mercoledì 29 novembre 2006

Femmes fatales



Ho un’ allergia acuta e profonda


per les femmes fatales:


quelle misteriose e maledette.


Quelle senza umorismo.


Come dice una mia amica-perla, non


ci può essere nulla di più


intrigante del fascino della verità.


Da adolescente, ne conoscevo una, Patrizia.


Eravamo un gruppo-amici affiatatissimo.


C’era anche Sasà: gentile, tenero, omosessuale.


Ci volevamo un bene dell’anima io e Sasà.


E lui era tormentato da Patrizia, con sciocchezze


di questo genere: “Un giorno, cadrai anche tu


nella mia tela di ragno”.


Lo proteggevo, per quanto possibile.


Litigavo con lei, che non aveva capito un cazzo.


Ero già fuori, all’Università, quando ho saputo


che Sasà si era ucciso.


Nel dolore, una domanda sola: “Sasà,


quante altre stronzate hai dovuto attraversare?”

2 commenti:

  1. Perche' qua non ha commentato nessuno?

    eh!?

    perche'?

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  2. Eutrò, te lo dico io il perchè: non c'è un cacchio da fa', quel tipo di donna è una calamita per le "zone d'ombra" maschì. Entusiasma un "certo immaginario". E, di questo, davvero, io provo molta pena...

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