lunedì 2 ottobre 2006

Concept



Gilles Deleuze



Piccolissima estasi mattutina.

Compare, improvviso,  profilo lungo  mie montagne

con luce fredda, lucida, implacabile, a nord, che poi si scioglie, a est,

in calore cangiante, in voce accogliente.

Cieli.

A Deleuze sarebbe piaciuto, in giorno così,

venire a funghi, insieme a me.

No.

Io non posso andarci più.

Ma non divaghiamo.

Ti dico che Gilles sarebbe venuto.

E’ un’intensa esperienza filosofica

andare a funghi, oh…

Gilles crea concetto che risponde a un problema, a una domanda.

Io trovo un porcino, che risponde ad un percorso lungo,

a un desiderio di piedi-mani-testa.

Insieme, io e lui, definiamo un Territorio

di fitte Relazioni: fiutiamo l’humus,

spostiamo foglie,

ci arrampichiamo per sentieri scoscesi,

“seguiamo” gli indizi di un bosco.

E divaghiamo pure,

perché no?

Ricercare è sempre

un po’ perdersi,

dimenticarsi,

cancellarsi…

“Etre à la place de…”.

Mo siamo sotto

un pino,

stanchi.

Che stiamo a fa?

Bruciacchiamo pancetta,

mangiamo,

in silenzio giochiamo

nel respiro

di un bosco…


 

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