"Quattro funzioni vitali quanto i quattro elementi: il piacere, la parola, il pensiero e il prestigio".
J. Baudrillard, Taccuini

Troppe parole grasse
e rotonde, troppe.
Scusa,
conosci
la strada
della sintesi
(quasi ) perfetta?
Franco Battiato, Arrivederci amore, ciao.
Un bacio lascivo alla mia musa preferita
RispondiElimina:-)
Si, vieni. La conosco io.
RispondiEliminaA volte anche il silenzio. credo.. NIKKA
RispondiEliminase lo sai quasi dimmelo
RispondiElimina... Sinteticamente (quasi) perfetto...
RispondiEliminaL'hai trovata! ;)
macche', tu conosci la strada perfettamente.
RispondiEliminala strada della sintesi? l'ho cercata a lungo poi mi son detta " preferirei di no" ...;) :)
RispondiEliminaMi interrogo a volte anche io sulle parole. Alla fine però rimango inchiodato allo scopo. Allo scopo.
RispondiEliminaBuongiorno Renée.
O.
tagliare, tagliare e tagliare
RispondiEliminaio pensavo che taccuini si scrivesse taqquini :))))
Buongiorno a tutti. Ricordate per caso questa canzoncina di vecchio cartone animato?
RispondiElimina"Siamo tutti qua,
tutti insieme
con Braccobaldo Showwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww..."
:)))
Utenteanò, ma chi si? :)
RispondiEliminaEsagerà, sicuro? :)
Nikka, e chi lo sa...:)
Và, non ho capito...:)
Onda, e non la so, la cerco...:)
Ludo, :******
Leti, dopo il corso con Bartleby lo scrivano è successo questo, ve'? :)
Octave, poi mi spieghi meglio, okè? :)
Miss, ma tu non eri andata alla scuola comunista? :)
eccome! non me la ricordo!? buongiorno dici:)*
RispondiEliminaBuongiorno, Onda. Wè, mica avrai resettato pure la memoria? :)
RispondiEliminaQualcuno - non ricordo chi (sono in fase di overdose informativa...) - diceva che la prima regola della comunicazione efficace è che non bisogna mai dire più di quanto è stato richiesto...
RispondiEliminaSe così fosse, ci saremmo persi oltre tre quarti di cose meravigliose: non c'aveva capito molto il tizio! ;)
Marinella
il prestigio?!
RispondiEliminail prestigio?!
il prestigio?!
il prestigio?!
il prestigio?!
il prestigio?!
il prestigio?!
Il bacio!
RispondiEliminaMarinella, il tizio, però, non parlava di Espressione, ma di comunicazione, cosa un po' diversa. E se ci pensi, di proliferazioni comunicative ne abbiamo fin sopra i capelli. :)
RispondiEliminaVabbè, okè, tutto il Prestigio ad Eutrone e tutto il Piacere ad Ottobre, che leggerà pure il libro omonimo di Lowen.:)
"preferirei di no" non allude allo scrivano di Mellville ma alla storia di 12 persone (1931...) che avevano un tot di dubbi sulla propensione alla sintesi...;)
RispondiEliminaLeti, quei professori antifascisti sempre alle parole dello strano scrivano si erano ispirati...E, comunque, la mia era solo una richiesta di "asciutto"alle mie stesse parole che, talvolta, si arrotondano troppo.
RispondiEliminaWè, che il solo pensiero che ci possano essere fraintendimenti di quel tipo mi turba. Assai. :)
ehi ehi..nessun fraintendimento
RispondiElimina1. manco per un attimo ho pensato che parlavi delle tue parole, essenziali, sempre
2. discutevo con Braudillard..;)
3. c'è qualcosa questi giorni che mi ricorda quei 12 là ....:(
capì? come dici tu :))))
posso dire una cosa?
RispondiEliminanon esiste una regola generale (ma vaaaaa??)
il mio MODESTISSIMO parere
è che
per essere prolissi
bisogna essere moooolto bravi
altrimenti che palle (francesismo)
marcellascuolacomunista :D
Renée, la prof sei tu ed io mi rimetto al tuo giudizio...
RispondiEliminaPerò, mi chiedo, è propria necessaria la sintesi?! Perché castrare la fantasia, l'emotività... Mica sempre le parole arrivano a fiotti... e quando arrivano lasciamole andare libere! O no?!
Cmq, se proprio vuoi sapere, io (quando ho 'crisi' di questo genere) mentre scrivo penso che ogni parola verrà letta dalla persona più rompi che conosco (Eco docet!): dopodiché incomincio a 'limare'... ;)
Marinella :)
dipende dai contesti; le parole di un racconto non è bene che tergiversino, sottraendo il dramma dell'azione, le poetiche se mirano al cuore e a centrare la vita, è bene che puntino all'essenziale; poi ci sono altri generi di parole che guai se riducono o saltano passaggi, altre che aiutano ad aprire quel tende a chiudersi, a fare due o tre di ciò che è uno ..
RispondiEliminaTanti testi per altrettanti contesti ?
(sono stata prolissa...:)))
Capito, leti. E forse domani lo ricorderà ancora di più. Per un attimo, mi sono vista seguace di Mussolini, imbavagliatrice di professione, e mi è venuto un mancamento. :)))
RispondiEliminaMissmì, cerco parole incisive, quelle che abbracciano i cambiamenti. :)))
Marinella carissima, sui blog siamo quasi tutti autoreferenziali. E pure io sono così. Qua butto tutte le cose, distese e criptiche. Non voglio fare la prof (ci mancherebbe, carissima), ho però un particolare amore per la parola "Espressione", e una riluttanza profonda per la parola "Comunicazione". :)))
Chiarissima, leti. Figurati se non sono d'accordo con te. Per me, e le sciocchezze che scrivo vorrei ritornasse il periodo-Haiku. :)))
RispondiEliminaRenata cara, tu così mi tiri dentro al gioco dei commenti... ;)
RispondiElimina(Ed io ci vengo a giocare, ché da te, qui, ci si sta bene; si chiacchiera con piacere, come 'stravaccati' su un divano amico...) :)
Concordo sul 'testo/contesto'... Per quanto riguarda, invece, la questione della 'comunicazione vs espressione', la pensavo anch'io come te fino a quando Dolci 'mi ha spiegato' (sic!) che c'è differenza tra 'comunicazione e informazione', tra 'comunicazione e trasmissione'.
Comunicare è suscitare domande, è esplorare nessi, è scardinare ogni logica di dominio. Mi piace la parola comunicazione! :)))
Marinella :*
Marinella, la stima per Danilo Dolci, da parte mia è immensa. Così come il gioco dei sensi attribuibili ad ogni termine, specie quelli delicati. E come non accogliere questo "senso" di Dolci? Era, tra l'altro, il Maestro di una persona a me molto cara. :)))
RispondiEliminaMarinè, a proposito: nella casa di bambole facci mettere un divano grande grande e molto comodo. :)))
RispondiEliminaOk! Provvedo subito... Parlo con l'architetto ;)
RispondiEliminaMarinella
Prestigio mi fa schifo, nell'Italia di oggi, in via di putrefazione.
RispondiElimina... la strada della sintesi (quasi) perfetta?
Io la conosco. E' consistere qui e ora davanti a chi sa di me, che è capace di consistere qui e ora davanti a che, che so di lei. Per me la verità è il tono di un incontro e 'incontro' non è un semplice rendez-vous. Posto che solo un'emozione può cambiare la nostra vita, è affidato a chi sa di me il compito di farmi consistere presso di sé per sempre. Per sempre. Oltre la morte. Senza di questo non c'è perfezione terrena di cui si possa parlare. Né l'arte né la -musica né la Letteratura né tuttoil resto basteranno a colmare il bisogno di esistere e l'esistenza non è mai irrelata.
Una giovane amica ha scritto una poesia dedicata a una delle tante ragazze morte in Italia nelle mani di maschi impazienti. Valentina ha scritto: Sarebbe perfetto / se tu fossi qui ora ....
Ecco la sintesi. Cosa c'è di più perfetto, mia cara amica, del fatto che qualcuno che esiste consista ancora qui, davanti a te, e ti sorrida ancora?
E' consistere qui e ora davanti a chi sa di me, che è capace di consistere qui e ora davanti a me, che so di lei.
RispondiEliminaOggi è una splendida giornata di sole, Renata... ;)****
RispondiElimina(Pensiero...)
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaMarinè, :****
Kensington, con parole appassionate, hai centrato il punto, oltre il quale, davvero, non possono esistere sintesi e perfezione possibili. Grazie. :)
Babel, anche qui. E, cosa che non capitava da anni, mi sono svegliata alle 11. :)
RispondiElimina... ;)***
RispondiEliminaUna volta un mio amico mi disse: non cercare la completezza ma vivi con tenerezza.....aforisma della mia vita
RispondiEliminaA proposito Renà....ti vorrei invitare ad un convegno per il 15 febbraio alla casa delle culture a Cosenza, come relatrice naturalmente...il tema è "le fate dell'aria,dell'acqua, della terra e del fuoco"...vieni a parlare di Baudrillard?
Misspotter, lì ci vorrebbe Bachelard, forse. La verità? Mi sento molto stanca. :)
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