giovedì 30 novembre 2006

Oeuvre de G. Titus-Carmel


Gérard Titus- Carmel.


Gatto, dimmi, che vedi


da quelle tegole lassù?

Altre Intensità



Mercedes Sosa


Ahò, ci ho preso gusto...


Pezzettino piccolo, in spagnolo, di uno dei brani che amo di più:


"Cambia todo cambia

Cambia todo cambia

Cambia todo cambia

Cambia todo cambia


(...)


Pero no cambia mi amor por mas lejos que me encuentre


 ni el recuerdo ni el dolor de mi pueblo y de mi gente..."


Todo Cambia, Mercedes Sosa

No.



David Smith


Un mondo-aquila e pioggia


e sudore e archi e fuoco e


verso e “segno” e ritmo-stupore


non si lascia fregare dal Reale,


no…


Brano-brivido della giornata:


Fragile, Cassandra Wilson

Realtà.



Diglielo tu, io non posso andare.


Non ora, no.


Digli di viversi la sua inquietudine


come se fosse il regalo più prezioso.


Digli che passa questa malattia del “reale”,


che non molli, no.


Non insistere, non riesco ad alzarmi, la volontà non c’entra.


Non mi ricordare sempre


che un uomo può anche essere forte.


Le mie gambe ora sono rigide, io parlo


con il corpo.


Mi hanno sollevato, di peso, dal contatto


con il marmo grigio.


Le mie gambe sono rigide, io parlo anche con il corpo.


No, non dirglielo che questa parte di me, ora,


è così muta.


Ho paura.


Aspetto.


Ritornerà, la “voce”?

mercoledì 29 novembre 2006

Oggi, prevale la Musica.



Paolo Conte


"non ridere

non ridere

se mi vedi che mi scappa il piede e scivolo,

un mio ritmo di passione e di tentazione avrei,

i tappeti dai palazzi far volare saprei.



non ridere

non ridere

se io cado, inciampo e faccio per andarmene,

siamo angeli stregati da infinita allegria

siamo angeli confusi da una grande maestria.

non ridere

non ridere

stringimi stringimi

parlami

abbracciami



abbracciami

abbracciami

io e te,

lo sai,

siamo esseri sensibili, siamo spiriti del mondo

sulla pubblica via,

siamo angeli stregati da infinita allegria.



non ridere

abbracciami"


Non ridere, Paolo Conte, Elegia.


Pezzo fantastico, perché, nel fumo, nella negazione e nella "perdita",


emerge un non sconfitto desiderio d'amore.


E siccome io, per problemi fisici e non metaforici,


inciampo e cado spesso, tutto ciò mi tocca molto...


Brano-emozione della giornata:


Almost Blue, Diana Krall

Je t'aime...moi non plus



Serge Gainsbourg e Jane Birkin.


In Francia, paese davvero molto più evoluto,


qualche anno prima scoppiava lo scandalo


di una favolosa coppia di amanti:


Serge G. e Jane B.


Con questa canzone:


"Je t'aime je t'aime

Oh oui je t'aime!

- Moi non plus.

- Oh mon amour...

- Comme la vague irrésolue

Je vais je vais et je viens

Entre tes reins

Je vais et je viens


Entre tes reins

Et je

Me retiens


- Je t'aime je t'aime

- Oh oui je t'aime!

- Moi non plus.

- Oh mon amour...

Tu es la vague, moi l'île nue

Tu vas tu vas et tu viens

Entre mes
reins


Tu vas et tu viens

Entre mes reins

Et je

Te rejoins"


P.S.: Scusatemi, i sospiri appassionati della Birkin


non riesco a riprodurli :)


Io, tu e le corna in mezzo.


CA6B8X2Z


Simbolo, negli anni ’70,


della smania forsennata di tradimento,


per l’italiano medio, era questa canzò:


buonasera dottore



-ciao sono ioooooo-

-buonasera dottore-

-...amore miooooo-

-si mi dica-

-non resistevo piùùùùùù-

-ah bene-

-…pensavo a teeee-

-direi che e' importante-

-…quando verrai?-

-ma adesso non so, dipende-

-non parlare se lì c'e' lei,

lascia parlare me,

di sì o noooo-


(…)

-mi ami o noooo-

-Ci puo' giurare dottore-

-io di piùùùùù-

-No non credo-

-ma adesso lei dov'e',

vicino a teeeee-

-sì, sì, senz'altro-

-hoho ho nooo,

ho sciolto tutti i capelli in giu',

e ho il profumo che…

mi hai dato tuuuuu…”


Ve la ricordate?:)

Oui



“Essere contro la guerra-raccontare delle storie-


cantare sotto la doccia- sono i segni


di una buona indole.”


Jean Baudrillard, Taccuini


Gilbert e George.


Le Monde: certaines fois c'est une métaphysique le Monde,


si tu n'as pas les lames justes


 pour le traverser.


P.S. Per Aarkel: ti farò la traduzione.

Ora ce lo possiamo dire.



foto, Corinne Mercadier


  -   C’è qualcosa, di me, che ti manca?-


-         Sì, quella tua risata incontenibile, soffocata


solo dalla tosse. Dimmi…e a te?-


- Tutto, mi manca tutto, anche gli spigoli. -

Femmes fatales



Ho un’ allergia acuta e profonda


per les femmes fatales:


quelle misteriose e maledette.


Quelle senza umorismo.


Come dice una mia amica-perla, non


ci può essere nulla di più


intrigante del fascino della verità.


Da adolescente, ne conoscevo una, Patrizia.


Eravamo un gruppo-amici affiatatissimo.


C’era anche Sasà: gentile, tenero, omosessuale.


Ci volevamo un bene dell’anima io e Sasà.


E lui era tormentato da Patrizia, con sciocchezze


di questo genere: “Un giorno, cadrai anche tu


nella mia tela di ragno”.


Lo proteggevo, per quanto possibile.


Litigavo con lei, che non aveva capito un cazzo.


Ero già fuori, all’Università, quando ho saputo


che Sasà si era ucciso.


Nel dolore, una domanda sola: “Sasà,


quante altre stronzate hai dovuto attraversare?”

martedì 28 novembre 2006

Brouillard



La nebbia ha una periferia.


La periferia ha un peccato.


Il peccato ha un rimpianto.


Il rimpianto ha un volto.


Il volto ha una strada.


La strada ha un passato.


Il passato ha una nebbia.

Non saltate questo post, è un ordine!  :)



foto, NOBUYOSHI ARAKI



Non fate quella faccia e ascoltatemi bene.


BENE, okè?


La nuova figura professionale,


 più interessante, al momento,


è quella dell’ Architect Mentis.


Non siete aggiornati, mo vi spiego.


“Lassù”, viste le catastrofi demenziali generalizzate,


hanno deciso di darsi una mossa.


Revisione accurata di tutte le menti umane,


secondo i principi del Feng Shui.


Se vedete strani figuri che si aggirano sotto casa vostra,


fateli entrà.


Da me sono passati ieri, carichi di strumenti occulti.


La “mia abitazione mentale”, a loro dire, non è scalcinatissima.


Funzionano bene: “Stanza dell’assurdo buono”,


“Reception cinematografica”,


“ Locale allestimento mostre”, ecc. ecc.


Fortemente carenti risultano invece:


 “ Caveau per l’equilibrio razionale”,


“ Bagno per ricarica freddezza emotiva”.


Molto hanno lavorato. Al momento, mi sento ancora


come prima.


:)


P.s.: La foto, che non c'entra nulla, ha funzionato.


Credevate che parlassi di Sesso, eh?


Borghesiana



La struttura dei blog è qualcosa a metà


tra “scatola cinese” e “labirinto borgesiano”.


Tu entri  in quello di uno, poi, visto che ci sei, ti


vai a vedere pure quello dei suoi amici.


Là trovi gli amici degli amici.


E tu giri.


Poi, ti rendi conto che potresti stare su Splinder,


senza mai più uscire di casa…


A questo pensiero, ti viene un fremito di panico


e ti fermi…:)


Ma una cosa da dire c’è: si fanno


incontri, nei blog, con parole bellissime,


genialità in penombra,


semplicità complesse” e “complessità semplici”.


Un girare “fecondo”, quindi…

Su consiglio di A., traduco


questo mio pseudohaiku in francese.



Se chercher sans mots.


  Le fond


c'est un décor de carton et pluie.


 


Le Temps dort sous le Hêtre.


 


P.S.: Nessun dubbio, tutto, in francese,


diventa più bello.

Rettifica di un silenzio.


Per Le.



Cercarsi senza parole.



Lo sfondo



è uno scenario di cartone e pioggia.


Il Tempo dorme sotto il Faggio.


Robert Ryman


Silenzio quasi bianco.


Per oggi, non ho


più nulla da dire.


:)


foto William Klein


Mi sembra che simile agli dei quello


sia l'uomo che, di fronte a te,


siede e, vicino, te che dolcemente parli


ascolta…”


Saffo, frammento 31

lunedì 27 novembre 2006

Brice Marden, Chinese Dancing, 1994%u201396. The UBS Art Collection, ProLitteris, Zurigo


Brice Marden


Corpi intrecciati? Forse.

Brice Marden


Brice Marden


Delirii intrecciati? Forse.

Il y a



 “C’è tanta nebbia nei porti, al mattino,


che non ci sono ragazze nel cuore dei marinai.


Ci sono tante nuvole che volano là, in alto,


che non ci sono uccelli.


Ci sono tante arature ci sono tante


sementi che non


c'è gioia di speranza.


 Ci sono tanti ruscelli, ci sono tanti fiumi che


non ci sono cimiteri.


 


 Ma c'è tanto blu negli occhi della mia mollica,


c'è nei suoi occhi tanta vita,


c’è nei suoi capelli un po'd'eternità,


sulle sue labbra tanta gaiezza.”



Jacques Brel

Le jour



Aujourd'hui, il y a le Soleil

Nudità



J'ai besoin de toi...

Stamattina...


"gardien du feu" de fhara


...Ho un mal di testa acuto e una commozione profonda

verso il Mondo.

Che vi posso regalà?

Sì, ci sono.

Una frase buddista che adoro e che, per me,

è una specie di "fune".

"Il Coraggio non è l'assenza di Paura,

ma agire, nonostante la Paura".

:)

Famiglia e altre Catastrofi.



Renatina ha 9 anni e frequenta la terza elementare,


in una scuola del Sud


che è commovente per quanto è scalcinata.


Lei adora il suo Maestro


(risulterà, negli anni, il suo più grande Mentòre).


Lo ama perché è strambo, originale, pazzoide.


Un giorno, però, ha una caduta di stile


e dà il solito tema in classe: Descrivi la tua famiglia”.


Svolgimento


La mia famiglia è bella soprattutto Sabato e Domenica.


Abbiamo una casa sul mare Tirreno e papà e mamma,


 anche quando fa freddo,


nevica, o tira un vento brutto che piega gli alberi di castagno,


ci lasciano soli e partono.


Mio fratello e mia sorella grandi organizzano delle


meravigliose feste, il Sabato sera, e invitano tutti i loro


amici. Fumano, bevono birra e si baciano tanto.


Io?


Mi nascondo un po’, perché non mi vogliono tra i piedi.


Faccio finta di guardare la TV, in realtà guardo loro


come si baciano.


Andiamo a letto tardi tardi: se papà e mamma vedessero le condizioni


della casa, penso si arrabbierebbero moltissimo.


La Domenica è triste. Bisogna ripulire tutto e mettere a posto


il telefono: papà lascia il lucchetto sull’1. Ma abbiamo scoperto che,


smontando la vite e girando la sfera dei numeri,


 il lucchetto finisce sullo Zero.


Tutte le telefonate senza lo  zero le possiamo fare.


Ogni giorno di vita è bello, ma i fine-settimana lo sono molto di più.


 


Il finimondo.


Dopo.


Riunioni collettive con i miei.


Inviti formali da parte della scuola.


Botte, tante, per me.


Da una parte i genitori, dall’altro i miei fratelli.


Morale?


Il “candore della libertà” non bisogna sempre rivelarlo.


:)

domenica 26 novembre 2006


Foto Francesca Woodman


Camera vuota.


Le cose si sottraggono allo sguardo.


I corpi si riorganizzano.


Après l’amour.

Afrique 2


Vai e vivrai.





Vai e vivrai, film di Radu Mihaileanu


Ci sono dei film che si conficcano nel cuore.


Questo, per esempio.


Ho contrastato, un po', nel vederlo,


l'antipatia per Israele, per il  suo strapotere, i suoi agganci


americani...Non voglio banalizzà: è cronaca.


 Il film, da questo punto di vista,


 è onesto.


La cosa bellissima, invece,


è l'indagine accorta sulla fenomenologia


di un distacco: da una madre, da una terra, da una Luna.


L'amore cresce e così il dolore per un "perché"


inesplicabile.


Ma proprio quando


"sentiamo" la verità di una separazione atroce,


e ci spogliamo della sua lettura più ovvia,


ecco, allora, che avviene il "miracolo".


Flowers.


Davanti a questa foto, sorrido.


Due o tre persone possono capire il perché.


Lo capiranno?

Ed io piangoooooooooooooooooooooo.


Dicono che ho un blog troppo complicato.


:))))))))))))))))))))))))

Una consulta importante.





La notte, senza paura, ricevo fantasmi :)


Ma quelli di poche ore fa erano importanti assà:


Freud, Jung, Musatti, Ferenczi,


Jacobi, Otto Rank, Reich, Winnicott, Adler,


Melanie Klein, Groddeck, Laplanche,


Lowen, Lacan, ecc. ecc.


Hanno fatto un casino della…


E volevano a tutti i costi i bignè con la cioccolata.


Ndo cacchio glieli andavo a prendere, a quell’ora?


Comunque, dopo un confabulare chiassoso e contrastato,


hanno emesso la loro sentenza: “ Il suo, signora,


è un caso semplice. Lei è solo affetta da erosthanatosfobia,


paura banale e dell’amore e della morte”.


Bella scoperta!


Pure loro ci volevano?


:)


Quelli della mia generaziò.



Stamattina (solita alba),


mi sono svegliata con una canzone in testa:


E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,

la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.

Il sole che calava già rosseggiava la città

già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:

come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...



Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,

dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:

"Cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,

ti ho scritto, è un anno, mi han detto che eri ancor via".

E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia (...)”



Ve la ricordate?


Un indizio, dite…


La cantava un mitico Francesco


:)

sabato 25 novembre 2006

Afrique



Voile Jaune

Favoletta



"légèreté" de Fhara



Aspetta, non avere fretta,


devo aprire le gabbie agli uccellini.


Ma gli uccellini miei sono immaginari ed immaginano.


 Hanno deciso di sorvolare solo sogni sereni.


Ah, uno si è messo gli occhiali,


 ha l'aria molto dottorale.


Dice che ha il raffreddore e


che vuole rimanere a casa con me, a leggere.


E’ quello più pignolo


 e, secondo me, bluffa.


Mi piace dargli da mangiare.


     E’ grasso, pigro, sognante,


 acuto,


 delirante, a volte.


E, sulle briciole, si butta subito in maniera buffa.


Se parla, mi incanta.


Io, però,


vorrei spingerlo di più al volo alto


Invece,


si è comprato pure una piccola veste da camera,


 il lettore mp3 e la collezione completa di Vivaldi.


Ora sta leggendo i 101 haiku di Basho.


Mi guarda.


Dice che ha nostalgia delle Quattro stagioni, si denuda.


Si chiude tra le pagine del libro.


Lo so, sta volando via



P.s.: Renée, mo pure le favole ti sei messa a scrivere.


 



Ho visto...



Il settimo sigillo, Ingmar Bergman


Ho visto, poco fa, un uomo esangue,


trascinato via su una barella.


Dalla finestra, vergognandomi, perché


stavo trafugando il mistero


della morte.


Lo cercavo sul viso di quell’uomo.


Eravamo in molti a cercarlo.


Si rimuove, la Morte, subito,


velocemente.


Voglio tenerlo ancora con me,


il viso morente di un uomo


che mi faceva giocare da bambina.

Ogni tanto, un "Classico" :)



Henri Cartier Bresson

Top Ten delle parole più belle.



( Gesù, quante ne mancano! )


1- Perdono (laico)


2- immaginazione


2 bis- girovago


3- flagranza


4- Ho cambiato idea su quella persona: è fantastica ( straforo necessario).


5-Ancora ( vi concedo anche la sfumatura sessuale).


6- Indovina chi viene a cena? ( permettetemi, di nuovo, un’intera frase ).


7-arbusto


8- riflessione (in qualunque senso vogliate )


9- lontano ( in senso leopardiano )


10- epifania ( in senso joyciano)


 

Why



Marc Rothko


Dopo aver visto, ieri sera, History of Violence,


di Cronenberg, mi aspettavo un altro incubo.


Invece, ho sognato una strada, con questi


Colori.


Perché, perché la Notte, a volte,


decide di essere così breve


e così criptica?

Non sono mica Konrad Lorenz...



Lo so. Non vedevate l'ora :)


A voi, rampanti anglofili incalliti, per completare


la formazione, vi mancava il calabrese.


Per i curricula più stimolanti, la conoscenza di questa


lingua è davvero una marcia in più.


E cominciamo.


Papariamu ( da papera ):  prendiamo tempo, giriamo a vuoto,


percorriamo lo stesso vicolo inconcludente,


che riporta sempre al punto di partenza...


Bello, no? :)

venerdì 24 novembre 2006

No, no, no...



Dieci minuti di sonno ed un incubo bruttissimo:


la lanterna magica, nel '600, non viene inventata;


i fratelli Lumière, nell'800, inventano l'acchiappanuvole,


ma non il cinemaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa...

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Non si vede. Asp:


" Blog oggi chiuso, per manutenzione neuroni"


E, vista l'esigua quantità dei miei, sarà na cosa veloce. :)

Possibilità.



Foto Karin Weiner.


"Preferisco il cinema.

Preferisco i gatti.

Preferisco le querce sul fiume Warta.

Preferisco Dickens a Dostoevskij.

Preferisco me che vuol bene alla gente, a me che ama l'umanità.


(...)


Preferisco le eccezioni.


(...)


Preferisco il ridicolo di scrivere poesie,

al ridicolo di non scriverne.

(...)


Preferisco molte cose che qui non ho menzionato

a molte pure qui non menzionate. "


Wislawa Szymborska

"Girotondo della paura"



Paura gigantesca,


paura appiccicosa, paura più assillante


di una mosca noiosa.


 


Paure che hai dentro,


paure che hai fuori,


paure che ti vengono come i raffreddori.


 


Ce l’hanno  proprio tutti,


non è escluso nessuno,


un po’ di tremarella se la porta dietro ognuno.


 


Allora come fare,


come si fa a scacciare,


la chiudi dentro un sacco


e poi la butti a mare?


 


Non esiste una ricetta


e nemmeno una magia,


un poco di paura


ti tiene compagnia! ”


 


Ps: E saccheggio i libri di filastrocche


delle mie nipotì:)


 


Karin  Weiner


" La bellezza è l'unica finalità


alla quale aspiro..."


Simone Weil


foto Karel Teige.


Hai una pagliuzza dentro l'occhio.


Aspè.


Te la levo.


Ci vedi adesso?


No?


Tutto nero, dici.


Ah, ho capito, non ti preoccupà.


Quello è solo il riflesso


della tua enorme


"zona d'ombra".


:)

Io, Diogene e la luce


"Yellow Trees" Print


Wolf  Kahn

Avrei...



Avrei cacchi serissimi a cui pensare.


Azioni da programmare.


Splendide scatole di latta, chiuse da chiavette


metalliche, da aprire


(le prigioni non hanno sempre un aspetto


squallido.)


Invece sono qui, a giocare con il Blog…