carissima, di ritorno da un trauma, di quelli che non ti segnano la psiche - con quelli ci sto facendo pace chacchierando con madame solitudine - ma il corpo. Mi è sembrato di morire "senza un perché" , dentro una vita di inutili perché ...
Mia cara amica, se così posso dire, non siamo stati allenati per lontananza mancanza perdita abbandono. Siamo sempre protesi all'acquisto. Tutto il tempo è dedicato alla costruzione, poco all'esercizio della lontananza.
Io penso, però, che qualche traccia ce l'abbiamo sempre che possa ricondurci alle ragioni per le quali restiamo in attesa di chi non verrà presto, si è allontanato, se n'è andato, ci ha abbandonati, è scomparso per sempre.
Parlare delle ultime cose - dei novissimi -, come la Chiesa chiama la morte e, prima di essa, la vecchiaia e la malattia sembra proibito. La parola interdetta è quella che forse ci aiuterebbe di più a capire.
E' sempre vero che occorre conoscere l'Ombra, il negativo, il male, l'errore per arrivare a sapere cos'è Bene, Luce, Vero, Giusto.
Tu ti rannicchiavi nell'auto di tuo padre. Io posso dire con Thomas Hobbes che il sentimento fondamentale della mia vita è stato la paura. Oggi chiamo vita schiva quello che un tempo è stato feroce timidezza. Non avevo nemmeno il coraggio di guardare negli occhi una donna. Gli psichiatri la chiamano insicurezza ontologica. Sarei diventato pazzo se una donna non mi avesse preso per mano, decidendo che potevo esistere. Tutto il resto è stato facile. Ho imparato a restare. Non aggiungo come tu lo sai bene.
Non credo di poterla definire sindrome la mia, ma non ho dimestichezza con gli abbandoni, non mi ci abituo, ogni volta fanno lo stesso male, non li sopporto. I perchè di solito vado a prendermeli o a darli pur di non subirli. Non riesco a farlo però quando l'addio a me implica anche quello alla terra. NIKKA
Mi scuso, già da ora, se nei prossimi giorni non sarò molto presente nelle case-blog dei miei amici. Io, che amo le sorprese, stamattina ne ho trovata un'altra: l'otite, completamente guarita, dopo un mese, all'orecchio sinistro si è trasferita, senza inviti, a quello destro. Della serie: stiamoci calmi, manteniamo la freddezza e mettiamoci in cerca di un cristiano medico che, con i perchè, abbia una pacata e ferrea consuetudine.
Pensa, Onda, che ci sarebbe qualcuno disposto anche a pagare per averne uno. :)
Sho, ma tu non dovevi partire? :)
Quero, sei fortunata a non averne paura. Vuol dire che ormai hai fatto fuori quelle eventuali complicità con essi. Complicità di comodo, a volte. :)
Leti, non ne sapevo nulla di quest'altra tua cosa. E sono un po' sollevata perchè ne parli come se ne fossi uscita. Dimmi, ti prego dimmi che va meglio...:)
Enzas, e magari è meglio inventarselo qualche "perchè". :)
Gabriele, nel ringraziarti ancora, forse risulterò monotona. Sei molto generoso tu, ad accostarti alle parole altrui con attenzione ed acume, lasciando sempre tracce del tuo passaggio di Uomo consapevole. Parole che riguardano la tua vita, la mia vita, e quella di tutti coloro che, nel loro "stare", non possono, ancora e ancora, non ricercare. :)
Nikka carissima, e quello è il "perchè" per eccellenza. E, come diceva Gabriele prima, anche la sua ricerca, per quanto non esaustiva, potrebbe gettare luce...:)
Esagerato, "intensamente" è un grandioso avverbio. Su di esso può reggersi tranquillamente l'economia di una frase, di un periodo, di un brano, di un tempo, di una vita. :)
Anonimo, grazie. :)
Amalteo, può esserlo, lo è. :)
Boris, trattasi, nel caso tuo, di "abbandono fortemente auspicabile ed opportuno". :)
Mi sono svegliata già stanca e a scuola non sono andata. Elena, ma mère, è andata a votare e se ne è tornata con un un uccellino comprato dai cinesi. Dice che, all'origine, faceva cip cip, poi è caduto e mo gracchia soltanto. Carina, però: è entrata dicendo: "Guarda, ti ho portato un po' di primavera. Il cinesino: - Signola, lo plenda, lo plenda, che polta foltuna- "
Amalteo, ai tuoi "fuori tema" mi sto affezionando. Sì, avevo capito chi avesse scritto il delizioso racconto. Diciamo che mi rivolgevo a entrambi. :)
Pyperì, davvero non credo necessario aggiungere, nel mare magnum di parole, dii carta e di foreste, magari a pagamento (brrrrrrrrrrrrr), pure le cose mie.
Deliriamo un po' qua. Me lo hanno regalato apposta questo blog. :)))
Oggi è uno di quei giorni, che ascoltando la musica di Satie tutto mi sembra più inspiegabile e bello, anche il dolore. Il perchè. Delle cose che si fanno. Io penso l'unico perchè pende sui nostri "io" tutto compreso, e le singole azioni, sono una sequenza con perchè così remoti e incontrollabili ...
Traumi...scioccanti, fastidiosi, dolorosi ...ma a volte indispensabili per vedere cose che prima non avresti mai potuto o volute vedere, anche cose positive
Osmin, dicendo così però sembriamo quasi destinati ad essere solo propaggini di un "non dire", di un "non capire", puri riflessi deterministici. Invece siamo uomini, Osmin, ed è proprio questo sforzo che ci contraddistingue. :)
sono proprio troppi i perchè immaginati, rimuginati, fantasticati su cui fermiamo mente e cuore. Perchè? chiedo sempre io, esigenza assoluta di risposte e motivazioni. buongiorno renata :-)
Lisa, ai miei alunni faccio la testa a palla, sull'esigenza di chiedersi il "perchè", sulla necessità di regalarlo. :)
Nanndrunr, ciò vuol dire che ti avremo più spesso ospite da noi? :)
Mariafrancè, sta piacendo moltissimo anche alle mie alunne. Con loro lo sto leggendo. Benissimo con la mia amica, e tu non avresti affatto disturbato. :)
era da un pò che non ne scrivevi uno così bello!
RispondiEliminachi lo vuole un trauma?
è bellissimo, e il finale? che dire del finale, una cascata di parole di emozioni, di tutto
RispondiEliminaBuonanotte
La paura è feroce...quando ti prende sebra di soffocare.
RispondiEliminaDallo a me quel trauma... perchè è cattivo. Perchè a me non fa paura.
A volte non ci sono risposte ai perchè... ma tu la domanda falla lo stesso :)
Ti abbraccio forte :*
carissima, di ritorno da un trauma, di quelli che non ti segnano la psiche - con quelli ci sto facendo pace chacchierando con madame solitudine - ma il corpo. Mi è sembrato di morire "senza un perché" , dentro una vita di inutili perché ...
RispondiEliminasono contenta di essere qui :))
Già...perchè?
RispondiEliminaMia cara amica, se così posso dire, non siamo stati allenati per lontananza mancanza perdita abbandono. Siamo sempre protesi all'acquisto. Tutto il tempo è dedicato alla costruzione, poco all'esercizio della lontananza.
RispondiEliminaIo penso, però, che qualche traccia ce l'abbiamo sempre che possa ricondurci alle ragioni per le quali restiamo in attesa di chi non verrà presto, si è allontanato, se n'è andato, ci ha abbandonati, è scomparso per sempre.
Parlare delle ultime cose - dei novissimi -, come la Chiesa chiama la morte e, prima di essa, la vecchiaia e la malattia sembra proibito. La parola interdetta è quella che forse ci aiuterebbe di più a capire.
E' sempre vero che occorre conoscere l'Ombra, il negativo, il male, l'errore per arrivare a sapere cos'è Bene, Luce, Vero, Giusto.
Tu ti rannicchiavi nell'auto di tuo padre. Io posso dire con Thomas Hobbes che il sentimento fondamentale della mia vita è stato la paura. Oggi chiamo vita schiva quello che un tempo è stato feroce timidezza. Non avevo nemmeno il coraggio di guardare negli occhi una donna. Gli psichiatri la chiamano insicurezza ontologica. Sarei diventato pazzo se una donna non mi avesse preso per mano, decidendo che potevo esistere. Tutto il resto è stato facile. Ho imparato a restare. Non aggiungo come tu lo sai bene.
Ti abbraccio.
Gabriele
Non credo di poterla definire sindrome la mia, ma non ho dimestichezza con gli abbandoni, non mi ci abituo, ogni volta fanno lo stesso male, non li sopporto. I perchè di solito vado a prendermeli o a darli pur di non subirli. Non riesco a farlo però quando l'addio a me implica anche quello alla terra. NIKKA
RispondiEliminaCosa dire, Renata, casa dire? Soltanto che vorrei abbracciarti, a lungo e intensamente.
RispondiEliminaDico che la tua scrittura è sensuale, intensa e mai noiosa.
RispondiEliminala scrittura come (quasi) rielaborazione del trauma.
RispondiEliminasì: la scrittura può anche essere terapeutica
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaVotazioni, oggi.
Partenze,oggi, di persone care.
Mi scuso, già da ora, se nei prossimi giorni non sarò molto presente nelle case-blog dei miei amici. Io, che amo le sorprese, stamattina ne ho trovata un'altra: l'otite, completamente guarita, dopo un mese, all'orecchio sinistro si è trasferita, senza inviti, a quello destro. Della serie: stiamoci calmi, manteniamo la freddezza e mettiamoci in cerca di un cristiano medico che, con i perchè, abbia una pacata e ferrea consuetudine.
:)
Pensa, Onda, che ci sarebbe qualcuno disposto anche a pagare per averne uno. :)
RispondiEliminaSho, ma tu non dovevi partire? :)
Quero, sei fortunata a non averne paura. Vuol dire che ormai hai fatto fuori quelle eventuali complicità con essi. Complicità di comodo, a volte. :)
Leti, non ne sapevo nulla di quest'altra tua cosa. E sono un po' sollevata perchè ne parli come se ne fossi uscita. Dimmi, ti prego dimmi che va meglio...:)
Mi sono svegliato con il mal di testa.
RispondiEliminaPerché?
Eppure non ho passato un sabato notte di bagordi.
Non ho fumato neanche più del solito.
Perché allora ho questo mal di testa?
Vorrei che mi abbandonasse.
Non tutti gli abbandoni vengono per nuocere! :)
Bonjour Renée
Enzas, e magari è meglio inventarselo qualche "perchè". :)
RispondiEliminaGabriele, nel ringraziarti ancora, forse risulterò monotona. Sei molto generoso tu, ad accostarti alle parole altrui con attenzione ed acume, lasciando sempre tracce del tuo passaggio di Uomo consapevole. Parole che riguardano la tua vita, la mia vita, e quella di tutti coloro che, nel loro "stare", non possono, ancora e ancora, non ricercare. :)
diciche: partita, tornata e da buona drogata passata a commentarti in piena notte! :-P
RispondiEliminaAlle medie li porti via due giorni, mica una settimana ;-)
Nikka carissima, e quello è il "perchè" per eccellenza. E, come diceva Gabriele prima, anche la sua ricerca, per quanto non esaustiva, potrebbe gettare luce...:)
RispondiEliminaEsagerato, "intensamente" è un grandioso avverbio. Su di esso può reggersi tranquillamente l'economia di una frase, di un periodo, di un brano, di un tempo, di una vita. :)
Anonimo, grazie. :)
Amalteo, può esserlo, lo è. :)
Boris, trattasi, nel caso tuo, di "abbandono fortemente auspicabile ed opportuno". :)
Allora bentornata Sho. :)
RispondiEliminarilassante Erik Satie
RispondiEliminamo me lo riascolto
per la seconda volta
anche il post l'ho letto due volte
Sì, Boris, Satie è un genio rilassante, sì.
RispondiEliminaCapita, qualche volta.
:)
Satie è un genio rilassante
RispondiEliminasicuramente.
Ma, secondo me, il genio non è mai rilassato.
Boris, parli per esperienza personale?
RispondiElimina:)))
No, non sono un genio, mi acconteto di essere geniale. Talvolta.
RispondiElimina:-)))
"Va bene, andatevene, ma almeno ditemi il “perché”."
RispondiEliminaAura
Boris, seria: che terreni minati quelli di "Genio" e di "Genialità"...
RispondiEliminaAura, sì, in effetti, passaggio-cardine quello. :)
Ho riletto.
RispondiEliminaHo risentito la musica.
Ho riguardato la fotografia.
Faccio sempre così...
Hai postato qualcosa che mi piace molto.
:) Aura
Che bell oquesto post. Dovresti farne una raccolta e pubblicarli.
RispondiEliminaBuongiorno a tutti.
RispondiEliminaMi sono svegliata già stanca e a scuola non sono andata. Elena, ma mère, è andata a votare e se ne è tornata con un un uccellino comprato dai cinesi. Dice che, all'origine, faceva cip cip, poi è caduto e mo gracchia soltanto. Carina, però: è entrata dicendo: "Guarda, ti ho portato un po' di primavera. Il cinesino: - Signola, lo plenda, lo plenda, che polta foltuna- "
:)))
Grazie a te, Aura, di nuovo. :)
RispondiEliminaAmalteo, ai tuoi "fuori tema" mi sto affezionando. Sì, avevo capito chi avesse scritto il delizioso racconto. Diciamo che mi rivolgevo a entrambi. :)
Pyperì, davvero non credo necessario aggiungere, nel mare magnum di parole, dii carta e di foreste, magari a pagamento (brrrrrrrrrrrrr), pure le cose mie.
Deliriamo un po' qua. Me lo hanno regalato apposta questo blog. :)))
"... Tu si 'na vera surgenti, ca sazia i sintimenti..." ;)
RispondiEliminaBabel, di chi sono queste parole? Hai letto di Elena? Questa madre mia ha proprio un'anima candida candida. :)))
RispondiEliminaSono le parole di una canzone di Battiato: Aria siciliana...
RispondiEliminaPer Mamma Elena tanta gratitudine ;)*
Certo, il Mestro. :)
RispondiEliminaElena ed Ernesto stravedono per teeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee. :)
ettelhodetto che ho da fare, ecco perchè :))
RispondiEliminaMissmì, ahahahahahahahahahhahahhhahahhahaahha. Sei una "sagoma indispensabile" tu...:)))
RispondiEliminaOggi è uno di quei giorni, che ascoltando la musica di Satie tutto mi sembra più inspiegabile e bello, anche il dolore. Il perchè. Delle cose che si fanno. Io penso l'unico perchè pende sui nostri "io" tutto compreso, e le singole azioni, sono una sequenza con perchè così remoti e incontrollabili ...
RispondiEliminaTraumi...scioccanti, fastidiosi, dolorosi ...ma a volte indispensabili per vedere cose che prima non avresti mai potuto o volute vedere, anche cose positive
RispondiEliminaE' inutile Renata, l'abbandono è il mio trauma preferito, ce l'ho già.
RispondiEliminaOsmin, dicendo così però sembriamo quasi destinati ad essere solo propaggini di un "non dire", di un "non capire", puri riflessi deterministici. Invece siamo uomini, Osmin, ed è proprio questo sforzo che ci contraddistingue. :)
RispondiEliminaMisspotter, lo sai che sabato ho comprato l'altro libro che volevi regalarmi tu? :)
RispondiEliminaLo so, Grace, lo so. :)
bacio bacio bacio bacio
RispondiEliminaNanddrun, miracolo! Sei vivo, allora. :)))
RispondiEliminasono proprio troppi i perchè immaginati, rimuginati, fantasticati su cui fermiamo mente e cuore. Perchè? chiedo sempre io, esigenza assoluta di risposte e motivazioni. buongiorno renata :-)
RispondiEliminaIl famoso miracolo di Nanddrun!!?
RispondiEliminahe he
:)
No... facevo finta di essere un'omo solitario, ma
i
recenti tristi eventi
mi hanno indotto a cercare segni di umanità presso le persone amiche.
Baci obaci bacio.
Ti ho fatto nascere la curiosità vero? Sono sicuro che ti piacerà molto.
RispondiEliminaCome è andata con la tua amica? non ho voluto disturbarvi.
Lisa, ai miei alunni faccio la testa a palla, sull'esigenza di chiedersi il "perchè", sulla necessità di regalarlo. :)
RispondiEliminaNanndrunr, ciò vuol dire che ti avremo più spesso ospite da noi? :)
Mariafrancè, sta piacendo moltissimo anche alle mie alunne. Con loro lo sto leggendo. Benissimo con la mia amica, e tu non avresti affatto disturbato. :)
Cara amica, ti si teme e anche un perchè costruito ad arte diventerebbe cosa misera tra le tue mani.
RispondiEliminaAnonimo, strano paradosso rimanere all'oscuro perchè ti si teme troppo...:)
RispondiElimina