venerdì 3 novembre 2006

Bonjour, Monsieur Le Professeur




Il cinema e la scuola, la scuola e il cinema.


Visto il mio lavoro, l’argomento


mi interessa assai J


 


E vai va…


Qua c’è un casino che non finisce più.


E comincià.


(Indicazioni, non recensioni )



Zero de conduite


di Jean Vigo, 1932



Semplice semplice:


gli adulti  è raro che capiscano un cazzo.


E allora che si fa, contro la coercizione?


Una bella e salutare guerra di cuscini.



I quattrocento colpi


di Francois Trouffaut, 1959


 


 



Se, all’interno di un’aula scolastica,


generalmente squallida e disastrata,


non sei in grado di portare un po’ il “mare”,


cambia mestiere.


E’ meglio.


Per tutti.




L’attimo fuggente


Di Peter Weir


Non mi ha mai emozionato, mai.


Il prof è troppo narcisista.


E vuole solo conferme del suo essere speciale.


E combina danni.


Puah



 


 


Una settimana di vacanza


di Bertrand Tavernier, 1980


Il punto di vista di un’insegnante di francese,


quando anche il lavoro-appiglio


ha un esaurimento nervoso.


Ve giuro che, ora, nessuno meglio


di me la può capìJ











Il maestro di Vigevano


di Elio Petri, 1963



 


Un povero disgrazià che crede


ancora nella scuola come missione.


Ma, nella provincia lombarda,


si ritrova na moglie alla Madame Bovary.


 




Non uno di meno


di Zhang Yimou, 1999




 Ma allora siete ingenui…


Davvero pensate che non capiti


che un professò


sia travolto dalla vita dei ragazzi suoi?


Spesso, questi tendono alla fuga


e so i più disgrazià,


con famiglie-macello


e voglia di libertà.


Non me ricordo più


quante volte mi so ficcata


in case povere e, davanti ad una pasta e ceci,


in dialetto purissimo,


ho cercato di convincere


poveri cristià


ad affidarmi il figlio.


Scherzate?


In questi casi, il discorso


“centralità della cultura”


lo dovete solo buttà


nel cesso.


P.S. La ragazzina-supplente, nel film,


questo fa…


 



Genio ribelle


di Gus van Sant, 1997


Sempre a Robin Williams ce piazzano


(anche se, stavolta, come psicologo).


E, come sempre, rovina tutto…


 




Diario di un maestro


di Vittorio De Seta, 1972


Quella è…Quando i ragazzi


so dalla parte tua,


sai quanto te ne può fregà che


le gerarchie scolastiche te rompono


le palle?


O che i colleghi ti dicono,


con il sorriso ipocrita,


che i tuoi metodi non so’ proprio ortodossi?


Il maestro del film,


dalla scuola di Pietralata,


è costretto ad andarsene,


ma, cazzo, quanti solchi sul cuore


ha tracciato...


 


 


Pensieri Pericolosi,


di Ronald Bass, 1995.



Ecco, sto film è senza pretese…ma bello.


La bionda Michelle Pfeiffer è brava


ad interpretare la prof delicata


ed ultrasensibile, che


si ritrova ad insegnare in una classe di chicanos


e di teppisti.


Che fa? Molla di fronte alle umiliazioni?


No. Si alza le maniche e rende


veramente “necessaria” la poesia.


Mitica la scena della


battaglia-confronto


tra i testi di Bob Dylan


e di Dylan Thomas…


 




La scuola


di Daniele Lucchetti, 1995.



Cardini, l’alunno perennemente assente,


bravissimo ad imitare il ronzio di una mosca.


Dietro il film ci sono i libri di Domenico Starnone,


e si sente.


Come, chi è?


Eddai, siete insegnanti e non conoscete Starnone?


Ma allora non volete proprio miglioràJ


Silvio Orlando è il prof


che avremmo voluto avere tutti a scuola,


soprattutto agli scrutini finali.


So’ davvero così, come nel film: ognuno si fa i


cazzi suoi, parlando del più e del meno.


Poi, nel caos più generale, si dettano i voti: questo


promosso, questo bocciato, ma i ragazzi,


con i loro occhi, non ci stanno più.


Io li ricatto, i miei colleghi,


in queste “fantastiche” riunioni:


o stanno zitti, o me ne vado,


costringendoli a ritornà,


un’altra volta.


In genere, funzionaJ


 


 



Les choristes (dulcis in fundo)


di Christophe Barratier, 2004




Umano. Il volto del personaggio


Clement Mathieu, che si ritrova come sorvegliante


in un collegio dal nome programmatico:


Il fondo dello stagno.


Umano, ma non lacrimevole.


Uno con quella faccia sembra un


perdente nato,


ma, come al solito, sono


i nostri pregiudizi a perdere.


E’ l’arte che salva.


Questa cosa “semplice” lui la sa.


Profondamente.


E’ un vero artista: non ha bisogno


di artifici-immagine.


Li prenderà per mano questi ragazzi,


stritolati dalla Vita-Ombra,


e li condurrà nel “canto”


e, cosa ancora più importante,


nella coralità.


 


 



 


P.S. Ne ho lasciati fuori parecchi.


E, sul tema, me so’ scordata il titolo


di quel magnifico film-documentario


francese (recente).


Segnalatemelo, per favò.


 


 



 




 




 


 


 



 


 


 


 


2 commenti:

  1. A questo collage da banchi di scuola manca GLI ANNI IN TASCA [L'ARGENT DE POCHE] di Truffaut, un film che personalmente adoro moltissimo...



    Gran bel blog, non so perchè, ma mi piace questa maniera di postare a 360°... è molto personale...



    (forse se inserissi le categorie per ogni singolo post - cinema, fotografia, poesia, etc - sarebbe molto più fruibile)



    Saluti.

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  2. "LEs Choristes" è stato un pò una delusione. "Non uno di meno" è un gran bel film.

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