare il tuo, una spiegazione ci sarà alla fine!?
RispondiEliminaCara Renee, grazie per farmi pensare che un giorno qualcuno potrebbe esserci al di là della fretta, delle parole, solo per il piacere di esserci. Senza spiegazioni. Gratis. Senza farselo chiedere. Esserci solo perchè ne ho bisogno... La presenza è qualcosa di maleddetamente evidente.Quando c'è si sente,come questa musica.
RispondiEliminaToro ascendente capricorno
Esserci!
RispondiEliminaE' un dono caldo
che non sempre si capisce.
Talvolta più si è,
più si è ignorati.
Esserci senza spiegazioni, come dici tu!
Eccomi!
Oggi sei pericolosamente assente.
RispondiEliminaforse ci stai suggerendo che l'esserci è misterioso misto di presenza e assenza? :)
RispondiEliminarenèe volevo solo dirti che io ci sono sempre..
RispondiEliminati bacio
gabriele
Ehi, buonasera a tutti.
RispondiEliminaSono stanchissima, che martedì, a scuola, è il mio giorno nero-notte, con rientro pomeridiano.
Domani sto a casa e rispondo a tutti tutti.
Bonne nuit, mes amis...:)
voglio il cappello dell'autunno, voglio indossarlo per andare a dipingere gli alberi con gli infiniti acquarelli della natura
RispondiEliminaGrazie Shoruè, e, ddomani, a mente fresca, ci ritornerò su. :)
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaA casa, oggi, finalmente.
:)
Leti, e sul fatto che tu, in quel libro magico, ti ci fossi immersa molte volte, davvero non avevo alcun dubbio. :)
RispondiEliminaBabel, conosci cura migliore dell'illogica allegria? :)
Onbeauty, mi hai fatto venire in mente dei versi che qualcuno mi ripeteva quando ero piccola: "Non sono nè vecchio nè giovane, ma è come se dormissi sognando entrambe le due età. " :)
Kensington, la passione per la fotografia, sempre passiva e non da fotografa, mi venne proprio leggendo Roland Barthes. Dalla "Camera chiara", passando per i segni e le figure di "Frammenti di un discorso..." in cui, in fondo, è proprio la "grande mancanza" a rendersi attrice monologante, attraverso il cuore dell'uomo. Se un invito mi diverte fare, è proprio quello di sollecitare "parole vere", anche quando registrano un autoinganno, una chute, una dimenticanza del sè. Grazie per Rilke e per John Donne. :)
Onda, ha parlato? :)
RispondiEliminaToroascendentecapricorno, grazie. :)
E se ci sei, Ottò, siediti e prenditi un caffè. :)
Esagerato, Leti, i motivi delle mie assenze sono molto più terra terra: sul letto, io e la mia stanchezza stiamo. :)
Lo so che ci sei, Gabriè, lo so. :)
Sho, poche e deliziose parole, le tue...:)
era interiore
RispondiEliminaOnda, menomale. Così non ha fatto tanto casino. :)
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