lunedì 13 novembre 2006

Lettere d'amò...



Stralci. Da una lettera di Marina Cvetaeva


a Rainer Maria Rilke.



Rainer (…)


Tu sei ciò che sognerò stanotte, che stanotte sognerà me.

(Sognare o essere sognata?)
Io sconosciuta in un sogno estraneo.

Non aspetto mai, ti riconosco sempre.

Il giorno in cui qualcuno ci sognerà insieme-allora ci incontreremo.

Rainer, voglio venire da te anche per il mio nuovo io,


quello-quella- che può nascere soltanto con te,soltanto in te.


E allora Rainer, non arrabbiarti con me, sono io,


io che voglio dormire con te-addormentarmi e dormire (…)

Semplicemente
dormire, e null'altro. (…)

No, ancora:la testa sprofondata nell’incavo della tua spalla sinistra,


il braccio intorno a quella destra, e null’altro.


No, ancora:e fin dentro il sonno più profondo sapere che sei tu.


(…)

Rainer, si fa sera,ti amo.Ulula un treno.


I treni sono i lupi,i lupi la Russia.


Non un treno-la Russia intera sta ululando verso di te..

Il letto è un vascello, ci mettiamo in viaggio.



Non occorre che tu risponda--continua a baciare.



M.”


Commento: maronna mia, che meravì :)



4 commenti:

  1. ho sempre pensato che le cose sognino in me

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  2. ma allora la conosci la rivista POESIA.....

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  3. e se fosse il contrario?..mi riferisco alla frase del primo commento...

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  4. stupenda! questa riesco a capirla anche io

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