giovedì 3 gennaio 2008

Le grand acteur



Cerco un grande attore


che riesca a fingere


perfettamente


un grandissimo amore.


Per me,


per il mio corpo,


per le parole che arrivano da chi sa dove,


per i mondi instabili


che rotolano dalle mie mani.


Un attore stanistlavskiano potrebbe bastare.


Non si offrono ricompense.


Volontariato artistico.


 



La valigia dell'attore

63 commenti:

  1. l'arte non ha bisogno di ricompense (e sugli orecchini c'hai ragione da vendere)

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  2. Oh...L'umanita'e'fatta di attori ed attrici pronti a fingere amore.Cazzo non ne hai ancora trovato uno?Comunque non sapevo che ti arrampicavi sugli alberi.Mi vedi?Sono li'vicino a quella cascina abbandonata,seduto su un trattore in disuso che penso.

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  3. No, Lisa, la vera arte non ha bisogno di ricompense. :)

    Adripunk, ti vedo, yes. Prepara un caffè, che dopo passo a trovarti. :)

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  4. appoggio totale alla richiesta, che siamo stufe di semplici bugiardi, dilettanti che non dilettano affatto se non se stessi; urge l'arte della parola-corpo ...un nome ce l'avrei ma la sola idea è a dir poco imbarazzante..;))

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  5. Leti, fai questo nome...:) Comunque, Daniel Auteuil, in foto, non è uno da poco.

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  6. Eddai, lè, che mi fai morire di curiosità...:)

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  7. approvo in pieno daniel :)

    wè quando hai finito, me lo passi? :D

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  8. perchè mi sento atterita?

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  9. Miss, solo quando mi sentirò soddisfatta.

    Grace, forse perchè le mie parole-sciocchezza evocano un mondo che atterrisce?

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  10. Che ti è successo Renata?

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  11. oddio ma è così strano voler essere amati nel corpo e nella mente in modo folle?

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  12. Esagerato, tranquillo, nulla. :)

    Miss, non è strano affatto. E questo appello NON E' UNO SCHERZO. :)

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  13. Ma se la cascina e'abbandonata,come faccio a fare il caffe'amore mio?Dai su.

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  14. ecco, 'sto adri, ad esempio, dopo un minuto, ti chiama amore, e quindi, previa foto, potresti verificare se...

    (unica perplessità, non riesce ad immaginare caffettiera su un fuoco improvvisato in cascina abbandonata)

    :D

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  15. stanistlache????



    Oddiomio, che 'gnurant che so'.



    buondì

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  16. Missmì, come moderatrice di deliri sei fantastica. :)))

    Adry, hai capito? Più immaginazione. :)))

    Perturbamè, possibile che vi devo dire sempre tutto? Metodo Stanislavski, fallo a trovà su Google, o Wilkipedia, va...:)))

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  17. sul metodo Stanislavski chiedere a multiversum

    grazie renatì, oggi mi si confà :)

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  18. ah è un pò tardi per iscrivermi in una scuola di recitazione, e diventerei mai un grande attore? che fare? fingere o non fingere questo è il dilemma!?

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  19. "a me mi sa" che il dilemma non è tanto fingere o non fingere ma "fare" l'attore o "essere" attore..(forse.. )

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  20. ma per essere grandi c'è poco da dilemmare

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  21. Missmì,

    Onda,

    Multiversum,

    a me, laureata brillantemente in Storia del Teatro,

    se ora si sviluppasse una discussione

    sul senso dell'essere attore

    non dispiacerebbe affatto.

    :)))

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  22. ok, comincio io : il grande attore ha più chanches con il Metodo Stanislavski, o con quello antinaturalista?

    E i Comici dell'arte,

    le sperimentizioni fisiologiche di Diderot,

    l'antropologia teatrale di Grotowski e di Barba,

    il teatro della Crudeltà di Artaud,

    il teatro necessario di Bob Wilson,

    dove li mettiamo?

    Un attimo piccolo d'impazzimento, ma mo è già passato, va...:)))

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  23. ehm...eccolo lì: m'è venuto mal di testa...sai che ti dico?



    Viva Lino Banfiiiiiiiiiiiiiii e la commedia all'italiana anni '70...

    :D

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  24. Difficile essere attori con te credo ;) NIKKA

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  25. e i teatro dell'assurdo di Becket, ce lo dimentichiamo mia piccola dicichè? :)

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  26. Perturbamè, okè, anche lì ci sarebbe tanto da discutere. Va bene, sto zitta, dai...:)

    Nikka, posso essere triviale? Quello è il cazzo di guaio...:)

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  27. Missmì, rimozione forse poco casuale: lo vivo quasi ogni giorno. Tra me e la mia famiglia, capirai...:)

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  28. Oggi in aereoporto ho incontrato John Malkovich....sarebbe andato bene?



    Bellissimo post.

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  29. guà... io posso favve le riprese...



    ...che poi sta cosa... boh?

    ...che poi alla fine siamo tutti un po' attori...

    ma certo... meglio il ritratto che hai fatto tu piuttosto che andà ndo cojo cojo...



    ...che poi sta cosa... dicevo... boh?



    me manca qualche passaggio...

    o è troppo semplice...



    ariboh?

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  30. Quellochemanca, John Malkovich? Cavoli, sì. :)

    Caro Qwe, ti manca qualche passaggio censurato, sì. :)

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  31. e la commedia dialettale dove la mettiamo? :D :D

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  32. Leti, essì: da Eduardo, salendo salendo l'Italia, indietreggiando indietreggiando nel tempo, fino a Ruzante. :)

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  33. renèe, lascia perdere gli attori

    sono esseri egocentrici e tu meriti di meglio..

    un bacio

    gabriele

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  34. un tuo sorriso sarebbe già una ricompensa sufficiente, non trovi?

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  35. pero Dicichè. dì la verità che se quel perfetto attore avesse pure quell'aria stralunata da cane bastonato e da predatore assieme che ha il Daniel Dicichè sarebbe pure più felice ancora vero?

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  36. Io credo che il gioco d'amore sia una straordinaria recita quotidiana dentro la quale non possiamo essere interamente noi stessi, sempre e comunque.

    Modi di stare: stare sulla scena del mondo, fare la propria parte...

    La recitazione è parte della vita.

    Freud non ha parlato di scena primaria e di scena secondaria?

    La verità, mia cara amica, è che non c'è niente di trasgressivo e di provocatorio in quello che scrivi.

    Dopo qualche millennio, vedo una donna esprimere con la propria lingua il desiderio.

    Ai miei alunni di terza liceo parlo di genere umano maschile e di genere umano femminile.

    Tutta la letteratura che studiamo è prevalentemente al maschile.

    Ho adottato una nuova edizione del più corposo 'manuale' di letteratura, ché prevede per la prima volta la scrittura femminile. Non le poetesse. La scrittura femminile.

    Dunque, ascolteremo la voce del desiderio.

    Le tue parole sono bellissime. Fortunato l'attore che reciterà per te!



    Ti regalo una poesia che amo.







    Canto di donna



    Canto di donna che si sa non vista

    dietro le chiuse imposte, voce roca,

    di languenti abbandoni e d’improvvisi

    brividi scorsa, di vuote parole

    fatta, ch’io non discerno.

    O voce assorta, procellosa e dolce,

    folta di sogni,

    quale rapiva i marinai in mezzo

    al mare, un tempo, canto di sirena.

    Voce del desiderio, che non sa

    se vuole o teme, ed altra non ridice

    cosa che sé, che il suo buio, tremante

    amore. Come te l’accesa carne

    parla talora, e ascolta

    sé stupefatta esistere.



    da SERGIO SOLMI, Ritorno a una città, 1926



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  37. Buongiorno, mes amis. Voi non potete neanche lontanamente immaginare quanto siete importanti, in certi momenti. :)

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  38. il teatro che studio io è "il teatro dell'oppresso" di Baol, deve essere una grande esperienza recitare per le strade per un pubblico che non sa di essere pubblico e che crede tutto vero... e si spera che il pubblico cresca un po' per volta :-)

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  39. Gabriè, lascio perdere? :)

    Chi lo sa, Shoruel...:)

    Osmin, Diciche sarebbe ancora più felice, sì. :)

    Vedi, Kensington, quando qua dentro capitano Persone come te, mi viene come un rilancio di Senso: nell'avere un Blog, cioè un posto che contenga un po' tutto, in immagini, suoni e parole, nelle sfasature spazio-temporali, nei ricordi, nel futuro ora minaccia, ora conforto. La poesia è bellissima e non la conoscevo. E come insegnante di italiano di ragazzi coetanei ai tuoi, non posso non apprezzare la tua scelta di far conoscere la Scrittura femminile, come scrittura del Desiderio. Io ti vorrei regalare un Titolo, sì, il Titolo di un film, che, in qualche modo, il tuo nick mi ha evocato:

    " Carrington", con Emma Thompson, ritratto potente di due esseri umani fragili e forti, artisti che camminano insieme sul filo esiguo della libertà. :) Grazie.

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  40. e buon giorno anche dallo specchio :)

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  41. E buongiorno Miss. Il tuo specchio è decisamente clemente...:)

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  42. Grazie del suggerimento. Sono già in cerca di "Carrington". Il volto di Emma Thompson mi è familiare. Uno degli emblemi della dolcezza, per me.

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  43. Anche per me, Kensington. Ehi, però non ti dispiacere se il finale è duro. :)

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  44. Le storie che ci vengono raccontate talvolta non coincidono con quello che avevamo immaginato nelle nostre anticipazioni. Alla fine, ci ritroviamo smarriti tra quello che la storia lascia accadere e quello che avremmo voluto per noi.

    E' passato molto tempo da quando le storie finivano tutte bene.

    Ora sappiamo che i sentimenti non sono eterni. Spesso, sono inattendibili.

    Cos'altro possiamo fare se non spiare ogni giorno per verificare che sia ancora vera la favola che ci racconta chi dice di amarci?

    Quale favola raccontarsi quando nessuna voce giunge più fino a noi?

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  45. bello questo discorso dei finali, per quanto mi riguarda, è un continuo stupore, la mia favola immaginaria era ben più triste, dignitosamente triste, che forse è peggio

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  46. le parole di Kensington sono molto illuminanti e.. si , credo vada ringraziato anche dai passanti :))

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  47. Nella vita personale come in quella sociale è una continua rinuncia, una cessione di ogni cosa che ci appartenga, e a quale prezzo? A quale prezzo: se non ci fosse questo interrogativo, chi non getterebbe via le proprie cose e se stesso insieme, se non comprendesse, non intuisse, che quel pochissimo che sopravviverà in purezza, necessita, per seguitare a elevarsi, di queste fondamenta? Noi, taluni di noi, avvertiamo da tempo file di continuità che non hanno nulla a che fare con le comuni vicende storiche…



    (RAINER MARIA RILKE, Lettera alla principessa Maria von Thurn und Taxis Hohenlohe, 1915)



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  48. Sì, Kensington, i finali sono spesso inattendibili. o, peggio, prevedibili.

    Quale favola? Il vuoto non vuole le parole di una favola. Non sempre, almeno. Ti si presenta così com'è e ti dice: " Sii coraggiosa, attraversami senza appigli. Leggera, il più possibile, fai l'amore con me. E, dopo, ricreati". Kensington, io ora sento queste parole...:)

    Miss, la tua solarità attira tanto stupore. Non lo sapevi? :)

    Sì,Leti. :)

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  49. Ehi, Kensington, ti ringrazio di aver portato qui Rainer. Anche lui l'ho lasciato dai tempi di: "Lettere ad un giovane poeta". :)

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  50. Grazie della tua luce virtuale!

    Mi ricordi il sapore del femminile. I profumi dolci delle stanze assolate. La voce roca. Gli aneliti e i passi sulla ghiaia in giardino.



    Conosci questa di Cummings? Proviene da "Hannah e le sorelle, di Woody Allen.



    Il tuo più tenue sguardo

    facilmente

    mi aprirà

    benché abbia chiuso me stesso

    come dita sempre mi apri

    petalo per petalo

    come la primavera fa

    toccando accortamente

    misteriosamente

    la sua prima rosa

    e io non so

    quello che c'è in te

    che chiude e apre

    solo qualcosa in me

    comprende

    che è più profonda

    la voce dei tuoi occhi

    di tutte le rose

    nessuno

    neanche la pioggia

    ha così piccole mani





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  51. Kensington...ma tu mi credi se io ora ti dico...che,anni fa, ho riavvolto e scorso cento volte la cassetta del film per ricopiare queste parole.La pioggia che scivola sulla finestra, lei, sul letto, che la legge, il libro regalatole dal cognato, in quel finto incontro casuale, nella libreria...:)))

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  52. Amare è recitare, solo che quelli che non ne sono consapevoli, vivono, gli altri sopravvivono.



    O no?



    (Buon anno!)

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  53. insomma, se colgo il succo del discorso - a proposito Renée., il tuo blog eroga ossigeno in quantità notevoli , te l'ho mai detto? - dicevo che, in sintesi, la seguente affermazione, da me incautamente rivolta : "quanto ti amo da quando non ti amo più..." non sarebbe da ritenere paradossale tanto meno folle...

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  54. Vedi, Renée, nel film di Woody Allen il maschio non ci fa una bella figura! I suoi sentimenti si rivelano inattendibili, ma il libro di cummings regalato alla cognata e il suggerimento di leggere alla pagina che contiene la poesia che ti ho ricordato quando li 'vediamo' la prima volta ci emozionano.

    Resta il testo di Cummings. Quando faccio a gara con i miei alunni a proporre la più bella poesia d'amore conosciuta, li sfido fin dall'inizio dicendo che alla fine vincerò io, perché conosco la più bella. E per me è questa.



    Cosa c'è di più difficile del fatto indicato nei primi versi? Cosa si può desiderare di più del fatto di essere 'aperti' e 'chiusi' delicatamente; che qualcuno abbia questo potere su di noi; che vi si dedichi; che non sappia solo 'chiudere'?

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  55. Buon anno, Joncur. Mi perdoni se, di fronte alla tua affermazione, non so dire né sì, né no? :)))

    Leti, anzi, mi pare che la tua affermazione sia dotata di una logica ferrea. Non quella aristotelica, certo...:)))

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  56. kensington, mo se ti dico che una sfida analoga con i miei alunni l'ho fatta pure io, tu mi sputi in un occhio, che pensi che so' copiona. :) Invece, cacchio, davvero, l'ho fatta, mettendola però a pari merito con una di Paul Eluard. Spe', che mo la cerco e la metto in un altro commento:)))

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  57. Kensington, eccola qua:



    Abbiamo fatto la notte…





    Abbiamo fatto la notte



    Ho la tua mano io veglio

    Ti afferro con le mie forze,

    Incido nella tua pietra

    la stella delle tue forze…

    Solchi profondi dove

    la bontà del tuo corpo germinerà…

    La voce tua intima la voce tua pubblica io mi ridico,

    Rido dell'orgogliosa che tratti

    come se fosse una mendica,

    dei folli che rispetti, degli umili ove t’immergi.

    E nel mio capo che piano si accorda col tuo con la notte,

    stupisco dell’ ignota che divieni,

    ignota simile a te e

    a tutto ciò che amo.

    Che è nuovo,sempre.

    (Paul Eluard)



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  58. Je t’adore à l’égal de la voûte nocturne,

    ô vase de tristesse, ô grande taciturne,

    et t’aime d’autant plus, belle, que tu me fuis,

    et que tu me parais, ornement de mes nuits,

    plus ironiquement accumuler les lieues

    qui séparent mes bras des immensités bleues.



    Je m’avance à l’attaque, et je grimpe aux assauts,

    comme après un cadavre un chœur de vermisseaux,

    et je chéris, ô bête implacable et cruelle!

    jusqu’à cette froideur par où tu m’es plus belle!



    Charles Baudelaire



    questa e poi altre ancora

    insomma che fate???

    come si fa a decidere l'assoluto con tutto il meraviglioso che gira in fatto di versi, immagini, musica e parole??

    ciao diciche :) quello di sopra lo leggo domattina, okè? :****

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  59. Miss, scusa, ma perchè, non si può avere una scala di valori anche nella Bellezza? :)

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  60. sì sì che si può, è l'Uno Perfetto che non trovo possibile o perlomeno crudele ;-)

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