Sviste
( Sonoesaròpersempreun’idiota :) )

Napoli.Fineannisettanta
Finito l’anno di liceo, mi ci fiondo sempre.
Mia sorè studia giurisprudenza e abita cco na serie di
sfaticati studenti nei quartieri spagnoli.
Luglio.
Fa caldo assà.
Arriva il vaglia di mamma.
Si decide, all’unisono, di festeggià
la lira ritrovata con megapranzo a base di carne.
So pigri assà, loro, e abitano al sesto
piano di palazzo antico.
Mi ricattano: se voglio rimanè, devo fa' la schiava:)
Scendere io deve a fare spesa.
Fine strada, vedo un’insegna: “Casa della carne”.
Entro.
E’ tutto troppo limpido: né vitelli
appesi, né macchie di sangue sul bancone.
Il turno mio arriva. Tiro
fuori la lista: mezzochilodimacinatounpolloruspanteottobistecchediecisalsicce…
Mi guardano, allibiti, uno corre, mi prende e, con forza, mi indica
l’uscita.
“Che ho fatto mo?”
Avvilita, cerco sporca macelleria,
compro tutto, risalgo.
Racconto loro fatto.
Mi guardano allibiti.
Poi ridono, ma na risata brutta, sarcastica, senza umana pietà…
Mia sorella:“Oh,Giulio, è entrata nel nuovo centro veterinario…LA CASA
DEL CANE….ihihihihihiiihhiihhiihi”
Io: “Ah, ecco..mo me spiego…mo…”
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