Nevrosi fortemente condivisibili

Gli fanno il verso
quelli di “Striscia la notizia.”
“Ma come parli, le parole sono importanti”.
Tirando fuori il mio vecchio dizionario etimologico,
voglio gridarlo anch’io.
Sono sempre stata convinta che, anche nei territori dell’astratto,
risultano più incisivi i termini il cui intreccio regala immagini.
Da trattenere, su cui ritornare.
Quegli intrecci non se ne vanno più, mentre l’ammasso di parole buttate lì, prese in prestito, scivola scivola, scivola.
A rileggere, tutto scivola ancora di più.
Una delle forme più inquietanti del “Nulla”.
Forse, da qualche parte, esiste un cimitero di parole, quelle che sono morte, perché non sono mai state vive.
Quel luogo ormai è talmente grande che ha invaso ogni spazio vitale, pubblico e privato,
comprese le emozioni, le convinzioni intime, la struttura dei sogni,
persino l’amore.
Come si fa ad amare con pochi termini morti e stantìi?
A scuola faccio spesso un gioco: recuperare con minuscole ambulanze le parole ferite,
(ci sono, sì, ci sono),
e si nota che le più difficili da guarire sono quelle manipolate, a proprio uso e consumo,
da un soggettivismo banale o da freddi codici oggettivi ,
ben lontani da ogni, seppur piccolo, intento creativo.
Nanni sarà un grandioso egocentrico, ma a questo concetto lui ha dato delle immagini.
Potenti, indelebili.
sottovoce verso il pubblico:"ma voi l'avete mai vista a renée che grida" ... mo guardate ....
RispondiEliminaOh Renée, ero un tantino annoiato e sono venuto nel tuo blog, dove trovo sempre qualche battuta gustosa, per ingannare i miei pomeriggi di pioggia. Sai renée sono un tantino metereopatico in questo momento della mia vita ... non so perchè ma quando piove mi deprimo ... in questi giorni poi che non faccio che attendere il tepore primaverile, questa tempaccio è ancora più molesto non trovi?
RispondiEliminaOsmin, mi hai sentita gridare, ma non mi hai vista. Senza la cuffia, costumino e senza barba, un po' a Nanni somiglio, sì. E non ho più pazienza: di fronte a tirate preconfezionate, ora non grido neanche più, scappo, oppure, senza vergogna, dico: "Mi annoio, cià". :)))
RispondiEliminaOsmì, ma al secondo comm. vuoi che riponda: " Mi annoio, cià"?
RispondiElimina:)))
No volevo che ti mettevi a urlare.
RispondiEliminaMi fai venire voglia di scrivere in maniera diversa anche la lista della spesa. Rido.
RispondiEliminaun pronto soccorso di parole? mi piace, lo metto vicino al reparto ostetricia, la dove creo mille parole nuove
RispondiEliminaOsmn, te l'ho detto che non urlo quasi più. :)
RispondiEliminaEsagerato, e magari accanto ad ogni alimento ci aggiungi la descrizione del suo profumo. :)
Mi piace proprio, Sho, questo reparto tuo, assai. :)
di sera, quano non sono troppo stanca, vado avanti con la lettura di Amos Oz; è uno che vuole bene alle parole; non solo, almeno credo, perché anche per lui come per tutti quelli che spartiscono la sua stessa lingua, le parole sono le cose stesse, hanno peso perciò e misura ma perché lui non le usa, piuttosto ci entra in relazione. Così difficilmente muoiono...
RispondiElimina:)))
Nanni è grande ed è vero...ed è vero ciò che dici: parole ferite, defunte, alle quali non hanno fatto nemmeno un degno funerale, cerebrolese, vilipese! un mondo di mezze lingue
RispondiEliminaCondivido e per dare vigore al concetto in questione espresso con le immaginì alla perfezione da Nanni, dovrebbero passare questi fotogrammi come pubblicità subliminale ogni cinque minuti in tv. NIKKA
RispondiElimina"le parole sono importanti"
RispondiEliminacome è vero.
"risultano più incisivi i termini il cui intreccio regala immagini.
Da trattenere, su cui ritornare."
brava, diciche.
"bisogna trovare le parole giuste. chi parla male, pensa male"
:) aura
Sono tante le parole ferite, è vero. Ma la cosa che non sopporto è quando si 'feriscono' le persone con le parole: non nel senso di usare deliberatamente le parole per ferire, ma quando si usa 'giocare con le parole' sapendo che il proprio interlocutore non è in grado di accoglierne e negoziarne il significato. Quell'uso scaltro del parlare è insopportabilmente violento.
RispondiEliminaIl tuo lavoro di riappropriazione di significanti e significati è prezioso. Grazie per questo.
Marinella
dai ripetizioni Renatì? :) sei fantastica...mi ricordi la passione del Don Milani...
RispondiEliminaciao Renèe .
RispondiEliminaleggendoti mi è venuta in mente la parola malcompresa e tutte le conseguenze che questa può avere . Ron Hubbard non permetteva la lettura di un suo testo se nello studente notava una malcomprensione perchè questa avrebbe non solo provocato l'abbandono allo studio , ma anche somatizzazioni pericolose .
è uno studio interessante che feci e tu me lo hai subito portato alla mente . Nanni ? e come potrebbe venire apprezzata la sua intelligenza nel nostro bel paese delle banane ? rischio di apparire europeista , ma in fondo è ciò che sono e credo tu l'abbia capito da tempo .
ciao . ti rinnovo la mia stima nei tuoi confronti .
Linda
io questa scena l'ho sempre adorata... la mia parola di oggi è esiziale e la tua Renèe?
RispondiEliminaHo trovato bellissima l'idea delle piccole ambulanze per le parole ferite. Dovrebbero esportarla in tutte le scuole.
RispondiEliminaDici, mi è successa una cosa terribile, ero a scuola, alle medie, una ragazzina legge una sua risposta
RispondiElimina"...non sottolinea e omette..."
al che un compagno la interrompe
"ed omette, eD!"
e la proff
"ma no, ed è una parola così poco comune, ormai non si usa più, giusto giusto davanti a una parola che inizia con la 'e' e poi non interrompere ad ogni occasione"
Ti giuro, ho sentito "crack" dentro di me, era un pezzetto di cuore che si rompeva...
al che mi avvicino al banco del ragazzino e gli dico
" 'ed' è una bellissima parola e a me piace tanto, usala pure quanto vuoi, nessuno potrà mai correggertela se la metti davanti a una vocale"
e lui mi ha sorriso complice
Buonasera a tutti.
RispondiEliminaMartedì ritorno da scuola a quest'ora, con la stessa energia di un tappeto. Su cui sono passati e ripassati. Mistero Youtube: il primo video di Nanni, quello in cui prende a schiaffi la giornalista scema, al grido di: " Ma come parli? Le parole sono importantiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii", non si vede più. Mah...Mah...
Leti, e fa bene Amos Oz ad entrarci in relazione, chè le parole hanno quasi un dominio proprio e soffrono, si ribellano quando sono barbaramente possedute...:)
RispondiEliminaOnda, le parole cerebrolese sono quelle che patiscono di più. :)
Nikka, specialmente mo, questi messaggi subliminali ce li possiamo scordare...:)
Aura, quello è, chi parla male, pensa male...Mentre può essere che chi non parla proprio...:)
Marinella, e c'hai ragione, i moderni Azzeccagarbugli sono una categoria "spregevole".
RispondiEliminaOrax, mica hai bisogno delle mie ripetizioni, tu...:)
Linda,
RispondiEliminan.1: sono felicissima di vederti qua. Mancavi e tanto, mancavano le tue parole che non si accontentano di formule vuote, ed entrano e restano.
n.2 D'accordo con ciò che dice Ron Hubbard. E' proprio la lingua che rimane estranea a provocare dispersioni, e non solo scolastiche.
n.3 Tu che sei una brillante europeista rimani un po' nel nostro paese delle banane o riparti subito?
n.4 Alla tua stima ricambio. E aggiungo anche tanto, istintivo, affetto. :)
Mi piace l'idea dell'ambulanza delle parole. L'idea che oramai si usano solo aggettivi per spiegare le cose, i fatti, mi fa rabbrividire.
RispondiEliminaCiao Michele
Lisa, la mia, oggi, è una parola semplicissima, suggerita e voluta intensamente dal corpo ( pure lui, ogni tanto, si deve ascoltare). SONNO, Lisa, SONNO, SONNO. :)))
RispondiEliminaPyperì, lo farebbero pure, ma non hanno un ministro all'altezza per questa nuova Sanità. :)))
Shoruè, non mi fare parlare, Shoruè, non mi fare parlare...Tu, questi ragazzini, continua a incoraggiarli. Come già, egregiamente, fai...:)))
Michele, pure a me. In questo, sono fortemente "reazionaria" e poco me ne fotte della "modernità".
RispondiElimina:)
diciche
RispondiEliminafosse per me li tirerei su dalla materna in poi a modo mio, ma non si può...
(il sottotitolo era: dammi una mano anche tu, come già fai)
RispondiEliminaCerto, Sho. Sei giovane, hai una bella energia, una curiosità incontenibile...Nella scuola, sono le persone come te, con un dinamismo che non si perde dietro le cazzate, a darmi sollievo. :)
RispondiEliminaVero. Il primo video non si vede più. Renata, riguardati, soffro un pò quando leggo che gli impegni ti stancano.
RispondiEliminaRenà, questa sera mi prenderei a coltellate...:-)
RispondiEliminaE buongiorno.
RispondiEliminaEsagerato, grazie. Per riguardarmi, non dovrei più fare. C'est ne pas possible... :)
Anonimo, dichiaro che sono formalmente contraria ad ogni applicazione dell' Harakiri. :)
Non amo particolarmente il personaggio...
RispondiEliminaMa condivido il tuo pensiero...
E mi sto scervellando per cercare qualche stantiologismo...
Stantio... Si usa ancora Stantio?
Boh?
Sì, Qwe, si usa ancora. E forse sta diventando un termine raro. Se guardi lo Zingarelli, per es., vedi che è un "paese" disseminato di croci.
RispondiElimina:)
certo che se invece della croce lo Zingarelli usava un altro simbolo...
RispondiEliminavoglio dire, la croce secondo me porta anche jazza! :-P
buona giornata
Jazza= jella, immagino. Sho, mi sono spariti entrambi i video che avevo messo. :)
RispondiEliminavedi: te l'avevo detto! :-P
RispondiEliminaSi jella
Sho, sai come si chiama dalle nostre parti? "Affascinu".
RispondiElimina:)
dici, le tue parti sono anche le mie parti ;-) beh, almeno al 50%! ;-)
RispondiEliminain ogni caso jazza non è della mia città, nella mia città si dice "pegoa"
RispondiEliminaE lo so, Sho, che la ta anima è, per metà, meridionale. Magari tutta, chissà.
RispondiElimina"Amme pusate chitarre e tambure
pecche' 'sta musica s'ha da cagna':
Simme brigante, facimme paure
e co 'a scuppetta vulimme canta'
e co 'a scuppetta vulimme canta'.
E mo' cantamme 'sta nova canzone
tutta la gente se l'ha da 'mpara':
che ce ne fotte d'o rre Burbone
'a terra e' nostra e nun s'ha da tucca'
'a terra e' nostra e nun s'ha da tucca'.
Chi vide 'o lupo e s'e' mise paura
nun sape bbuone qual e' 'a verita':
'o vero lupo che magna 'e criature
e' 'o piemontise c'avimm'a caccia'
e' 'o piemontise c'avimm'a caccia'.
Tutte 'e paise da' Basilicata
se so' scetate e vonne lutta':
pure 'a Calabria mo' s'e' arrevutata
e 'sto nemiche facimme trema'
e 'sto nemiche facimme trema'.
Femmene belle, cavate lu core
se lu brigante vulite salva':
Nun me cercate, scuordateve l'omme
ca 'stu nemiche nun tene pieta'
ca 'stu nemiche nun tene pieta'.
Omme se nasce, brigante se more
e fino all'ultimo avimm'a lutta'
e se murimme mannate 'nu fiore
e 'na bestemmia pe' 'sta liberta'
e 'na bestemmia pe' 'sta liberta'."
Visione romantica, assai lontana dal vero, sul brigante.
:)
non troppo lontana però, tutto sommato i primi briganti erano contadinotti stanchi di pagare le tasse che si rifugiarono ai margini della legge (e del territorio civile) per poter assaporare una loro libertà (a discapito di quella di altri)
RispondiElimina...Ma molti altri, Sho, erano solo guardiani delle "difese" dei padroni.
RispondiEliminaNel paese in cui nacqui, Macchia, c'era, un secolo prima, uno dei più efferati briganti. Sho, ma la moglie, Ciccilla, non era da meno. Mio nonno Tuture si divertiva a raccontarmi di quando lei, scoperto il marito a letto con un'altra donna, lì per lì non fece nulla. La invitò a bere un caffè tre mesi dopo e l'uccise, stritolandole la testa nel telaio.
Ecco, Sho, io con queste storie sono cresciuta. :)))
Bellissima l'ambulanza per le parole bistrattate. A me capita questo: che leggendoti mi viene voglia di usarle meglio :)
RispondiEliminaAlors "evviva", On. Che la primavera sia con te, Ludo. :)
RispondiEliminaniente bertoldo?
RispondiEliminafamiglia che vai fiabe che trovi ;)
Sho, e ti pare che poteva mancare Bertoldo? Il contadino con le scarpe grosse e la testa fina...
RispondiEliminaE poi c'era Jugale, uno scioccone che non ne imbroccava una, e la mamma gli diceva di cuocere,per es., tre ceci e lui tre ne cuoceva. Con due ne provava la cottura e, nella pentola, ne rimaneva uno solo, sparuto e peregrino. Oppure gli chiedevano di tirare la porta, quando usciva e lui smontava tutto e se la metteva sulle spalle. Insomma, uno che prendeva tutto alla lettera.
Mio padre sempre "Jugale" mi chiamava.
Chissà perchè...
:)))
Perchè non scrivi più?
RispondiEliminaHa ragione Esagerato!
RispondiEliminaMancano le tue parole...
Buon 25 aprile!
Marinella
Esagerato, impasse. :)
RispondiEliminaMarinella, se l'umore non è buono, se l'umore non è "vero", escono fuori solo lamenti. Quelli ve li risparmio volentieri. :)
Un bacio alla mia 'diciche che non dice'.
RispondiElimina'notte
Marinella
ps. Ma i nostri occhi aspettano, eh...
ciao Renée, passo con un abbraccio :))
RispondiEliminaMarin+, ti dispiace se una "buona liberazione" te la auguro oggi? :)
RispondiEliminaLetì e, ovviamente, in volo...:)
Ciao Renèe, buon giorno!
RispondiElimina"..chi parla male, pensa male, vive male"
diceva il personaggio (Moretti) nel film.
Ti dirò che ricordavo queste battute dopo aver visto il film la prima volta, e spesso mi è capitato di ripeterle a parenti e amici...
Scusa il lungo silenzio, un poco di timore a confrontarmi con un modo che non capisco e dal
...va beh, è partito il commento, di sua iniziativa!!!
RispondiEliminafiniamola così...allora, ciao, un bacio.
Ottobre non ho capito, e mi interessa: cos'è che ti crea timore? :)
RispondiEliminaNon amo particolarmente Moretti.
RispondiEliminaMa comprendo ciò che vuoi dire.
Un giorno mi intestardii con "Intonso"...le parole desuete hanno un fascino particolare su di me...ma poi amo pure i neologismi...quando si deve dire una cosa e non si trova la parola corrispondente è bello anche usare la fantasia....usare le parole per creare le parole...usare le parole per create un'immagine... l'importante è non usarle male.... ma poi... qual è la linea di demarcazione?
Quando credo di essere stanca di pensare, ti leggo e mi accorgo che non avevo l'argomento giusto a cui pensare...ora andrò avanti tutta la giornata a pensare a "stantìo" mannaggia a qwe!
Bacio Renè :D
La linea di demarcazione, Quero? Non considerare le parole come soggetti non viventi. Rido, però, pensando a te e a "stantìo". Immagino che tiri fuori vecchie cose dalla soffitta, magari quelle che hanno un odore stantìo. Insomma, ti vedo sommersa da oggetti e panni inutili, mentre maledici me e Qwe...:)))
RispondiEliminaForse ho usato il termine sbagliato per indicare la soglia oltre la quale una parola viene usata male.
RispondiEliminaConsidero viventi tutte le parole, tutto ciò che si costruisce: frase o pensiero, è vivente...anche una parola buttata lì, senza apparentemente senso, per chi la scrive un senso ce l'ha.
Anche mentre demolisce, una parola è attiva e vivente.
Si...immaginami così, adoro frugare nelle cose del passato...aprire quei vecchi bauli pieni di foto e libri vecchi, ingialliti e con quell'odore particolare....che è di stantio sì...ma stantio buono :P
Oggi vedo tutto positivo... sono riuscita a leggerti e commentarti per ben due volte...se non è una bella giornata oggi!
Non vi maledirei mai...ma qualche parolaccia ci sta :P
:*
Oh Quero, dimmi la verità, è così dura leggermi?
RispondiElimina:)))))
Ti voglio assai bene, a te, ai bauli pieni di polvere, alle parolacce buone...Vuoi vedere che, pure per me, la giornata è buona?
:)))
Ma tu chi ti credi di essere?
RispondiEliminaDunque, Anonimo: nome: Renata; cognome:T....; età: 43 ; professione: insegnante di lettere in un istituto superiore ; umore odierno: buono.
RispondiEliminaEcco, credo che queste poche denotazioni possano bastare.
Oh, e ringrazia che ti ho regalato tanti punto e virgola. Regalo assai raro, per me.
:)