Stando a quanto dice il ‘cappellaio matto’, oggi è il tuo ‘non-compleanno’! Se mi dici come la desideri (dimensioni, numero esatto di stanze per i ricordi più belli, colore degli occhi, dei capelli e del vestito delle possibili ospiti, ecc…) posso organizzarmi e regalarti la casa in questione.
Che sarà mai?! È solamente un piccolo dono per un’Alice che non smette mai di incantar...e/si.
Nella mia casa di bambole è tutto in ordine, anche le cose più antiche nei bauli ammuffitti e gli ammassi di polvere sotto i letti. Sono certe paure che svolazzano ancora come piume uscite dai divani che non trovano tregua. MI piace questo post o forse è che mi piace tu ad ogni parola un pò di più. NIKKA
Troppo ordine, troppo ordine, non troverei più niente. Mi adatto al minestrone rombante di pensieri e ricordi e ipotesi inesplorate, condite di assurde strategie di salvezza. Amo il caos, in effetti ci vivo.
meraviglioso settimino, colmo di tanti "già" e di altrettanti "non ancora"; il cassetto della paura e delle sue paure, però, quello bisognerebbe imparare a tenerlo un po' socchiuso, lasciandolo in-custodito quanto basta (forse..)
Sì, Leti, tu hai ragione, ma se lo tengo socchiuso poi mi scordo quali sono le paure "toste" che devono ancora essere "trattate" dalle bizzarre strategie. Capì? :)))
Avevo una volta una stanza sui tetti di Siena e tanti cassetti. Ognuno con la sua etichetta.
In ciascuno ci stavano emozioni e ragazzi amati o semplicemente incontrati.
Poi m'accorsi che creavo un cassetto nuovo con la sua bella etichetta gialla e ci mettevo dentro una sola emozione, un solo viso, un 'onda del mare. E che l'usavo in fondo per dare un ordine proprio là dove ordine non volevo.
Il luogo massimo per mescolare le cose sono proprio i cassetti. Infatti mentre gli scaffali esigono ordine il cassetti svelano e contemporaneamente proteggono. I casini più bestiali. Il cassetto è molto metaforico. Chiudere il cassetto. Non ditemi che non vi dà una speciale sensazione di sollievo. E aprirlo angoscia, certo.
non so perchè ma il quadro mi mette paura..... ç_ç°
RispondiEliminaciao :)
Mikit, è solo un semplice Picasso. Ma, se vuoi, ti reglo uno dei miei cassetti e la paura tua ce la piazzi dentro. :)))
RispondiEliminaCom'è possibile che tu riesca a evocare immagini così nitide e aderenti al mio modo di sentire per me resta un mistero
RispondiEliminaSho, sveliamo o lasciamo che rimanga mistero?
RispondiElimina:)
e le ragioni nascoste di tutte le azioni apparentemente
RispondiEliminacriptiche, terribilmente illogiche.
questo mi appartiene in un modo o nell'altro..ciao;)
Stando a quanto dice il ‘cappellaio matto’, oggi è il tuo ‘non-compleanno’! Se mi dici come la desideri (dimensioni, numero esatto di stanze per i ricordi più belli, colore degli occhi, dei capelli e del vestito delle possibili ospiti, ecc…) posso organizzarmi e regalarti la casa in questione.
RispondiEliminaChe sarà mai?! È solamente un piccolo dono per un’Alice che non smette mai di incantar...e/si.
Marinella :)
Onda, credo che questa, davvero, sia la più collettiva. :)
RispondiEliminaEhi, Marinella, mo parlo con un mio amico, architetto specializzato in case di bambole. Adhunc, ti farò sapere. :)
Renata, quei foulards di seta mi sembra di sentirli sulla pelle.
RispondiEliminaEsagerà, fammi ballà 'sto lento con Coltrane, va...:)
RispondiEliminaDa leggere Tuttosenzainterruzioni, un balsamo per gli occhi
RispondiEliminache inseguono le sensazioni intense, calde, morbide e delicate
e per il cuore che ne assapora l’emozione…
Ottima scelta musicale, “buongustaia”. :)**
E un cassettino per noi, Dicichè, ce lo lasci? :)
RispondiEliminainfondo questo blog è questo. un cassettino tuo aperto per noi della tua grande bambola
RispondiEliminaNella mia casa di bambole è tutto in ordine, anche le cose più antiche nei bauli ammuffitti e gli ammassi di polvere sotto i letti. Sono certe paure che svolazzano ancora come piume uscite dai divani che non trovano tregua. MI piace questo post o forse è che mi piace tu ad ogni parola un pò di più. NIKKA
RispondiEliminaBuongiorno, buonasera e buonanotte. Un saluto particolare a Romano Prodi.
RispondiEliminaVania, che dire? Uno a volte sente una musica ed escono fuori parole. :)
RispondiEliminaEcco, Osmin, questo blog è un Settimino. :)
Nikka, anche a me piaci tu e le piume che svolazzano al di sopra della polvere. :)
Troppo ordine, troppo ordine, non troverei più niente. Mi adatto al minestrone rombante di pensieri e ricordi e ipotesi inesplorate, condite di assurde strategie di salvezza. Amo il caos, in effetti ci vivo.
RispondiEliminase vuoi puoi svelare, la cosa mi incuriosisce :-)
RispondiEliminaun bacio tesoro
Quei cassetti già ci sono, solo che non riusciamo a fare alcune cose:
RispondiElimina- chiuderli a chiave
- quando ne apriamo uno se ne apre pure un altro per colpa di quelle maledette calze incastrate
- a volte cade tutto dietro ed è un macello.
Ciò che m chiedo è: perchè cavolo hanno dato l'appalto all'IKEA e non a qualche bravo artigiano italiano?
Renata, oggi è una giornata un pò così.
RispondiEliminaUn sorriso per te..
RispondiEliminati bacio
gabriele
Domanda peregrina: ho appena finito di mangiare ed ho una fame da lupo. E' normale?
RispondiElimina:)
Grace, e, secondo te, perchè ho tutto questo bisogno d'ordine? Un casino so'. :)
RispondiEliminaSho, mo ci pensiamo un po', okè? Che non mi piace sparare irrealistiche e banali spiegazioni psicologiche. :)
Joncur, le solite motivazioni economiche. :)
Esagerà, non mi fare preoccupare, che ti è successo? :)
A te, Gab, a te. :)
ok, io attendo con pazienza e pranzo
RispondiEliminaun bacione
meraviglioso settimino, colmo di tanti "già" e di altrettanti "non ancora"; il cassetto della paura e delle sue paure, però, quello bisognerebbe imparare a tenerlo un po' socchiuso, lasciandolo in-custodito quanto basta (forse..)
RispondiEliminaSho, beata attè. :)))
RispondiEliminaSì, Leti, tu hai ragione, ma se lo tengo socchiuso poi mi scordo quali sono le paure "toste" che devono ancora essere "trattate" dalle bizzarre strategie. Capì? :)))
RispondiEliminaRenata, oggi mi sento 80 anni. Non credo siano solo motivi politici.
RispondiEliminaAvevo una volta una stanza sui tetti di Siena e tanti cassetti. Ognuno con la sua etichetta.
RispondiEliminaIn ciascuno ci stavano emozioni e ragazzi amati o semplicemente incontrati.
Poi m'accorsi che creavo un cassetto nuovo con la sua bella etichetta gialla e ci mettevo dentro una sola emozione, un solo viso, un 'onda del mare.
E che l'usavo in fondo per dare un ordine proprio là dove ordine non volevo.
(Rob.)
magari qualcuno l'ha già detto (e mi rifiuto oggi di leggere i deliziosi commenti che gli amici di questo bar fanno)
RispondiEliminanon credo che i cassetti siano una buona idea
sai com'è renatì, ma tu lo sai, le cose hanno proprio bisogno di mischiarsi :))
Lo immagino, Esagerà, ma oggi si sente im maniera più acuta che mala tempora currunt.
RispondiEliminaRob, molto bello, grazie :)
Miss, e tu lo sai com'è, ma tu lo sai, che io ho bisogno sempre di piccoli paradossi per straparlare. :)
tu non straparli, tu parli strà :)))
RispondiEliminaIl luogo massimo per mescolare le cose sono proprio i cassetti. Infatti mentre gli scaffali esigono ordine il cassetti svelano e contemporaneamente proteggono. I casini più bestiali. Il cassetto è molto metaforico. Chiudere il cassetto. Non ditemi che non vi dà una speciale sensazione di sollievo. E aprirlo angoscia, certo.
RispondiEliminaO.
E accontentarsi no? Lo so, vorresti una testa grande! Ma sii felice della tua GRANDE testa.
RispondiEliminaBacio
Miss, se una ci nasce così, che può fare? :)))
RispondiEliminaSignor Octave, lei, di cassetti, sembra un espertone. :)))
Perturbamento? Oh, yeahhhhhhhhhhhhhhh. :)))
Concordo con Osmin...c'è un piccolo cassetto in cui ci custodisci? ne saremmo molto felici
RispondiEliminaPiù di uno, Mariafrancè, più di uno...:)
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