Vaneggiamenti

Attenzione alle parole, attenzione.
Sembra possibile dominarle, possederle, violarle,
umiliarle…
E, quando scriviamo,
le nostre intenzioni
sembrano nette, decise.
I loro intrecci, noi
crediamo direzionarli
verso un destinatario-mente,
o cuore,
o fegato,
o viscere,
o dito piccolo di un piede…
O ad un una geografia che li comprenda tutti.
Carica di montagne, di mari,
di universi interi,
compreso il vicolo
familiare, vicino casa.
Invece no.
Le parole vogliono un loro dominio,
lo esigono, lo urlano.
Bisogna lasciar loro
uno spazio vuoto,
dove esse, al di là
di noi,
decidano
furiosamente
le loro alchimie.
Chissà,
forse,
questa consapevolezza
è la vera Lucidità.
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