"Il coraggio del pettirosso"

Un po' di pazienza. I post lunghi lunghi non piacciono nemmeno a me.
Ma questa favoletta, che Manù mi ha regalato, merita.
Ognuno ne tragga la "morale" che vuole:)
"C’era un pettirosso, piccolo che lo tenevi nel pugno di una mano,
ma con le sue idee che nessuno riusciva a togliergli dal capo.
Voleva volare in qua e in là a vedere il mondo, becchettare dove c'era da sfamarsi ,
e non gli piaceva per nulla che gli avessero assegnato il suo posticino e morta lì.
Così, un giorno, prese il coraggio a quattro mani e si presentò dal signor falchetto,
il re degli uccelli del bosco. 'Vorrei il permesso , signoria, di andare un po’ dove mi pare ,
tanto non darei fastidio a nessuno, piccolo come sono'. Così gli disse ,
e intanto gli tremavano tutte le penne
Il falchetto s'adombrò immediatamente e fece la voce grossa :
' questa è una faccenda che non mi piace per nulla .
Tu devi mettere la testa a posto e non stare a disturbare con le tue pretese.
Fila via o chiamo le gazze '.
E, nel dirgli questo, senza neppure farci caso,
gli diede una zampata e gli artigliò a sangue un'ala .
L'aveva pagata cara quell'uccelletto la smania di libertà .
Ma, testardo com'era , in due tre giorni era già in aria a volare .
Certo, alla belle e meglio, che arrancava dietro alla sua aluccia offesa tutta di sghimbescio.
Sembrava diventato un pagliaccio,
tanto era buffo come si era ingegnato di volare con un'ala sola .
E tutti gli uccelli giù a ridere .
E ridevano a crepapelle, anche il signor falchetto e le sue gazze .
Così che, dal gran ridere, nessuno si accorgeva che, ogni giorno che passava,
il pettirosso volava sempre un po’ più in alto e un po’ più in là
del posto che gli avevano assegnato .
E, il giorno che il falchetto se ne accorse,
il pettirosso volava così in su che, dall'alto, prese
a bombardare sul capo il re degli uccelli a colpi di cacatine. "
Maurizio Maggiani
:-D
RispondiEliminaHo paura però che il finale omesso di questa favoletta non sia molto allegro...
:-P