Simboli

Simboli da decifrare.
Se riesci a capire che senso abbiano quelle strisce blu e rosse
che passano da un albero all’altro del lungo viale,
sai che potrebbe entrare uno spazio in più.
Qualcosa vorranno dire,
come i titoli dei romanzi, che sono in genere
l’elemento più pensato e ripensato perché risulti deduttivo, estraniante,
seduttivo, un bing bang esplosivo, e se lo apri ti escono fuori già prima
lo spazio e il tempo su cui poggiare i segni di una storia.
Simboli da decifrare.
Stanotte ho sognato una casa di campagna, dove si andavano a rifugiare
le Vite periferiche, e ci ero arrivata anch’io.
In una stanza un po’ sfatta sembravano aggrovigliarsi tanti piccoli topi.
E invece no.
Erano solo pulcini gialli gialli che correvano dietro ad una madre chioccia, erano solo tenerezza allegra.
E poi c’erano tanti castelli di rabbia che sembravano indistruttibili,
ma bastava
un vento,
uno strano vento di piccole risate a buttarli giù.
Qualcuno, sollevato, diceva che su quella rabbia avrebbe
potuto costruire l’interpretazione sbagliata di un’intera vita.
Simboli da decifrare.
Non è impossibile, sai?
Ci vuole pazienza, tanta, ché capire è l’attività più difficile al mondo, la meno quotata,
la più svalutata.
Ma, a furia di insistere, qualcosa, qualcosa in più si riesce a strappare
agli ammassi insensati di grovigli,
dove la luce dorme,
anche se non fa mai buio.

Radiodervish, Taci
(riproposta di un brano pieno di calore)
si, è arte difficile quella di intercettare il simbolico; soprattutto perché significa averne esercitato un'altra, quella di non farsi governare - eccessivamente - dall'ordine logico della mente...
RispondiEliminae tu, tu le conosci bene entrambe ...
(bellissimo pezzo) :)))
Anche tu, Leti, anche tu. :)))
RispondiEliminaAdoro i simboli e adoro te che sei un pò come quella luce ;) NIKKA
RispondiElimina"dove la luce dorme,
RispondiEliminaanche se non fa mai buio."
Bello veramente il tuo scritto, Renée. :-)
Musica giusta e che mi piace molto.
Grazie.
Aura
Nikka, :***
RispondiEliminaAura, il brano l'ho cambiato, mi serviva un pezzo più "caldo". :)
Stanotte ho sognato una casa di campagna, dove si andavano a rifugiare
RispondiEliminale Vite periferiche...
mi piace questa immagine! sono cresciuto e abito in periferia, faccio molte puntate al centro ma poi ritorno a me stesso...
Onda, nella casa ci stavano molti esclusi da Bossi & Company. E questi esclusi conoscevano il linguaggio, nei simboli, nei segni e nelle parole. Si divertivano ad inventare neologismi. E quanta bellezza non retorica ci può stare nell' "essere periferia".
RispondiEliminaRenée, in quest brano cantato sono sono molto belle le parole..
RispondiElimina"In ogni poesia vedrò una dimora per me"
Mi piaceva la musica di prima.
Buona serata con un sorriso
Aura
"In una stanza un po’ sfatta sembravano aggrovigliarsi tanti piccoli topi.
RispondiEliminaE invece no.
Erano solo pulcini gialli gialli che correvano dietro ad una madre chioccia, erano solo tenerezza allegra.
E poi c’erano tanti castelli di rabbia che sembravano indistruttibili,
ma bastava
un vento, uno strano vento di piccole risate a buttarli giù."
Ti scrivo ancora che sei brava.
:) Aura
Tu sei una specie di termometro per me. Sintonizzo il mio umore con il tuo. Stasera ti sento bene ed anch'io sono contento.
RispondiEliminaper Renée
RispondiEliminaUno DOC veramente.
A me piaceva molto il suo brano di prima.
Grazie.
Un sorriso per una buona serata per te.
Aura
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaC'è il sole e l'aria è tiepida, a Sud.
Da ora in poi, butterò qualche incipit letterario, chè mi piacciono tanto gli incipit...Stamattina, ho trovto questo:
Chico Buarque (1944)
Budapest (Budapest)
"Dovrebbe essere proibito prendere in giro chi si avventura in una lingua straniera. Una mattina, mentre per sbaglio ero sceso dalla metro in una stazione azzurra uguale alla sua, con un nome che somigliava alla stazione vicino a casa sua, le telefonai dalla strada e le dissi: arrivando lì sto quasi. Mi resi conto immediatamente di aver detto una stupidaggine, perché la professoressa mi chiese di ripetere la frase. Arrivando lì sto quasi... C'era forse qualche problema con la parola quasi. Solo che, invece di farmi notare l'errore, me lo fece ripetere, ripetere, ripetere, e poi scoppiò in una risata che mi fece sbattere giù il telefono."
Considerato che molte alunne mie considerano l'italiano la lingua straniera per eccellenza, sono contenta di non essermi messa a ridere quando, l'altro ieri, una di esse mi fa:" Prof., mi perplime il mondo". "Alessà, che ti fa il mondo?"
"Mi perplime, prof.". Ed io: "Ale, sì, ora ho capito, abbiamo inventato un neologismo: perplimere."
:)
Esagerato, sai? Ho avuto sempre una grande passione per i termometri. :)
RispondiEliminaAura, il sabato sera non è mai troppo malaccio, se non altro perchè c'è la pizza D.O.C. di mia madre. :)
ah esclusi da Bossi...ha questa è buona!!
RispondiEliminae company, la cosa mi diverte...
si mi piace la periferia, la sua nostalghia, la sa volgarità, e vedere il modo con con distacco esule
E scommetto che non avevi mai la febbre.
RispondiEliminaOnda, ciao, finalmente sta finendo questa domenica sonnolenta. Ho visto un film di Jacques Rivette, "Chi lo sa?", sonnolento pure lui. :)
RispondiEliminaEsagerato, no, infatti, la febbre non ce l'avevo mai. :)
"il mondo" volevo dire!...il film di rivette sarà la duchessa di langeais...mi è piaciuto, non quanto marie e joulien, ma mi è piaciuto... nella sua sonnolenza
RispondiEliminail capire attività poco quotata. quando sento mi pare di avere una comprensione. quando non sento non mi pare di capire più nulla. vorrei tanto sentire tutto
RispondiEliminaE buongiorno ai suonatori.
RispondiEliminaOndaaaaaaaaa, oh, il film di Rivette ha per titolo proprio: "Chi lo sa?". Non era un indovinello, il mio. :))
Osmin, bentornato. Peregrinazioni? :))
ma talvota è così difficile decifrare i simboli...
RispondiEliminaSho, vivere nei "segni" lo è ancora di più. Vuoi ridere? Quelle strisce che a me sembravano così poetiche forse sono solo il simbolo di una squadra calcististica. Scudetti e similari, puah. :)))
RispondiEliminaE' bellissimo questo sogno!
RispondiEliminaE quel vento di piccole risate che butta giù tutti quei castelli di rabbia poi...
Vorrei sentirla sempre quella tua risata, è un toccasana ;)
Buongiorno Tesoro, babel
Babel, periodo in cui condivido poco quel genere di risata. E dunque proliferano i castelli di rabbia. :)
RispondiEliminarossoblu sono il rugby rovigo o il calcio bologna, a te scegliere ;-)
RispondiEliminasho, a Cosenza grande successo per Berlusconi e gli altri amici suoi di cui mi sfugge il nome, ma non credo che il tifo popolare si orienti verso queste squadre. :)
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