
Gérard Titus- Carmel.
Gatto, dimmi, che vedi
da quelle tegole lassù?
Altre Intensità
Mercedes Sosa
Ahò, ci ho preso gusto...
Pezzettino piccolo, in spagnolo, di uno dei brani che amo di più:
"Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
Cambia todo cambia
(...)
Pero no cambia mi amor por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor de mi pueblo y de mi gente..."
Todo Cambia, Mercedes Sosa
Realtà.

Diglielo tu, io non posso andare.
Non ora, no.
Digli di viversi la sua inquietudine
come se fosse il regalo più prezioso.
Digli che passa questa malattia del “reale”,
che non molli, no.
Non insistere, non riesco ad alzarmi, la volontà non c’entra.
Non mi ricordare sempre
che un uomo può anche essere forte.
Le mie gambe ora sono rigide, io parlo
con il corpo.
Mi hanno sollevato, di peso, dal contatto
con il marmo grigio.
Le mie gambe sono rigide, io parlo anche con il corpo.
No, non dirglielo che questa parte di me, ora,
è così muta.
Ho paura.
Aspetto.
Ritornerà, la “voce”?
Oggi, prevale la Musica.

Paolo Conte
"non ridere
non ridere
se mi vedi che mi scappa il piede e scivolo,
un mio ritmo di passione e di tentazione avrei,
i tappeti dai palazzi far volare saprei.
non ridere
non ridere
se io cado, inciampo e faccio per andarmene,
siamo angeli stregati da infinita allegria
siamo angeli confusi da una grande maestria.
non ridere
non ridere
stringimi stringimi
parlami
abbracciami
abbracciami
abbracciami
io e te,
lo sai,
siamo esseri sensibili, siamo spiriti del mondo
sulla pubblica via,
siamo angeli stregati da infinita allegria.
non ridere
abbracciami"
Non ridere, Paolo Conte, Elegia.
Pezzo fantastico, perché, nel fumo, nella negazione e nella "perdita",
emerge un non sconfitto desiderio d'amore.
E siccome io, per problemi fisici e non metaforici,
inciampo e cado spesso, tutto ciò mi tocca molto...
Je t'aime...moi non plus
![]()
Serge Gainsbourg e Jane Birkin.
In Francia, paese davvero molto più evoluto,
qualche anno prima scoppiava lo scandalo
di una favolosa coppia di amanti:
Serge G. e Jane B.
Con questa canzone:
"Je t'aime je t'aime
Oh oui je t'aime!
- Moi non plus.
- Oh mon amour...
- Comme la vague irrésolue
Je vais je vais et je viens
Entre tes reins
Je vais et je viens
Entre tes reins
Et je
Me retiens
- Je t'aime je t'aime
- Oh oui je t'aime!
- Moi non plus.
- Oh mon amour...
Tu es la vague, moi l'île nue
Tu vas tu vas et tu viens
Entre mes reins
Tu vas et tu viens
Entre mes reins
Et je
Te rejoins"
P.S.: Scusatemi, i sospiri appassionati della Birkin
non riesco a riprodurli :)
Io, tu e le corna in mezzo.
Simbolo, negli anni ’70,
della smania forsennata di tradimento,
per l’italiano medio, era questa canzò:
“buonasera dottore
-ciao sono ioooooo-
-buonasera dottore-
-...amore miooooo-
-si mi dica-
-non resistevo piùùùùùù-
-ah bene-
-…pensavo a teeee-
-direi che e' importante-
-…quando verrai?-
-ma adesso non so, dipende-
-non parlare se lì c'e' lei,
lascia parlare me,
di sì o noooo-
(…)
-mi ami o noooo-
-Ci puo' giurare dottore-
-io di piùùùùù-
-No non credo-
-ma adesso lei dov'e',
vicino a teeeee-
-sì, sì, senz'altro-
-hoho ho nooo,
ho sciolto tutti i capelli in giu',
e ho il profumo che…
mi hai dato tuuuuu…”
Ve la ricordate?:)
Femmes fatales

Ho un’ allergia acuta e profonda
per les femmes fatales:
quelle misteriose e maledette.
Quelle senza umorismo.
Come dice una mia amica-perla, non
ci può essere nulla di più
intrigante del fascino della verità.
Da adolescente, ne conoscevo una, Patrizia.
Eravamo un gruppo-amici affiatatissimo.
C’era anche Sasà: gentile, tenero, omosessuale.
Ci volevamo un bene dell’anima io e Sasà.
E lui era tormentato da Patrizia, con sciocchezze
di questo genere: “Un giorno, cadrai anche tu
nella mia tela di ragno”.
Lo proteggevo, per quanto possibile.
Litigavo con lei, che non aveva capito un cazzo.
Ero già fuori, all’Università, quando ho saputo
che Sasà si era ucciso.
Nel dolore, una domanda sola: “Sasà,
quante altre stronzate hai dovuto attraversare?”
Non saltate questo post, è un ordine! :)

foto, NOBUYOSHI ARAKI
Non fate quella faccia e ascoltatemi bene.
BENE, okè?
La nuova figura professionale,
più interessante, al momento,
è quella dell’ Architect Mentis.
Non siete aggiornati, mo vi spiego.
“Lassù”, viste le catastrofi demenziali generalizzate,
hanno deciso di darsi una mossa.
Revisione accurata di tutte le menti umane,
secondo i principi del Feng Shui.
Se vedete strani figuri che si aggirano sotto casa vostra,
fateli entrà.
Da me sono passati ieri, carichi di strumenti occulti.
La “mia abitazione mentale”, a loro dire, non è scalcinatissima.
Funzionano bene: “Stanza dell’assurdo buono”,
“Reception cinematografica”,
“ Locale allestimento mostre”, ecc. ecc.
Fortemente carenti risultano invece:
“ Caveau per l’equilibrio razionale”,
“ Bagno per ricarica freddezza emotiva”.
Molto hanno lavorato. Al momento, mi sento ancora
come prima.
:)
P.s.: La foto, che non c'entra nulla, ha funzionato.
Credevate che parlassi di Sesso, eh?
Borghesiana

La struttura dei blog è qualcosa a metà
tra “scatola cinese” e “labirinto borgesiano”.
Tu entri in quello di uno, poi, visto che ci sei, ti
vai a vedere pure quello dei suoi amici.
Là trovi gli amici degli amici.
E tu giri.
Poi, ti rendi conto che potresti stare su Splinder,
senza mai più uscire di casa…
A questo pensiero, ti viene un fremito di panico
e ti fermi…:)
Ma una cosa da dire c’è: si fanno
incontri, nei blog, con parole bellissime,
genialità in penombra,
“semplicità complesse” e “complessità semplici”.
Un girare “fecondo”, quindi…
Il y a

“C’è tanta nebbia nei porti, al mattino,
che non ci sono ragazze nel cuore dei marinai.
Ci sono tante nuvole che volano là, in alto,
che non ci sono uccelli.
Ci sono tante arature ci sono tante
sementi che non
c'è gioia di speranza.
Ci sono tanti ruscelli, ci sono tanti fiumi che
non ci sono cimiteri.
Ma c'è tanto blu negli occhi della mia mollica,
c'è nei suoi occhi tanta vita,
c’è nei suoi capelli un po'd'eternità,
sulle sue labbra tanta gaiezza.”
Jacques Brel
Famiglia e altre Catastrofi.

Renatina ha 9 anni e frequenta la terza elementare,
in una scuola del Sud
che è commovente per quanto è scalcinata.
Lei adora il suo Maestro
(risulterà, negli anni, il suo più grande Mentòre).
Lo ama perché è strambo, originale, pazzoide.
Un giorno, però, ha una caduta di stile
e dà il solito tema in classe: “Descrivi la tua famiglia”.
Svolgimento
La mia famiglia è bella soprattutto Sabato e Domenica.
Abbiamo una casa sul mare Tirreno e papà e mamma,
anche quando fa freddo,
nevica, o tira un vento brutto che piega gli alberi di castagno,
ci lasciano soli e partono.
Mio fratello e mia sorella grandi organizzano delle
meravigliose feste, il Sabato sera, e invitano tutti i loro
amici. Fumano, bevono birra e si baciano tanto.
Io?
Mi nascondo un po’, perché non mi vogliono tra i piedi.
Faccio finta di guardare
come si baciano.
Andiamo a letto tardi tardi: se papà e mamma vedessero le condizioni
della casa, penso si arrabbierebbero moltissimo.
il telefono: papà lascia il lucchetto sull’1. Ma abbiamo scoperto che,
smontando la vite e girando la sfera dei numeri,
il lucchetto finisce sullo Zero.
Tutte le telefonate senza lo zero le possiamo fare.
Ogni giorno di vita è bello, ma i fine-settimana lo sono molto di più.
Il finimondo.
Dopo.
Riunioni collettive con i miei.
Inviti formali da parte della scuola.
Botte, tante, per me.
Da una parte i genitori, dall’altro i miei fratelli.
Morale?
Il “candore della libertà” non bisogna sempre rivelarlo.
:)
Vai e vivrai.



Vai e vivrai, film di Radu Mihaileanu
Ci sono dei film che si conficcano nel cuore.
Questo, per esempio.
Ho contrastato, un po', nel vederlo,
l'antipatia per Israele, per il suo strapotere, i suoi agganci
americani...Non voglio banalizzà: è cronaca.
Il film, da questo punto di vista,
è onesto.
La cosa bellissima, invece,
è l'indagine accorta sulla fenomenologia
di un distacco: da una madre, da una terra, da una Luna.
L'amore cresce e così il dolore per un "perché"
inesplicabile.
Ma proprio quando
"sentiamo" la verità di una separazione atroce,
e ci spogliamo della sua lettura più ovvia,
ecco, allora, che avviene il "miracolo".
Una consulta importante.

La notte, senza paura, ricevo fantasmi :)
Ma quelli di poche ore fa erano importanti assà:
Freud, Jung, Musatti, Ferenczi,
Jacobi, Otto Rank, Reich, Winnicott, Adler,
Melanie Klein, Groddeck, Laplanche,
Lowen, Lacan, ecc. ecc.
Hanno fatto un casino della…
E volevano a tutti i costi i bignè con la cioccolata.
Ndo cacchio glieli andavo a prendere, a quell’ora?
Comunque, dopo un confabulare chiassoso e contrastato,
hanno emesso la loro sentenza: “ Il suo, signora,
è un caso semplice. Lei è solo affetta da erosthanatosfobia,
paura banale e dell’amore e della morte”.
Bella scoperta!
Pure loro ci volevano?
:)
Quelli della mia generaziò.
![]()
Stamattina (solita alba),
mi sono svegliata con una canzone in testa:
“E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...
Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"Cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto, è un anno, mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia (...)”
Ve la ricordate?
Un indizio, dite…
La cantava un mitico Francesco
:)
Favoletta

Aspetta, non avere fretta,
devo aprire le gabbie agli uccellini.
Ma gli uccellini miei sono immaginari ed immaginano.
Hanno deciso di sorvolare solo sogni sereni.
Ah, uno si è messo gli occhiali,
ha l'aria molto dottorale.
Dice che ha il raffreddore e
che vuole rimanere a casa con me, a leggere.
E’ quello più pignolo
e, secondo me, bluffa.
Mi piace dargli da mangiare.
E’ grasso, pigro, sognante,
acuto,
delirante, a volte.
E, sulle briciole, si butta subito in maniera buffa.
Se parla, mi incanta.
Io, però,
vorrei spingerlo di più al volo alto…
Invece,
si è comprato pure una piccola veste da camera,
il lettore mp3 e la collezione completa di Vivaldi.
Ora sta leggendo i 101 haiku di Basho.
Mi guarda.
Dice che ha nostalgia delle Quattro stagioni, si denuda.
Si chiude tra le pagine del libro.
Lo so, sta volando via…
P.s.: Renée, mo pure le favole ti sei messa a scrivere.
Ho visto...

Il settimo sigillo, Ingmar Bergman
Ho visto, poco fa, un uomo esangue,
trascinato via su una barella.
Dalla finestra, vergognandomi, perché
stavo trafugando il mistero
della morte.
Lo cercavo sul viso di quell’uomo.
Eravamo in molti a cercarlo.
Si rimuove,
velocemente.
Voglio tenerlo ancora con me,
il viso morente di un uomo
che mi faceva giocare da bambina.
Top Ten delle parole più belle.

( Gesù, quante ne mancano! )
1- Perdono (laico)
2- immaginazione
2 bis- girovago
3- flagranza
4- Ho cambiato idea su quella persona: è fantastica ( straforo necessario).
5-Ancora ( vi concedo anche la sfumatura sessuale).
6- Indovina chi viene a cena? ( permettetemi, di nuovo, un’intera frase ).
7-arbusto
8- riflessione (in qualunque senso vogliate )
9- lontano ( in senso leopardiano )
10- epifania ( in senso joyciano)
Non sono mica Konrad Lorenz...
![]()
Lo so. Non vedevate l'ora :)
A voi, rampanti anglofili incalliti, per completare
la formazione, vi mancava il calabrese.
Per i curricula più stimolanti, la conoscenza di questa
lingua è davvero una marcia in più.
E cominciamo.
Papariamu ( da papera ): prendiamo tempo, giriamo a vuoto,
percorriamo lo stesso vicolo inconcludente,
che riporta sempre al punto di partenza...
Bello, no? :)
Possibilità.

Foto Karin Weiner.
"Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l'umanità.
(...)
Preferisco le eccezioni.
(...)
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie,
al ridicolo di non scriverne.
(...)
Preferisco molte cose che qui non ho menzionato
a molte pure qui non menzionate. "
Wislawa Szymborska
"Girotondo della paura"

“Paura gigantesca,
paura appiccicosa, paura più assillante
di una mosca noiosa.
Paure che hai dentro,
paure che hai fuori,
paure che ti vengono come i raffreddori.
Ce l’hanno proprio tutti,
non è escluso nessuno,
un po’ di tremarella se la porta dietro ognuno.
Allora come fare,
come si fa a scacciare,
la chiudi dentro un sacco
e poi la butti a mare?
Non esiste una ricetta
e nemmeno una magia,
un poco di paura
ti tiene compagnia! ”
Ps: E saccheggio i libri di filastrocche
delle mie nipotì:)