A proposito di Hillman
Il codice dell'anima, James Hillman.
"tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione
che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada”
Il Codice dell’anima è un anticonformista.
Rigetta le catene familiari, culturali, sociologiche, organicistiche.
Non vuole essere ingabbiato nella lucida insipidità
verso cui, sempre più spesso, ci spinge la psicologia.
Il codice è un paradosso straordinario, perché sfugge
alle normali decodificazioni.
E’ un daimon, una ghianda che potrebbe
diventare quercia, attraverso un percorso
solo apparentemente “misterioso”.
La nostra vita, singolarissima, enorme,
la nostra vita “bella” o quella “maledetta” lo sanno già dove vogliono arrivare.
Il problema è nell’ascolto: se non riusciamo a percepire
questo suono originario, che ci spinge alla continua rinascita
in un sogno già tracciato, arrivano i sintomi “anomali”,
gli schemi mentali rigidi.
E arrivano le prigioni.
La ghianda può essere malata, come nel caso di Hitler.
La quercia sarà un male, come nel caso di Hitler.
Oppure essere una ghianda-canto, come, per es, in Judy Garland.
Ogni uomo-ghianda, come dice Hillman, prova quella indefinita
"sensazione che esiste un motivo per cui la mia persona,
che è unica e irripetibile, è al mondo, e che esistono cose
alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano
e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d'essere".
Adoro questo libro. Il post lo dedico a Ottobrenotte. Lei sa perché.
:)
hillman so chi sia vagamente e solo grazie a giri per blog ... mi aveva colpito allora e mi colpisce oggi, ascoltarsi qundo riesco ad ascoltarmi sto bene a volte davvero da dio ...
RispondiEliminauna cosa non sono d'ccordo ... non esistono ghiande malate ma male che genera male catene incolpevoli di sofferenza ... che non hanno spiegazioni ...
credo
ciao renèe (come vedi sono io che mi sono strasferito nel tuo blog)
Aarkel, ti sei trasferito? Benissimo. Il sacco a pelo te lo sei portato? :)
RispondiEliminasaluti cari
renée