sabato 21 ottobre 2006

Il Mestiere di Vivere





Oh


Ohoh


OHHHHHHHHHHHHHHHHH


A te dico.


Vieni un po’ qua.


Ti mangio? No.


Allora.


Mettiamoci sotto l’albero mio


( il mitico ciliegio).


Madonna quanto stai affannato.


Respira un po’, ià.


Una delle solite, inutili domande.


Abbi pazienza…


Ma tu, tu, ti interroghi mai


sulla portata dei tuoi errori?


Lascia stare se, poi,


uno gli errori se li può pure perdonare.


Dimenticare.


Meglio, magari si capisce che proprio


quell’errore ti  ha  portato ad una


realtà più bella.


Non è questo il punto.


Ti chiedo se, prima di addormentarti,


fai un giretto tra i tuoi tarli


e se riprendi in mano


quelle “realtà possibili”,


che non sono più.


Ci guardi nel recinto


di giacenze,


di parole non dette,


di tempi rifiutati?


Lo so, è orribile.


Mica ci sono solo le tue.


Feti ed embrioni che urlano.


Affannosamente.


Aborti di progetti.


Non mi dire che ti chiedo


questo  per


frenare la tua azione.


No.


Solo, penso che essere uomini


lo comporti, ogni tanto,


uno sguardo di dolore


su quelle “cose”


secche, balorde e inutili,


eppure


 morte mai completamente.


Perché mai state vive.


Hai ragione, so sciocchezze,


vai va’,


vai pure a “giocare".


Vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii


 


 


 


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