giovedì 23 novembre 2006

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Dicono che nessun gesto, anche quello più automatico,


possa mai essere perfettamente uguale ad un altro.


Forse, è così anche per lo sguardo.


A meno che non si ottunda.


Guardo fuori, anche stamattina: le


montagne della Sila, il vecchio paesello


attaccato al mio, il ponte “altissimo e pericolante”


sulla Statale 107. Tutto uguale.


Le vere alternative cangianti


riesco a trovarle solo


guardando il Cielo.


 


P.S: Se possedete una “finestra personale”,


ditemi, please, cosa vedete…


:)

3 commenti:

  1. Da casa vedo solo i cortili, che purtroppo sono sempre vuoti, ci fossero almeno dei bambini che giocano...

    Dal lavoro va ancora peggio, vedo solo palazzi della periferia romana con qualche albero sparso per non far vedere che ci stiamo mangiando proprio tutto! :-D

    In compenso oggi il cielo è di un azzurro che mette i brividi... ah no, mi dicono che è colpa della finestra, aperta!

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  2. tra il paesello. il ponte e la sila dello scritto e il cemento di Sergio...troviamo una via di mezzo...

    : vedo una pianura distesa verde con qualche animale brado...e nello sconfinato vedo una linea elettrica che lo attraversa...una tabula rasa elettrificata

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  3. un dolce bacio notturno

    (questi occhi mi stregano)

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