Il Mestiere di Vivere

Oh
Ohoh
OHHHHHHHHHHHHHHHHH
A te dico.
Vieni un po’ qua.
Ti mangio? No.
Allora.
Mettiamoci sotto l’albero mio
( il mitico ciliegio).
Madonna quanto stai affannato.
Respira un po’, ià.
Una delle solite, inutili domande.
Abbi pazienza…
Ma tu, tu, ti interroghi mai
sulla portata dei tuoi errori?
Lascia stare se, poi,
uno gli errori se li può pure perdonare.
Dimenticare.
Meglio, magari si capisce che proprio
quell’errore ti ha portato ad una
realtà più bella.
Non è questo il punto.
Ti chiedo se, prima di addormentarti,
fai un giretto tra i tuoi tarli
e se riprendi in mano
quelle “realtà possibili”,
che non sono più.
Ci guardi nel recinto
di giacenze,
di parole non dette,
di tempi rifiutati?
Lo so, è orribile.
Mica ci sono solo le tue.
Feti ed embrioni che urlano.
Affannosamente.
Aborti di progetti.
Non mi dire che ti chiedo
questo per
frenare la tua azione.
No.
Solo, penso che essere uomini
lo comporti, ogni tanto,
uno sguardo di dolore
su quelle “cose”
secche, balorde e inutili,
eppure
morte mai completamente.
Perché mai state vive.
Hai ragione, so sciocchezze,
vai va’,
vai pure a “giocare".
Vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
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