Bonjour, Monsieur Le Professeur

Il cinema e la scuola, la scuola e il cinema.
Visto il mio lavoro, l’argomento
mi interessa assai J
E vai va…
Qua c’è un casino che non finisce più.
E comincià.
(Indicazioni, non recensioni )
Zero de conduite
di Jean Vigo, 1932
Semplice semplice:
gli adulti è raro che capiscano un cazzo.
E allora che si fa, contro la coercizione?
Una bella e salutare guerra di cuscini.
I quattrocento colpi
di Francois Trouffaut, 1959

Se, all’interno di un’aula scolastica,
generalmente squallida e disastrata,
non sei in grado di portare un po’ il “mare”,
cambia mestiere.
E’ meglio.
Per tutti.
L’attimo fuggente
Di Peter Weir
Non mi ha mai emozionato, mai.
Il prof è troppo narcisista.
E vuole solo conferme del suo essere speciale.
E combina danni.
Puah
Una settimana di vacanza
di Bertrand Tavernier, 1980
Il punto di vista di un’insegnante di francese,
quando anche il lavoro-appiglio
ha un esaurimento nervoso.
Ve giuro che, ora, nessuno meglio
di me la può capìJ
Il maestro di Vigevano
di Elio Petri, 1963

Un povero disgrazià che crede
ancora nella scuola come missione.
Ma, nella provincia lombarda,
si ritrova na moglie alla Madame Bovary.
Non uno di meno
di Zhang Yimou, 1999

Ma allora siete ingenui…
Davvero pensate che non capiti
che un professò
sia travolto dalla vita dei ragazzi suoi?
Spesso, questi tendono alla fuga
e so i più disgrazià,
con famiglie-macello
e voglia di libertà.
Non me ricordo più
quante volte mi so ficcata
in case povere e, davanti ad una pasta e ceci,
in dialetto purissimo,
ho cercato di convincere
poveri cristià
ad affidarmi il figlio.
Scherzate?
In questi casi, il discorso
“centralità della cultura”
lo dovete solo buttà
nel cesso.
P.S. La ragazzina-supplente, nel film,
questo fa…
Genio ribelle
di Gus van Sant, 1997
Sempre a Robin Williams ce piazzano
(anche se, stavolta, come psicologo).
E, come sempre, rovina tutto…
Diario di un maestro
di Vittorio De Seta, 1972
Quella è…Quando i ragazzi
so dalla parte tua,
sai quanto te ne può fregà che
le gerarchie scolastiche te rompono
le palle?
O che i colleghi ti dicono,
con il sorriso ipocrita,
che i tuoi metodi non so’ proprio ortodossi?
Il maestro del film,
dalla scuola di Pietralata,
è costretto ad andarsene,
ma, cazzo, quanti solchi sul cuore
ha tracciato...
Pensieri
di Ronald Bass, 1995.

Ecco, sto film è senza pretese…ma bello.
La bionda Michelle Pfeiffer è brava
ad interpretare la prof delicata
ed ultrasensibile, che
si ritrova ad insegnare in una classe di chicanos
e di teppisti.
Che fa? Molla di fronte alle umiliazioni?
No. Si alza le maniche e rende
veramente “necessaria” la poesia.
Mitica la scena della
battaglia-confronto
tra i testi di Bob Dylan
e di Dylan Thomas…
La scuola
di Daniele Lucchetti, 1995.

Cardini, l’alunno perennemente assente,
bravissimo ad imitare il ronzio di una mosca.
Dietro il film ci sono i libri di Domenico Starnone,
e si sente.
Come, chi è?
Eddai, siete insegnanti e non conoscete Starnone?
Ma allora non volete proprio miglioràJ
Silvio Orlando è il prof
che avremmo voluto avere tutti a scuola,
soprattutto agli scrutini finali.
So’ davvero così, come nel film: ognuno si fa i
cazzi suoi, parlando del più e del meno.
Poi, nel caos più generale, si dettano i voti: questo
promosso, questo bocciato, ma i ragazzi,
con i loro occhi, non ci stanno più.
Io li ricatto, i miei colleghi,
in queste “fantastiche” riunioni:
o stanno zitti, o me ne vado,
costringendoli a ritornà,
un’altra volta.
In genere, funzionaJ
Les choristes (dulcis in fundo)
di Christophe Barratier, 2004

Umano. Il volto
Clement Mathieu, che si ritrova come sorvegliante
in un collegio dal nome programmatico:
Il fondo dello stagno.
Umano, ma non lacrimevole.
Uno con quella faccia sembra un
perdente nato,
ma, come al solito, sono
i nostri pregiudizi a perdere.
E’ l’arte che salva.
Questa cosa “semplice” lui la sa.
Profondamente.
E’ un vero artista: non ha bisogno
di artifici-immagine.
Li prenderà per mano questi ragazzi,
stritolati dalla Vita-Ombra,
e li condurrà nel “canto”
e, cosa ancora più importante,
nella coralità.
P.S. Ne ho lasciati fuori parecchi.
E, sul tema, me so’ scordata il titolo
di quel magnifico film-documentario
francese (recente).
Segnalatemelo, per favò.
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A questo collage da banchi di scuola manca GLI ANNI IN TASCA [L'ARGENT DE POCHE] di Truffaut, un film che personalmente adoro moltissimo...
RispondiEliminaGran bel blog, non so perchè, ma mi piace questa maniera di postare a 360°... è molto personale...
(forse se inserissi le categorie per ogni singolo post - cinema, fotografia, poesia, etc - sarebbe molto più fruibile)
Saluti.
"LEs Choristes" è stato un pò una delusione. "Non uno di meno" è un gran bel film.
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