Da questo momento, nel blog, verranno inseriti,
periodicamente, piccoli: "In memoriam" di personaggi
che non hanno trascorso la loro vita a scegliere le soluzioni più
comode, o quelle tipicamente denominate: "all'italiana".
Banalmente,
imbrogliacci,
o "gnommeri",
come direbbe Gadda.
A tal fine, si utilizzeranno persino gli orribili (personalissima opinione) video youtube, di cui, in mancanza di parole, si fa un uso spropositato.
Cominciamo con Pasolini.
Che parla, nel primo video, di un libro che non invecchia mai:
"Lettere ad una professoressa", di Don Milani.
La "fortuna" me lo ha posto tra le mani, prima di incominciare ad insegnare,
in scuole sfatte, dannate, periferiche.
Brevissimo, ma incisivo, il secondo video sull'engangement.
E sono pesante, sì, in questo periodo, e che ci vogliamo fare...
ehi, fate attenzione alla definizione che si dà di poesia...:)


Questo finisce dritto nella tesina del tirocinio!
RispondiEliminaSapevo che lettera a una professoressa ci sarebbe finito, non sapevo come infilarci Pasolini (che adoro, ci ho fatto la precedente tesi) tu mi hai risolto tutto... che dire?
Sei magggica!!!
''Un odio,un senso di vendetta verso gli altri che una volta approfondito e liberato diventa amore''.....questa è la poesia...grazie Pier Paolo...
RispondiElimina(...Meraviglia....)
Sho, visto che i blog servono a qualcosa? :)))
RispondiEliminaYllo, ti giuro che, anche per me, questa sua definizione è stata una sorta di rivelazione. :)))
Mi piace Pasolini anche se conosco soprattutto i suoi film. Il suo pensiero lo conosco dalle interviste e dai suoi documentari girati nell'Italia depressa del periodo. Ricordo che, quando ero ragazzo, lo ascoltavo alla radio e rimanevo affascinato pur non capendoci granché..., e poi io ero figlio di un poliziotto, per cui la sua frase "io sto dalla parte dei poliziotti ....ecc..." mi fece pensare non poco...:)
RispondiEliminaIl concetto sulla poesia non mi stupisce, perchè ho cominciato a dipingere a tredici anni più o meno per lo stesso motivo...bello, e vero, anche l'altro, nonostante conosca una miriade di artisti convenzionali più del ragioniere del catasto (non me ne voglia)...a molti piace l'idea dell'artista trasgressivo, (ma del passato) quello attuale, una volta incontrato, lo lapiderebbero:)*
Onda, e l'incrocio Pasolini-Don Milani, anche se ha ormai 40 anni, è bello assai. E qua si scopre che tu dipingi. Bene. Allora ti ossessionerò, per vedere, sul tuo blog, o dovunque tu voglia, quella tua rabbia diventata colore e poesia.
RispondiElimina:)
grazie grazie grazie...Don Milani, un esempio per me...grazie per averlo ricordato,abbraccio
RispondiEliminama petite Orax, è la loro esistenza, la loro passione che non bisognerebbe mai smettere di ringraziare.
RispondiEliminaIn questi tempi, soprattutto.
:)
vengo da un intermenabile e compiaciutissimo sermone spacciato per seminario di filosofia... e così ancor prima di aver aperto i video youtube. solo il suono, manco il senso, delle seguenti parole - le dico in ordine di apparizione nel post - : in memoriam - imbrogliacci - gnommeri - Gadda - Pasolini - Don Milani - poesia - Pasolini/Don Milani , mi hanno letteralmente..decontaminato dall'aria asfittica della sagrestia polverosa che è diventato il luogo in cui lavoro, per giunta credendoci ancora..
RispondiEliminaper fortuna che c'è Casa Renée :)))
Letì, ahahahahahhahahahahahahhahahah. E, tu lo sai, Casa Renée, per te, è sempre spalancata. Si provvederà anche a renderla più comoda. :)))
RispondiEliminaPasolini non ho mai letto nulla, sì forse qualche pagina di Petrolio, Pasolini non ho mai visto un film, mai, le poche volte che lo ho sentito parlare mi ha sempre fatto un'impressione formidabile. Lapidario, di una lucidità assolutamente incredibile, cruda, anche nel rosso fuoco, anche nel definire l'amore, anche nel definire la poesia.
RispondiEliminaOsmin, quanto manca quella tensione alla lucidità, quanta indulgenza, oggi, per il "confuso".
RispondiElimina:)
Nota eterografa per i lettori:
RispondiEliminala frase E sono pesante, sì, in questo periodo, e che ci vogliamo fare... è stata pensata dall'autrice in dialetto calabrolatino e tradotta in tempo reale mentre stava alla tastiera.
Giuro.
Osmin, per i linguisti puri rifaccio la traduzione in calabro-latino-bruzio :
RispondiElimina"E signu pisante, sì, 'ntra ssu periodu, e cchi cce potimu fare..."
:)
che sottigliezze, anche il come la frase è stata pensata... una vera ricerca dell'archetipo!
RispondiEliminaSho, non ti fidare di Osmin. Si vuole vendicare del fatto che ieri a lui, uomo del nord profondo, ho tenuto una lezione in calabrese. Spiegandogli, minuziosamente, molte derivazioni dal latino. :)))
RispondiEliminaMi conforta che un senso di vendetta possa diventare amore. Come si fa?
RispondiEliminaEsagerato, ci si prova. :)
RispondiEliminaPasolini sconvolge sempre ogni categoria mentale...è un genio....che commozione vederlo!
RispondiEliminaIl suo pensiero si insinua dappertutto, persino nel pensiero meridiano...ottima iniziativa prof. Dicichè
Ti riporto quanto detto in una recensione del libro IL pensiero Meridiano di Cassano:
RispondiElimina"Anche Pasolini può essere considerato un pensatore meridiano, per l'ossimoro esistenziale che la sua vicenda contiene. Questa dimensione di ossimoro si evidenzia a diversi livelli. Per Pasolini stare nell'ossimoro vuol dire molto più che vivere inchiodato alla propria diversità condannandosi alla sua infinita ripetizione; significa esaltare le diverse forme dell'antitesi e della contraddizione. Nella diversità di Pasolini c'è anche il rifiuto del padre, inteso anche come scontro frontale con le convenzioni, le tradizioni e l'autorità. Ma questa rivolta contro il padre è, al contempo, condannata, quando diventa non più un azione di pochi, rischiosa e autenticamente liberatoria, ma un esercizio di massa con cui occultare le responsabilità dei figli. Infine, un altro ossimoro di Pasolini sta nell'affermazione del sacro che diventa motivo ispiratore di una critica, di un uso della tradizione contro il potere. La tutela del senso del sacro non è un ingenuo ritorno a una candida e impossibile sottomissione; è solo il desiderio di indicare ciò che, sottraendosi all'ideologia dello sviluppo, possa costituire materia per fargli da argine."
Mariafrancè, grazie per il brano. Ogni essere umano è, a suo modo, un ossimoro. E poi ci sono gli ossimori grandi, come lui, e gli ossimori devastanti che meglio sarebbe non lasciassero nessun segno.
RispondiEliminaP.S. Il libro che mi hai regalato, marì, mi guarda interrogativo. Lo leggerò, prima o poi, sì, lo leggerò.
:)
Ehi, Marì, la prossima volta che vieni a trovarmi voglio masterizzarti qualche film.
RispondiElimina:)
Facciamo mercoledì? Si, si, Renatì, i film francesi, piacciono anche a me tantissimo.....
RispondiEliminaMariafrancè, purtroppo mercoledì pomeriggio ho lunga seduta di fisioterapia. Facciamo per fine settimana? Viene anche a trovarmi amica carissima. Così te la faccio conoscere. :)
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