Lettere d'amò...

Stralci. Da una lettera di Marina Cvetaeva
a Rainer Maria Rilke.
“Rainer (…)
Tu sei ciò che sognerò stanotte, che stanotte sognerà me.
(Sognare o essere sognata?) Io sconosciuta in un sogno estraneo.
Non aspetto mai, ti riconosco sempre.
Il giorno in cui qualcuno ci sognerà insieme-allora ci incontreremo.
Rainer, voglio venire da te anche per il mio nuovo io,
quello-quella- che può nascere soltanto con te,soltanto in te.
E allora Rainer, non arrabbiarti con me, sono io,
io che voglio dormire con te-addormentarmi e dormire (…)
Semplicemente dormire, e null'altro. (…)
No, ancora:la testa sprofondata nell’incavo della tua spalla sinistra,
il braccio intorno a quella destra, e null’altro.
No, ancora:e fin dentro il sonno più profondo sapere che sei tu.
(…)
Rainer, si fa sera,ti amo.Ulula un treno.
I treni sono i lupi,i lupi
Non un treno-la Russia intera sta ululando verso di te..
Il letto è un vascello, ci mettiamo in viaggio.
Non occorre che tu risponda--continua a baciare.
M.”
Commento: maronna mia, che meravì :)
ho sempre pensato che le cose sognino in me
RispondiEliminama allora la conosci la rivista POESIA.....
RispondiEliminae se fosse il contrario?..mi riferisco alla frase del primo commento...
RispondiEliminastupenda! questa riesco a capirla anche io
RispondiElimina