venerdì 20 ottobre 2006

Erotismi


(e mi sa sa che, con tale rubrichetta,


ce giochiamo pure la pseudoraffinatezza de sto blog.


Vabbù.)



Una specie di filmografia


 


Un tale, mi pare il borioso Umberto Eco,


dice che è semplice distinguere un film erotico


da uno pornografico: nel secondo non c’è una trama.


Mah. Virimme se ha ragiò.


 



ErotìOccidente


Gola profonda (1972)





Si parte dal saggio di Freud ( sulla sessualità )


e dalla Gradiva di Janseen.


(Ma ti si dice subito che è tutto uno scherzo.)


Una signorina non gode.


Interviene sessuologo.


La salva, scoprendo che ha il clitoride in gola.


Da qui, il titolo.


All’inizio pare esserci una parvenza di trama:


ma si sviluppa subito subito.


Diciamo che la trama non vede l’ora


 di liberarsi di se stessa.


Così, tre quarti di un film già breve


sono gli allenamenti pompinacei della bella signorì.



Philosophy in the Boudoir


1970



Marie Liljedahl in Philosophy in the Boudoir




Adattamento in chiave moderna del noto,


omonimo libro del Divin Marchese.


La trama c’è, ma non è quello il punto.


Quando na cosa non ti piace proprio,


fin dall’inizio, e c’è una fonte, tanto vale


che attingi direttamente  all’originale.




Querelle de Brest


1982




E qua non scherziamo proprio. No no.


In principio fu Jean Jenet, e poi Rainer Fassbinder.


Ahò, entrambi mi incutono un sacro rispetto reverenziale.


Più che della celeberrima sodomizzazione


del marinaioQuerelle, da parte di Nemo,


mi ricordo l’atsmosfera un po’ statica, teatrale


e fumosa, all’interno della nave.


E il corpo di Querelle.


Che, quasi per dovere conoscitivo,


si lascia penetrare dalla cinepresa,


avvolgere,


centellinare.


 




Ma mère


2004



Isabelle (Huppert ), ma chi te l’ha fatto fare


ad interpretare un film così brutto?


Qua non si tratta dell’incesto,e della morte


del tuo personaggio successiva ad esso.


E’ proprio tutto ‘o film che è scombinato assà.


E il disagio, che da esso arriva, non è la


tematica scottante a produrlo.


Questa è la cosa grave.


So le tue mossettine e la distanza


che tu stessa hai preso dalla trama


ad annoiare.


Profondamente.


Molto più brava sei stata ne


“La pianista”, di Haneke.


Molto più brava.




ErotìTraOccidenteeOriente.





Qua ci piazziamo intero intero


tutto Borowczyk.


Morboso sì, esagerato,


ma terribilmente attrattivo


nella plastica suddivisone dei quadri.


Prendiamo “La bestia”.


La scena dell’inseguimento, nel bosco,


della vergine antenata della protagonista


emmica si dimentica facilmente.


C’è qualcosa di autenticamente raccapricciante nella


scarpa che cade dall’albero, prima che la bella


venga catturata dalla Bestia.


E quando il Mostro abusa di lei, la camera inquadra


quasi esclusivamente il suo volto.


E quel passaggio inquietante dalla ribellione


al godimento


come si fa a cancellarlo?



ErotìOriente


( la prossima volta, mo mi so scocciataJ )


 


 


 



 



 


 


 


 


5 commenti:

  1. Tutto qui?

    Ho percorso chilometri di parole calabre per giungere a questo?

    :-)



    Insomma...,intanto non sono d'accordo con Eco. Poi,...

    Querelle è un filmone. Obiettivamente. Sebbene non mi sia piaciuto. E' un pò come una donna che non puoi non riconoscere bella ma che non t'attrae. Un cult dell'espressionismo. Magia teatrale con luci e colori e fumi a fare atmosfera.

    E soprattutto...Nessun filtro di retaggi del pudore!



    PEnsavo avresti parlato del significato dell'espressione "E' un cazzo di carattere!"

    :-)



    E per concludere...Borowczyk è un grande!

    RispondiElimina
  2. Echidnaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, sei un matto-pazzo, simpaticissimo cristiano.

    :))))))))))

    P.S. Nel blog non dico tutto quello che vorrei dì. Mi piacciono gli accenni brevi. Le lungaggini no, capì?

    RispondiElimina
  3. Eeeeeh. Si vede che ti piacciono le cose piccole e sintetiche. (Come i cazzi finti?) Scherzo dai...

    BEata te. Io e la sintesi simmo nu poco antitetici. ci provo ma alla fine, per quanto la tradisca, torno sempre tra le braccia accoglienti dell'analisi!

    RispondiElimina
  4. Echidna, dopo aver premesso che se pronunci ancora qua le parole: "cazzo", "Porca", "preservativo", io, seriamente ti meno, ti dico che "Time" di Kim Ki DuK mi ha sorpreso, perchè è bellissimo.

    Capì?

    :)))))))))))

    cià

    RispondiElimina
  5. Non ti faceva così pudica!

    ;-)

    Però è casa tua e le regole le fai tu. Mi pare giusto.



    SOno lieto "Time" sia stato di tuo gradimento. Da quel che ho letto sul soggetto sono certo piacerà anche a me!

    ;-)



    P.S.

    Per la parole Tabù...posso usare sinonimi o metafore?

    :-)

    RispondiElimina